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Pensioni, Per gli invalidi due nuove strade per uscire in via anticipataIn evidenza

Avrei due quesiti 1.mio zio è nato il 02/03/1957, versa i contributi dall’1/1/1976 continuamente come commerciante autonomo, è titolare di un ristorante e quindi lavora di notte; può andare in pensione anticipatamente, facendosi riconoscere il lavoro usurante e notturno? se si, come si fa a fare la domanda per il riconoscimento? 2. mia zia è nata il 5 luglio 1957, versa i contributi dal 1/1/1977 continuamente come coadiuvante del commercio, ha un' invalidità civile per insufficienza renale cronica riconosciuta dall’Asl dal 2005 dell’80%. C'è qualche forma pensionistica per farla andare in pensione ora o comunque il prima possibile? Può usufruire della legge 222 per gli invalidi civili per poter andare prima? La ringrazio anticipatamente per le risposte.

Purtroppo l'agevolazione per i cd. lavori usuranti (tra cui rientrano anche i lavoratori notturni con un numero di notti lavorate l'anno pari almeno a 64 anni) è riconosciuta esclusivamente in favore dei lavoratori dipendenti. Per quanto riguarda la zia occorre distinguere a seconda del tipo di beneficio da ottenere. Dal prossimo 1° maggio i lavoratori con una invalidità civile (dipendenti o autonomi) riconosciuta dalle Asl  dal 74% in su potranno conseguire l'APE sociale dal 63° anno di età se hanno 30 anni di contributi. O ancora potranno pensionarsi con 41 anni di contributi a condizione, in questo caso, di poter vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età. L'attuazione di queste misure è demandata ad alcuni decreti della presidenza del consiglio dei ministri attesi nelle prossime ore.

Se la zia non rientrerà in tali benefici, come pare di comprendere, non resta che voltare lo sguardo alle tutele già da tempo note. In particolare la signora potrà chiedere l'assegno ordinario di invalidità come prevede la legge 222/1984 ove l'Inps accerti una riduzione della capacità lavorativa inferiore a 2/3 in conseguenza della menomazione. Per il conseguimento della prestazione è necessario possedere almeno 5 anni di contribuzione di cui tre nel quinquennio antecedente la domanda. L'AOI è una vera e propria pensione erogata a prescindere dall'età anagrafica con l'unica differenza che non è stabile ma dura tre anni al termine dei quali può essere prorogata, permanendo la condizione di invalidità, per un ulteriore triennio. Al raggiungimento dell'età di vecchiaia la prestazione viene trasformata automaticamente in pensione di vecchiaia e, dunque, si stabilizza. 

Sono docente di scuola superiore,ho 41 anni di servizio,possiedo i requisiti per accedere alla pensione anticipata precoci quota 41 di cui si attendono i decreti. Vorrei sapere se per i "12 mesi di contribuzione prima del 19° anno di età" è valido il riscatto degli anni universitari che possiedo a partire dal 17° anno. E' un quesito al quale nessuno mi sa dare risposta. Si ritiene che la risposta sia negativa in quanto i 12 mesi di contribuzione entro il 19° anno devono derivare tassativamente ed esclusivamente da periodi di attività lavorativa. Dunque si ritiene che i periodi di riscatto di un periodo di laurea non possano integrare il suddetto requisito. Quanto appena detto dovrà essere confermato nelle disposizioni attuative che saranno emanate nelle prossime settimane. 

Gent.mi sigg.ri , avrei due quesiti da proporre se gentilmente mi potete rispondere. 1) sono nato il 21/10/1958 ed ho 36 anni e 4 mesi di contributi versati e sono disoccupato dal 1/10/2016. Da sito Inps la simulazione della pensione di vecchiaia mi formula la data del 1/8/2026. Dato che in famiglia abbiamo solo un piccolo reddito di mia moglie con il quale a stento sopravviviamo in 4 persone, non ho altro modo o maniera di poter avere una pensione anche super decurtata un prima del 2026? Ho lasciato il lavoro dopo aver richiesto un accordo di uscita per evidente mobbing che visto l accordo raggiunto e' riconosciuto anche dalla mia ex azienda. Ho firmato una risoluzione conciliativa direttamente senza licenziamento . Potrei avere l indennità di disoccupazione visto che praticamente ho firmato un accordo dimissionario secondo me per giusta causa? Il CAF da me interpellato mi ha risposto che con quasiasi accordo conciliativo non e' prevista l indennita di disoccupazione. 2) se dovessi morire ora, con gran gioia dell Inps, con 36 anni e 4 mesi Di contributi versati mia moglie avrebbe subito la reversibilita' o dovrebbe comunque aspettare il 2026. Purtroppo dai dati esposti attualmente non è possibile anticipare la pensione neanche al prezzo di una decurtazione non avendo il lettore raggiunto il 63° anno di età, il minimo necessario per chiedere il cd. ape volontario, ovvero l'anticipo della pensione erogato dal sistema bancario dal prossimo maggio. Si conferma che in presenza di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non è possibile usufruire della naspi, l'indennità contro la disoccupazione. Il lettore avrebbe dovuto farsi licenziare per conseguire il sostegno. In caso di decesso si ricorda però che la moglie avrebbe diritto immediatamente alla pensione indiretta senza dover attendere il 2026. 

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