Menu
La tavola di PensioniOggi.it con i principali requisiti anagrafici e contributivi nella previdenza pubblica obbligatoria per centrare l'uscita nel 2019

L'Età Pensionabile

Il dizionario di Pensioni Oggi

L'età pensionabile indica i requisiti anagrafici e contributivi che consentono ad un soggetto di ottenere un trattamento a carico di un ente previdenziale, pubblico o privato. Nonostante la Riforma Fornero del 2011 l'età per il collocamento a riposo risulta ancora estremamente variabile in quanto legata a doppio filo con il tipo di lavoro svolto dall'assicurato.

Per alcuni lavori l'ordinamento riconosce, infatti, la possibilità di accedere prima alla pensione (anche mediante la concessione di alcuni "abbuoni" contributivi ovvero specifiche maggiorazioni convenzionali dei contributi), mentre per altri l'età risulta piu' elevata. Una ulteriore differenza si ha anche a seconda se il lavoratore si trova nel sistema contributivo o in quello retributivo (o per meglio dire "misto") dato che il primo, erogando una prestazione legata ai contributi versati, consente prestazioni piu' flessibili rispetto a chi è nel secondo sistema. Il passaggio dal sistema misto al contributivo, previsto in passato dalla Legge Dini per ottenere l'applicazione dei requisiti più favorevoli dei cd. contributivi, è divenuto peraltro ormai quasi impossibile.

Le Regole vigenti nel 2019

Nella previdenza obbligatoria pubblica (cioè quella gestita dall'Inps) i requisiti per il collocamento a riposo, dopo il 2011, sono determinati prevalentemente da due prestazioni pensionistiche: la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata. Nella pensione di vecchiaia l'ordinamento chiede al lavoratore di raggiungere un determinato requisito anagrafico accompagnato, di regola, dal perfezionamento di almeno 20 anni di contributi. Nella pensione anticipata, invece, i contributi versati hanno un peso prevalente rispetto al requisito anagrafico e pertanto risulta possibile accedere alla prestazione indipendentemente dall'età anagrafica al perfezionamento di un determinato requisito contributivo.

In linea generale nel 2019, per il pensionamento di vecchiaia occorrono almeno 67 anni di età e 20 anni di contributi (sia per gli uomini che per le donne del settore pubblico e del settore privato). Per la pensione anticipata occorrono, invece, 41 anni e 10 mesi di contributi (42 anni e 10 mesi per gli uomini) a prescindere dall'età anagrafica.  L'ordinamento si discosta da questi valori, come indicato, solo per tutelare particolari specificità connesse alla tipologia di lavoro svolto o alla condizione del lavoratore. Così ad esempio ci sono alcuni canali agevolati di uscita per i lavori usuranti, per gli invalidi dall'80% in su, per il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico (es. forze di polizia, militari, guardia di finanza, vigili del fuoco), per il personale viaggiante addetto a pubblici servizi di trasporto, alcune categorie di lavoratori dello spettacolo, gli sportivi professionisti, alcune categorie di lavoratori del settore marittimo e personale navigante delle imprese aeree (fondo volo).

Quest'anno si è aggiunta, in forma sperimentale, anche una terza prestazione pensionistica la cd. quota 100 che consente ai lavoratori dipendenti, anche del pubblico impiego, e autonomi di andare in pensione con 62 anni e 38 anni di contributi; si tratta, nella sostanza, di un ripristino della vecchia pensione di anzianità abrogata nel 2012. Nonostante le critiche il nuovo Governo Pd-M5S intende mantenere la misura sino alla sua scadenza originaria, prevista per il 31 dicembre 2021, contando anche sul fatto che si stanno registrando meno domande di pensionamento rispetto alle stime iniziali.

Gli altri canali

Oltre alla quota 100, negli ultimi anni ci sono state diverse riforme che hanno (spesso in modo irrazionale) segnato alcuni elementi di flessibilità ma anche reso più complesso e farraginoso l'iter per l'andata in pensione. In particolare dal 1° maggio 2017 è stata introdotta la possibilità di ritirarsi a 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica per i lavoratori precoci, cioè coloro che hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro prima del 19° anno di età e che si trovano in profili meritevoli di una particolare tutela (qui i dettagli); l'APE sociale, anch'esso destinato ai medesimi profili di tutela appena citati, che consente di ricevere un'indennità dal 63° anno sino al raggiungimento della pensione di vecchiaia (qui i dettagli) a condizione di avere almeno 30 anni di contributi; l'ape volontario, rivolto a tutti i soggetti in possesso di almeno 63 anni e 20 anni di contributi, che consiste in un anticipo della pensione tramite un prestito erogato dal settore bancario di durata ventennale.

C'è poi l'opzione donna per le lavoratrici che hanno raggiunto 58 anni (59 anni le autonome) unitamente a 35 anni di contributi entro il 31.12.2018. Vale la pena anticipare che sia l'opzione donna che l'ape sociale saranno prorogati anche nel 2020 secondo quanto già anticipato nella manovra economica per il 2020 dall'attuale Governo.

Data l'eterogeneità delle prestazioni e la complessità della materia la tabella seguente elaborata dalla Redazione di PensioniOggi.it riassume tutti i principali requisiti anagrafici e contributivi per maturare un diritto a pensione a carico dei fondi gestiti dalla previdenza pubblica per l'anno 2019.

Torna in alto

Articoli Correlati

Pensioni Oggi

Sezioni

Speciali

Strumenti

Seguici