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La misura consente ai lavoratori prossimi all'età pensionabile di optare per una riduzione dell'orario di lavoro senza penalizzazioni sull'importo della pensione. 


Il Part Time Agevolato

Il dizionario di Pensioni Oggi

Il Part time agevolato è una misura sperimentale introdotta dall'articolo 1, comma 284 della legge 208/2015 che consente ai lavoratori dipendenti del settore privato a tempo indeterminato di ridurre su base volontaria l'orario di lavoro per un periodo massimo di tre anni dal raggiungimento della pensione di vecchiaia. Si tratta di una misura pensata dal legislatore per incentivare economicamente processi di riduzione di orario di lavoro nei confronti dei lavoratori prossimi alla pensione in un quadro di flessibilità dell’uscita dal mondo del lavoro con costi spalmati tra lavoratore, datore e Stato.

Il datore che acconsente alla trasformazione del rapporto dovrà, infatti, sobbarcarsi parte degli oneri e corrispondere in busta paga al lavoratore una somma pari alla contribuzione pensionistica che sarebbe stata a carico di quest'ultimo (relativa alla prestazione lavorativa non effettuata). La somma, però, verrà trattata in modo particolare dato che questo importo non concorrerà nè alla formazione del reddito da lavoro dipendente nè sarà assoggettato a contribuzione previdenziale. Lo stato, dal canto suo, provvederà al riconoscimento della copertura pensionistica figurativa per la quota di retribuzione perduta. Il lavoratore subirà, del pari, una perdita di retribuzione dovuta alla riduzione dell'orario di lavoro. Vediamo dunque le principali caratteristiche di tale meccanismo. 

Destinatari

Rientrano nel campo di applicazione della norma tutti i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato di aziende di qualsiasi dimensione, anche con meno di 15 dipendenti, operanti nel settore privato indipendentemente dal fondo previdenziale di iscrizione. In particolare si ritiene che vi possano rientrare anche i lavoratori delle Poste e delle Ferrovie dello Stato i cui rapporti lavorativi sono stati oggetto della privatizzazione negli anni '90. Non vi possono accedere, invece, i dipendenti del pubblico impiego.

Per accedere al part time agevolato le parti devono stipulare un accordo individuale di trasformazione del rapporto di lavoro da full time a part time (sia orizzontale che verticale) con relativa riduzione dell’orario di lavoro con una percentuale part time non inferiore al 40% e non superiore al 60%.

E' necessario, pertanto, essere titolari di un rapporto di lavoro full time a tempo indeterminato: non possono fruire del beneficio i lavoratori che sono già in part time e che intendano ridurre maggiormente l’orario di lavoro (nè si ritiene possibile trasformare il rapporto di lavoro già in part time in un rapporto a tempo pieno per poi successivamente trasformare lo stesso contratto di nuovo in tempo parziale). 

I lavoratori, inoltre, devono raggiungere i requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018 (cioè 66 anni e 7 mesi) a condizione di avere maturato i requisiti minimi di contribuzione per il diritto al predetto trattamento pensionistico di vecchiaia. In definitiva vi possono accedere i nati entro il 31 maggio 1952 a condizione di avere almeno 20 anni di contributi al momento della trasformazione del rapporto di lavoro in part-time.  

L'incentivazione Economica 

Il lavoratore che aderisce all’accordo tipico di trasformazione del rapporto riceve a carico del datore di lavoro in busta paga, in aggiunta alla ordinaria retribuzione, un ulteriore elemento retributivo determinato sulla base della contribuzione previdenziale ai fini pensionistici carico azienda (generalmente pari al 23,81%) che sarebbe spettata sulla parte della retribuzione non più percepita per effetto della riduzione di orario. Tale elemento retributivo, non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non è assoggettato ad alcuna forma di contribuzione previdenziale, ivi inclusa quella relativa all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Il lavoratore che accetta la trasformazione del rapporto, inoltre, avrà diritto, dal primo giorno del mese successivo al perfezionamento del procedimento amministrativo di autorizzazione, all’accredito della contribuzione previdenziale figurativa calcolata sulla retribuzione persa per effetto della trasformazione del rapporto. Questa incentivazione, che rappresenta la dote riconosciuta dallo Stato, è finalizzata ad evitare che la trasformazione del rapporto di lavoro abbia una incidenza negativa sulla misura del trattamento pensionistico.

In questo modo il lavoratore potrà contare su una retribuzione con il part-time non inferiore ai due terzi della somma che avrebbe percepito con il lavoro pieno per gli anni che lo separano dalla quiescenza. Qui è possibile stimare il beneficio in busta paga per il lavoratore che aderisce all'accordo. Inoltre, una volta arrivato alla pensione, questi riceverà comunque un assegno pensionistico come se avesse lavorato fino alla fine a tempo pieno. 

Qui sotto la tavola con gli effetti sulla retribuzione netta, stimati dal Ministero del Lavoro in sede di valutazione della misura, su quattro fasce tipo di lavoratori. 

Il Meccanismo

Per attivare il part time agevolato il lavoratore deve presentare una richiesta all’INPS di certificazione del raggiungimento dell’età pensionabile di vecchiaia al 31/12/2018 e del possesso dell’anzianità contributiva minima di 20 anni  Ottenuta tale certificazione le parti possono procedere alla stipula dell’accordo individuale di trasformazione del contratto di lavoro da full time a part time con una riduzione di orario compresa tra il 40 e il 60%.

Il datore di lavoro trasmette quindi tale accordo alla DTL competente per territorio, che entro cinque giorni deve emanare il provvedimento di autorizzazione. Decorsi inutilmente i cinque giorni il provvedimento di autorizzazione si intende rilasciato con il meccanismo del silenzio assenso. Dopo aver ottenuto il provvedimento di autorizzazione il datore di lavoro dovrà trasmettere istanza telematica all’INPS contenente il dato identificativo della certificazione al diritto e le informazioni relative all’accordo. L’INPS a questo punto dovrà rispondere entro il termine di 5 giorni lavorativi indicando l'accoglimento o il rigetto dell’istanza.

Si ricorda che l’accoglimento dell’istanza dipenderà anche dall’attività di monitoraggio in relazione alle risorse finanziarie messe a copertura dell’intervento. Infatti per il part-time agevolato il Governo ha stanziato specifici limiti di spesa (60 milioni nel 2016 - 120 milioni nel 2017 - 60 milioni nel 2018) che dovranno essere verificati prospetticamente per ciascun anno con relativo rigetto delle domande che saranno presentate successivamente al superamento di tali limiti, anche qualora tale superamento si realizzi solo per un singolo anno. 

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Documenti: Il decreto del Ministero del Lavoro 7 Aprile 2016; Circolare Inps 90/2016 

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