Menu
Le caratteristiche delle undici attività gravose che danno diritto all'APe sociale dai 63 anni e all'uscita con 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica.


La Pensione nei lavori cd. Gravosi

Il dizionario di PensioniOggi.it

La Legge di bilancio per il 2017 ha stabilito, a partire dal 1° maggio 2017, un anticipo del pensionamento per undici categorie di lavoratori addetti mansioni gravose. Si tratta di un beneficio previdenziale coniato a seguito del confronto tra governo e parti sindacali all'indomani dell'introduzione della Legge Fornero volto a dare un ristoro parziale a quei soggetti che svolgono lavori faticosi e pesanti in misura tale, tuttavia, non poter godere dei benefici, ben più robusti, previsti per i lavori usuranti di cui al decreto legislativo numero 67 del 2011. 

Secondo gli allegati C ed E alla legge di bilancio per il 2017 (legge 232/2016) i lavoratori classificati all'interno delle suddette attività "gravose" risultano essere: 1) gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; 2) conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; 3) conciatori di pelli e di pellicce; 4) conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; 5) conduttori di mezzi pesanti e camion; 6) personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; 7) addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza; 8) insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido; 9) facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; 10) personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; 11) operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti. 

I benefici

La Legge di Bilancio per il 2017 riconosce alle predette categorie di lavoratori la facoltà di chiedere l'APe sociale se in possesso di almeno 63 anni e almeno 36 anni di contributi, oppure, se più favorevole, la facoltà di ritirarsi con la pensione anticipata al raggiungimento di 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica a condizione, però, di vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età. In entrambi i casi i lavoratori non subiranno alcuna penalità sulla misura del trattamento pensionistico. Va detto, al riguardo, che l'Ape sociale non è una vera e propria pensione ma un reddito ponte erogato dallo Stato, sino al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia, il cui importo è rapportato al valore della pensione maturata al momento della richiesta sino ad un massimo di 1.500 euro lordi mensili, per 12 mensilità l'anno. Da segnalare che l'ape sociale è previsto in misura sperimentale ed interessa i soggetti in possesso dei requisiti entro il 2018 mentre il pensionamento con 41 anni di contributi è strutturale e, dunque, durerà anche negil anni successivi. L'accesso ai due ordini di benefici prevede un vincolo di bilancio annualmente stabilito: nel caso le risorse risultassero insufficienti all'accoglimento di tutte le domande in possesso dei requisiti previsti dalla legge l'Inps comunicherà, in esito ad una procedura di monitoraggio, il posticipo della data di decorrenza del beneficio. 

Le caratteristiche

I DPCM 87 e 88 pubblicati in GU il 16 Giugno 2017, attuativi delle disposizioni in questione, hanno determinato le caratteristiche specifiche delle attività lavorative (si veda la tavola sottostante per il riepilogo puntuale) e la documentazione da produrre per conseguire i due ordini di benefici. La norma include solo i lavoratori dipendenti (sono esclusi gli autonomi, ad esempio i titolari di partita iva) sia del settore privato che del pubblico impiego a condizione che tali attività siano state espletate per almeno sei anni in via continuativa negli ultimi sette anni di attività prima dell'accesso ai predetti strumenti. 

La documentazione

Per provare lo svolgimento di una o più delle attività gli interessati devono produrre una apposita domanda all'Inps per la verifica del possesso delle predette condizioni allegando il contratto di lavoro o una busta paga e una dichiarazione del datore di lavoro attestante il contratto collettivo applicato, le mansioni svolte (che devono rientrare tra quelle indicate), il livello di inquadramento attribuito al dipendente, e il tasso Inail applicato alla professione specifica che non può essere di regola inferiore al 17 per mille (eccetto le attività di «professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni» e «insegnanti della scuola dell'infanzia e educatori degli asili nido», per le quali non è previsto).

Tale dichiarazione, il datore di lavoro deve rilasciarla su un apposito modulo reperibile reperibile on line sul sito dell'Inps nella sezione “tutti i moduli” –Assicurato/pensionato e differenziato a seconda che il soggetto sia un lavoratore dipendente del settore privato, del settore pubblico (codice AP116)  o un lavoratore domestico  (codice AP117).

La domanda di verifica delle condizioni deve essere prodotta entro il 15 luglio 2017 per chi matura, anche in via prospettica, i requisiti entro il 31 dicembre 2017 ed entro il 31 marzo 2018 (1° Marzo 2018  i lavoratori precoci), per chi matura i requisiti, anche in via prospettica, entro il 31 dicembre 2018. E' ammessa anche un'istanza tardiva al 30 Novembre di ogni anno. Tale istanza, tuttavia, verrà trattata dall'Inps solo se residuano sufficienti risorse in esito al monitoraggio delle istanze tempestivamente prodotte. 

Segui su Facebook tutte le novità su pensioni e lavoro. Partecipa alle conversazioni. Siamo oltre trentamila

Documenti: Circolare Inps 100/2017; Circolare Inps 99/2017

Torna in alto

Articoli Correlati

Pensioni Oggi

Sezioni

Speciali

Strumenti

Seguici