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Esodati, Controlla la data di pensionamento con la salvaguardia

Aggiornato il programma di Pensionioggi.it per controllare la data di pensionamento per i lavoratori che hanno diritto alla salvaguardia pensionistica. 

La comunicazione Istat relativa al prossimo adeguamento alla speranza di vita che scatterà dal 1° gennaio 2019, come noto, ha effetti anche per parte dei lavoratori salvaguardati. In particolare per i lavoratori in mobilità che maturano il diritto a pensione, secondo le vecchie regole pensionistiche, successivamente al 31 dicembre 2018 e che, pertanto, saranno interessati dal prossimo adeguamento alla speranza di vita pari a cinque mesi.

Per tenere conto di tali effetti PensioniOggi.it ha aggiornato il programma, già disponibile da inizio anno, per controllare gli effetti sulla data di pensionamento e sulla relativa salvaguardia pensionistica per tali soggetti in conseguenza del nuovo parametro diffuso dall'Istat. La vecchia versione del programma contemplava, invece, un aumento di quattro mesi (secondo lo scenario demografico istat 2007) che si è rilevata ormai inferiore, da qui dunque la necessità di effettuare l'integrazione. Si rammenta che, come in passato, è possibile anche neutralizzare gli effetti della speranza di vita Istat per controllare gli effetti dell'adeguamento sulla data di pensionamento. 

Lo strumento consente di verificare la data di pensionamento anche per chi cumula contribuzione da lavoro dipendente nell'assicurazione generale obbligatoria con periodi di contribuzione nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (Artigiani, commercianti e Coltivatori Diretti); e le deroghe previste in favore dei cd. quindicenni (cioè di quei lavoratori e lavoratrici che possono pensionarsi con un requisito contributivo di 15 anni anzichè 20 anni) e di coloro che possono mantenere i requisiti agevolati di cui alla legge Dini, 57 anni e 35 di contributi (si tratta soprattutto di autorizzati ai volontari entro il 20 luglio 2007 ex art. 1, co. 8 della legge 243/04). Nel programma è possibile, infine,  anche determinare la data di pensionamento, con le vecchie regole, a prescindere dalla salvaguardia sino al 31 dicembre 2023, una funzionalità utile per comprendere anche la ragione per la quale si risulta fuori dal perimetro di tutela (ad esempio per maturazione del diritto alla pensione oltre i 36 mesi dal termine della mobilità o del trattamento edile, oppure a causa della maturazione della decorrenza della pensione oltre il 6 gennaio 2019 o 6 gennaio 2018 per gli altri profili di tutela previsti dalla normativa).

Per accedere alla tutela gli interessati dovevano presentare istanza di accesso all'Inps o alla Direzione Territoriale del Lavoro a seconda del proprio profilo di tutela, a pena di decadenza, entro lo scorso 2 marzo 2017. Dunque chi, per qualsiasi ragione, non abbia prodotto l'istanza in tempo utile è fuori dal perimetro di tutela salvo il legislatore non decida di intervenire nuovamente sulla materia in occasione del disegno di legge di bilancio per il 2018.

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