Pensioni, Sull'anticipo pensionistico incognita speranza di vita

Bernardo Diaz Sabato, 01 Aprile 2017
L'accesso all'APE risulterà condizionato dai futuri adeguamenti alla speranza di vita Istat che scatteranno nel 2019 e nel 2021 e che allontaneranno il pensionamento di vecchiaia.  
La data di accesso all'APE volontario rischia di non essere uguale per tutti i lavoratori. Tra le condizioni che il lavoratore dovrà rispettare c'è infatti quella che il soggetto si trovi a non più di 3 anni e 7 mesi dall'età pensionabile di vecchiaia nel regime pensionistico obbligatorio. Un dato che non potrà essere certificato facilmente dall'Inps dato che gli adeguamenti alla speranza di vita dopo il 2018 saranno noti in via ufficiale solo alla fine del 2017.

Sino ad oggi l'Inps ha elaborato le proiezioni pensionistiche sulla base dello scenario demografico istat 2011 secondo il quale ci sarà un rialzo di ben 5 mesi dell'età di pensionamento nel 2019 e che quasi sicuramente sarà rivisto al ribasso alla luce degli ultimi dati che hanno certificato una diminuzione della speranza di vita nell'ultimo periodo. Ma anche se la speranza di vita sarà cristallizzata nel 2019-2020 l'età pensionabile di vecchiaia toccherà i 67 anni nel 2021 in virtu' di specifica disposizione contenuta nel Decreto legge 78/2010 come convertito dalla legge 122/2011.

Gli effetti dei cambiamenti della speranza di vita sulla data di accesso alla pensione di vecchiaia e, di riflesso, all'APe volontario sono semplificati nelle tavole sottostanti elaborate da PensioniOggi. Nelle tavole è mostrata la prima data utile di accesso all'APE volontario a seconda dell'anno e del mese di nascita del lavoratore. Nel primo scenario sono illustrati gli effetti di un adeguamento massimo dell'ADV (5 mesi nel 2019 ed altri 3 mesi nel 2021); nel secondo scenario sono esposti gli effetti di un adeguamento nullo nel biennio 2019-2021 per poi passare a 67 anni nel 2021 (ipotesi più favorevole per il lavoratore).

Come si vede in linea generale il progetto Ape si rivolge alle coorti dei nati tra il 1951 ed il 1955 ma la data di accesso alla strumento viene influenzata a seconda della speranza di vita. Se il lavoratore è nato entro il 1953 la maturazione della pensione di vecchiaia avverrà comunque entro 3 anni e 7 mesi dal 1° maggio 2017 e, pertanto, questi potrà godere dell'APE potenzialmente sin dall'inizio della misura. Le classi dei lavoratori nati dopo il 1953 dovranno invece posticipare il mese di accesso all'APE per rispettare il vincolo dei 3 anni e 7 mesi dal pensionamento di vecchiaia. Così ad esempio un lavoratore nato nel 1954 dovrà attendere la fine del 2017 o la prima parte del 2018 per richiedere lo strumento ad un'età superiore a 63 anni, mentre per chi è nato nel 1955 l'attesa potrebbe raggiungere anche la fine del 2018. Chi è nato nella seconda metà del 1955 resta invece tagliato fuori dalla misura dato che non centrerebbe il requisito richiesto entro il 31 dicembre 2018 data di scadenza dell'APE. A meno che il Governo proroghi ulteriormente lo strumento. 

Si presti attenzione, inoltre, al fatto che per accedere allo strumento bisognerà essere in possesso di un requisito contributivo minimo di 20 anni ed avere una pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all'Ape richiesta pari o superiore, al momento dell'accesso alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto dall'assicurazione generale obbligatoria. Ciò significa che i lavoratori cd. quindicenni sono tagliati fuori dall'agevolazione così come tutti coloro che hanno una pensione inferiore a circa 702 euro al mese (dato che il trattamento minimo nel fondo pensione lavoratori dipendenti è pari a circa 501,89 euro al mese). Resta da chiarire se il predetto valore si intende al lordo o al netto del fattore fiscale, chiarimento che potrà essere fornito solo nei prossimi decreti attuativi.  La durata minima dell'Ape sarà di sei mesi e la restituzione del prestito avverrà a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di venti anni e sarà assistito da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza del percettore.

Più semplice invece il discorso per l'APE sociale dato che per richiedere il sussidio basterà avere 63 anni e non si dovrà verificare la distanza dalla pensione di vecchiaia. Questo almeno è quanto prevede la legge (art. 1, co. 174 della legge 232/2016). Le schede illustrative della misura, pubblicate recentemente dall'Inps, hanno però inserito il predetto vincolo della distanza non superiore a 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia anche con riferimento all'APe sociale. La restrizione, se confermata nelle prossime istruzioni attuative, rischia di determinare le medesime conseguenze sopra esposte con riferimento anche ai lavoratori che richiedono l'APE sociale. 

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