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Le maggiorazioni convenzionali dell'anzianità contributiva sono particolari agevolazioni sul piano contributivo correlate al lavoro svolto che consentono l'accreditamento di un ulteriore periodo contributivo che si somma a quello già versato. 

Le maggiorazioni contributive

Il dizionario di Pensioni Oggi

In alcuni casi l’effettuazione di attività lavorative in particolari condizioni comporta una copertura assicurativa potenziata: il contributo previdenziale corrispondente a tali periodi, che sarebbe spettato in condizioni normali, viene moltiplicato per determinati coefficienti di maggiorazione. Si determina, così, un'anzianità contributiva convenzionale che si somma a quella effettiva e dalla quale viene attribuita validità, in alcuni casi, ai fini della maturazione del solo diritto a pensione, ed in altri anche o solo ai fini della misura dello stesso trattamento di pensione. Si tratta in genere di periodi di attività effettuata in condizioni meritevoli di particolare tutela da parte dell'ordinamento. Ai lavoratori che abbiano svolto determinate attività il legislatore riconosce, in sostanza, la possibilità di accedere prima alla pensione e/o di incrementare il trattamento di quiescenza per compensare il maggior dispendio di energia fisica e psichica necessaria per l’effettuazione dell’attività.

Una delle prime maggiorazioni contributive di questo tipo è prevista per i lavoratori che hanno prestato la loro opera in miniere, cave e torbiere svolgendo mansioni di lavoro sotterraneo. L'articolo 18 della legge 153 del 1969 prevede, infatti, che nei confronti dei soggetti che abbiano prestato lavoro sotterraneo per almeno 15 anni, anche discontinui, hanno diritto, a domanda ad avere applicata una maggiorazione sia dei requisiti di assicurazione che di contribuzione per un periodo massimo di cinque anni. Una facilitazione contributiva assai più nota è prevista per i lavoratori non vedenti. Costoro possono ottenere 4 mesi per ogni anno di lavoro effettivo svolto, utile ai fini del diritto e della misura della pensione. Tale agevolazione, originariamente era attribuita, dall'articolo 9 della legge 113 del 1985 nei solo confronti dei centralinisti non vedenti occupati in base alle norme del loro collocamento obbligatorio. Legge 120 del 1991 ha successivamente esteso il beneficio a tutti i lavoratori privi della vista che ne facciano richiesta.

Numerose maggiorazioni convenzionali dell'anzianità contributiva sono riconosciute al personale militare o dello stato che ha svolto periodi di lavoro in sedi o condizioni disagiate o che siano stati esposti a particolari rischi (servizio all'estero, servizio di confine, di volo, di navigazione, campagne di guerra, eccetera). Al riguardo una particolare forma di maggiorazione della pensione è stata prevista dalla legge 336/1970 in favore dei dipendenti civili dello Stato che potessero far valere la qualifica di ex combattenti ed assimilati. Si trattava di persone che, in quanto militari, avessero partecipato in modo diretto e immediato allo svolgimento di operazioni di guerra nonchè i partigiani, mutilati ed invalidi di guerra, vittime civili di guerra, orfani, vedove di guerra o per causa di guerra, profughi per l’applicazione del trattato di pace. La maggiorazione comportava, in particolare, un incremento dell'anzianità contributiva utile sia ai fini del diritto che della misura della pensione da 7 ai 10 anni rispetto a quella spettante in funzione del servizio utile. Il suddetto beneficio è stato esteso dall'articolo 6 della legge 140/1985 anche nei confronti della generalità dei lavoratori dipendenti ed autonomi in misura però in questo caso fissa (pari ad una maggiorazione di 30.000 lire mensili ovvero 15,49 euro).

I periodi di esposizione all'amianto
Analoga maggiorazione convenzionale dell'anzianità contributiva, degna di nota, è prevista per i lavoratori che abbiano svolto attività in ambienti in cui vi è presenza di amianto. La prima misura in tal senso è stata introdotta dall'articolo 13 della legge 257 del 1992 che aveva attribuito una maggiorazione figurativa in misura pari al 50% della contribuzione effettivamente versata relativa ai periodi di lavoro svolto dai lavoratori nelle miniere e nelle cave di amianto. Questa disposizione attribuiva la facilitazione anche lavoratori che avessero contratto malattie professionali a causa dell'esposizione all'amianto per il periodo di provata esposizione, nonché ai lavoratori che fossero stati esposto alla sostanza dannosa per un periodo superiore a 10 anni. Maggiorazione che poteva essere fatta valere sia ai fini del diritto che della misura della pensione. L'articolo 47 della legge 269 2003 la quale, pur lasciando invariati i periodi per i quali è possibile attribuire l'agevolazione, ha previsto che a decorrere dal 2 ottobre 2003 il coefficiente di maggiorazione la contribuzione per i periodi di lavoro svolto in esposizione all'amianto sia ridotto dal 50 al 25%. Inoltre, con la stessa decorrenza, il predetto coefficiente moltiplicatore deve trovare applicazione ai soli fini della determinazione dell'importo delle prestazioni pensionistiche e non più ai fini della maturazione del diritto di accesso alla pensione.

Invalidi e Vittime del Terrorismo
L'articolo 80 comma 3 della legge 388/2000 riconosce a decorrere dal 1° gennaio 2002 ai lavoratori sordomuti e agli invalidi per qualsiasi causa, ai quali è stata riconosciuta una invalidità pari o superiore al 74% o ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al Dpr 915/1978, a loro richiesta, per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione utile ai soli fini del diritto alla pensione (anche ai fini della misura ma solo per le anzianità soggette al calcolo retributivo) entro un tetto massimo di 5 anni di contribuzione.

L'ultima maggiorazione in ordine di tempo introdotta nel nostro ordinamento è prevista a favore delle vittime di atti di terrorismo e loro familiari. La legge 206/2004 ha previsto che a tutti coloro che hanno subito una invalidità permanente di qualsiasi entità e grado della capacità lavorativa, causata da un atto di terrorismo e delle stragi di tale matrice, siano essi dipendenti pubblici o privati o autonomi, è riconosciuto un aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi utili ad aumentare, per una pari durata, l'anzianità pensionistica maturata,  la misura della pensione, nonché il trattamento di fine rapporto e gli altri trattamenti equipollenti. Questi benefici vengono riconosciuti, anche al coniuge ed ai figli, anche maggiorenni, dei soggetti rimasti invalidi. In mancanza di coniuge e figli il beneficio viene attribuito ai genitori. 

Utilizzo e limiti delle maggiorazioni convenzionali
Dal 1° gennaio 1998 il complesso dei periodi contributivi dovuti a maggiorazione di qualsiasi tipo per “particolari attività professionali” non può superare il limite di 5 anni, fermo rimanendo il diritto ai periodi di maggiorazione già maturati a tale data che, se di durata oltre i 5 anni, rimangono cristallizzati e non possono crescere ulteriormente (art. 59, comma 1, lettera a, della legge 449/97). Non è soggetta a questa limitazione la specifica maggiorazione dei periodi di lavoro svolti da non vedenti (art. 9 L 113/1985 e successive modificazioni e integrazioni) nè quella prevista per le vittime del terrorismo, in quanto riferita alle condizioni del soggetto che effettua l’attività e non alle particolarità dell’attività professionale stessa. Si rammenta che nelle quote di pensione calcolate con il sistema contributivo le maggiorazioni sopra indicate sono utili solo ai fini del diritto e non anche della misura della pensione (cfr: messaggio inps 219/2013). A meno che le modalità stesse dell'accredito della maggiorazione non dispongano l'accredito figurativo di contributi sul conto dell'assicurato che facciano incrementare il montante contributivo e, quindi, l'importo della pensione.

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