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La Perequazione è l'aumento collegato all'inflazione che viene riconosciuto ai trattamenti pensionistici secondo determinate condizioni.

La Perequazione Automatica

Il dizionario di Pensioni Oggi

La perequazione è il termine che identifica la rivalutazione dell'importo pensionistico legato all'inflazione. In pratica si tratta di un meccanismo attraverso il quale l'importo delle prestazioni medesime viene adeguato all'aumento del costo della vita come indicati dall'Istat. Il fine che la legge intende perseguire è quello di proteggere il potere d'acquisto del trattamento previdenziale pensionistico qualsiasi esso sia. In questi ultimi anni le modalità di erogazione della rivalutazione sono state piu' volte riviste dal legislatore per esigenze endemiche di contenimento della spesa pubblica sino a generare molta confusione.

Sino al 31 Dicembre 2011. Prima della Riforma Fornero la perequazione era suddivisa in tre fasce all'interno del trattamento pensionistico complessivo e l'adeguamento veniva concesso in misura piena, cioè al 100% per le pensioni fino a tre volte il trattamento minimo; scendeva al 90% per le fasce di importo comprese tra tre e cinque volte il trattamento minimo; e ancora calava al 75% per i trattamenti superiori a cinque volte il minimo.

Dal 1° gennaio 2012.  Con il Decreto legge 201/2011 è stato invece disposto il blocco dell'indicizzazione nei confronti delle pensioni che erano di importo superiore a tre volte il trattamento minimo Inps. Le pensioni di importo inferiore sono state invece adeguate pienamente all'inflazione (+ 2,7% nel 2012 e + 3% nel 2013).

Le regole Attuali. Dal 1° gennaio 2014, la legge 147/2013, ha introdotto un sistema di rivalutazione suddiviso in cinque scaglioni prorogato dall'ultima legge di stabilità sino al 31 dicembre 2018. Per le pensioni di importo fino a tre volte il trattamento minimo l'adeguamento avviene in misura piena (100%); per le pensioni di importo superiore e sino a quattro volte il trattamento minimo viene riconosciuto il 95% dell'adeguamento; per quelle di importo superiore e sino a cinque volte il minimo l'adeguamento è pari al 75%; adeguamento che scende al 50 % per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il minimo e al 45% per i trattamenti superiori a 6 volte il trattamento minimo inps.

Su queste norme si è di recente inserita la Sentenza della Corte Costituzionale 70/2015 con la quale la Consulta ha dichiarato incostituzionale il blocco biennale previsto dalla Legge Fornero sui trattamenti superiori a 3 volte il minimo. Per accogliere la censura della Corte l'esecutivo è intervenuto con il decreto legge 65/2015, un provvedimento che tuttavia ha garantito una rivalutazione parziale e retroattiva ai trattamenti ricompresi tra 3 e 6 volte il minimo (qui è possibile simulare quanto deve essere restituito a ciascun pensionato).

La rivalutazione effettiva. Sulle fasce di rivalutazione sopra esposta bisogna applicare il tasso di inflazione annua. Dalla moltiplicazione del tasso di inflazione per le fasce di rivalutazione si ottiene, pertanto, il tasso effettivo di rivalutazione che ogni anno viene corrisposto negli assegni. L'applicazione della rivalutazione, com'è noto, avviene ad inizio di ogni anno in via provvisoria rispetto all'inflazione dell'anno uscente (2015) ed in via definitiva rispetto a quella dell'anno prima (2014) sulla base dei valori indicati in un decreto del ministero dell'economia adottato alla fine dell'anno.

Quest'anno, dato che il tasso di inflazione definitivo relativo al 2015 è risultato pari a 0,2%, contro lo 0,3% riconosciuto in via previsionale nel dicembre 2014, e che il tasso provvisorio per il 2016 è stato fissato in misura pari a zero (a causa della stagnazione dell'inflazione nei primi nove mesi del 2015) il conguaglio sugli assegni sarebbe stato per la prima volta negativo. Si veda la tavola sottostante per i dettagli. La legge di stabilità 2016 ha però previsto che le operazioni di conguaglio in parola siano effettuate l'anno prossimo quando, si spera, l'inflazione tornerà seppur di poco a crescere. 

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