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Riforma Pensioni, Ora una tutela anche per gli invalidi al 60%

L'Appello lanciato dall'ex consigliere comunale di Biella Antonio Montoro alle istituzioni per consentire un'uscita anticipata anche ai lavoratori invalidi.

Prosegue la battaglia dell'ex consigliare comunale di Biella Antonio Montoro che da quattro anni e mezzo a questa parte ha letteralmente bombardato politici e media nazionali per non far scemare l'interesse sul tema delle persone portatrici d’handicap e la loro età pensionabile. Raccogliendo anche risposte eccellenti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal presidente del consiglio Matteo Renzi che ha promesso che si sarebbe interessato del tema. E oggi, che si discute di pensioni anticipate, la proposta avanzata da Montoro e portata in Camera e Senato dai politici locali Gianluca Susta e Nicoletta Favero, è tempo di non abbassare la guardia.

La proposta. Montoro ha le idee chiare per modificare la legge Fornero. «Tutti dimenticano il dramma degli invalidi dal 46 al 74 per cento - dice che non hanno sconti per andare in pensione. Ogni giorno sentiamo di lavoratori legati al pubblico che possono andare a riposo prima. Questi invalidi, invece, devono lavorare fino a quasi 70 anni o avere almeno 43 anni di contributi per poter accedere alla pensione. Nelle percentuali oltre il 60 per cento sono collocate persone con pluripatologie anche gravi. Nella prossima riforma si ponga rimedio a questa situazione, consentendo alle persone con disabilità di poter accedere alla pensione anticipata. Certo, chi vorrà potrà continuare a lavorare, mentre chi non ce la farà più per problemi fisici potrà meritarsi il riposo».

Montoro ricorda come il problema riguardi soprattutto coloro che hanno perso il lavoro da alcuni anni e che, pertanto, non possono fruire neanche dell'assegno ordinario di invalidità per ottenere un reddito pensionistico in attesa di maturare l'età pensionabile Fornero. Non piace a Montoro il testo presentato dall'esecutivo all'interno della legge di Bilancio che prevede due agevolazioni, l'APE sociale e la quota 41, ma solo per i lavoratori con una invalidità pari o superiore almeno al 74%, una pecentuale troppo elevata che taglia fuori ampie platee di lavoratori invalidi. E per i quali già attualmente ci sono alcuni benefici di natura previdenziale. Non a caso, tra gli emendamenti presentati dall'Onorevole Carrescia, c'è nè uno che punta ad abbassare la soglia di invalidità per accedere a queste misure almeno al 60%. "Credo che sia una misura assolutamente necessaria, alla quale non rinunciare. I lavoratori disabili hanno spesso l'esigenza di accedere prima alla pensione, ma non possono sostenere il costo relativo, anche per ragioni di giustizia sociale ed equità" ha indicato Carrescia. 

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