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La decurtazione colpisce i lavoratori che accedono alla pensione anticipata prima dei 62 anni. Ma sino al 31 dicembre 2017 la penalità è stata congelata.

La Penalizzazione nella Pensione Anticipata
Il dizionario di Pensioni Oggi

Per scoraggiare l'accesso alla pensione anticipata ai lavoratori che non hanno compiuto il 62° anno di età, la Riforma Fornero del 2011 ha introdotto un sistema di disincentivi che colpiscono l'importo della rendita previdenziale. La penalizzazione consiste nel taglio dell'1-2% delle quote retributive della pensione per ciascun anno di anticipo rispetto al 62° anno di età. Questo sistema di disincentivi è stato tuttavia oggetto di diversi interventi legislativi nel corso del tempo che hanno, da ultimo, congelato l'applicazione della riduzione sino al 31 dicembre 2017 (articolo 1, comma 113 della legge 190/2014). 

Per effetto del suddetto intervento attualmente la penalizzazione non si applica sulle pensioni anticipate aventi decorrenza dal 1° gennaio 2015 e limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, anche se la decorrenza della pensione si collochi successivamente a tale ultima data. In altri termini grazie al principio della cristallizzazione del diritto a pensione, la penalità non si applica nei confronti dei lavoratori che hanno raggiunto il requisito contributivo entro il 2017 (42 anni e 10 mesi gli uomini e 41 anni e 10 mesi le donne) a prescindere dalla data di liquidazione della pensione che, pertanto, può anche essere successiva al 31.12.2017 (cfr: Circolare Inps 74/2015).

In sostanza la penalizzazione interesserà solo i lavoratori che maturano i requisiti contributivi a partire dal 1° gennaio 2018 semprechè decidano di accedere alla pensione anticipata prima dello scoccare del 62° anno di età.

Si ricorda che recentemente la legge di stabilita' 2016 ha disposto la cancellazione della penalizzazione anche nei confronti di quei lavoratori che erano andati in pensione prima del 2015 a partire dai ratei di pensione liquidati dal 1° gennaio 2016. 

A seguito di queste modifiche il funzionamento della penalizzazione può essere schematizzato nel seguente modo:

I Trattamenti interessati dalla Penalizzazione

La riduzione, come indicato, si applica sulla quota di trattamento pensionistico calcolata secondo il sistema retributivo. Pertanto, per coloro che hanno un’anzianità contributiva pari a 18 anni al 31 dicembre 1995, la riduzione si applica sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011; mentre, per coloro che hanno un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, la cui pensione è liquidata nel sistema misto, la riduzione si applica sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 1995.

Nessuna decurtazione, quindi, può interessare chi ha la pensione calcolata con il solo sistema contributivo, cioè coloro che sono entrati nel mondo del lavoro dal 1° gennaio 1996 in poi. La decurtazione non interessa, parimenti, le lavoratrici che accedono alla pensione con l'opzione donna, nè i lavoratori salvaguardati, e in, generale, coloro che mantengono l'ultrattività delle vecchie regole pensionistiche, come ad esempio i lavoratori del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico che, com'è noto, non sono stati interessati dalla Riforma Fornero.

L'Entità della riduzione

Come è stato anticipato dal 1° gennaio 2018 la "moratoria" concessa dalla legge 190/2014 esaurirà i suoi effetti salvo ripensamenti. Pertanto tutti coloro che maturano i requisiti contributivi a partire dal 1° gennaio 2018  subiranno il taglio della pensione in assenza del requisito dei 62 anni, come prevedeva la disciplina "originaria".

La riduzione è pari all’1% per ciascuno degli ultimi 2 anni mancanti al compimento di 62 anni (es. soggetto che accede al trattamento anticipato all’età di 60 anni subirà una riduzione del 2%, ovvero, 1%+1%) e al 2% per ciascuno degli anni mancanti al compimento dei 60 anni (es. un soggetto che accede al trattamento anticipato all’età di 58 anni subirà una riduzione del 6%, ovvero, 1%+1%+2%+2%). 

Nel caso in cui l'età di accesso al pensionamento non sia intera la riduzione percentuale è proporzionale al numero di mesi.

Quindi, ad esempio, un lavoratore che ha raggiunto i requisiti contributivi per la pensione anticipata nel 2018 e ha 58 anni di età potrà accedere alla pensione anticipata nel 2018 con una decurtazione del 6% circa sulle quote retributive di contribuzione al 31.12.2011 (1% + 1% per i 60 e i 61 anni; 2% + 2% per gli anni 59 e 58).

Definitività della Riduzione

La riduzione accompagna l'assegno per il tutto il tempo della sua percezione e, pertanto, non può essere eliminata al perfezionamento del 62° anno di età.

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