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Dal 1° gennaio 2018 le attività gravose diventano 15 e guadagnano anche l'esenzione dal prossimo scatto di cinque mesi della speranza di vita. 


Le Agevolazioni per i lavori cd. Gravosi

Il dizionario di PensioniOggi.it

La Legge di bilancio per il 2018 ha rafforzato, a partire dal 1° gennaio 2018, i benefici pensionistici in favore dei soggetti che svolgono attività particolarmente gravose o difficoltose.  La categoria dei lavori gravosi, come noto, è stata declinata dalla legge 232/2016 (la cd. finanziaria 2017) a seguito del confronto tra governo e parti sindacali del settembre 2016 per dare un ristoro parziale a quei soggetti che svolgono lavori faticosi e pesanti in misura tale, tuttavia, non poter godere dei benefici, ben più robusti, previsti per i lavori usuranti di cui al decreto legislativo numero 67 del 2011. 

Le caratteristiche delle attività gravose

Gli allegati C ed E alla predetta legge 232/2016 come attuati dai DPCM numero 87 e dal DPCM numero 88 del 16 Giugno 2017 hanno incluso all'interno delle suddette attività "gravose" undici categorie professionali di lavoratori dipendenti tra cui: 1) gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; 2) conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; 3) conciatori di pelli e di pellicce; 4) conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; 5) conduttori di mezzi pesanti e camion; 6) personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; 7) addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza; 8) insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido; 9) facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; 10) personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; 11) operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

A queste categorie dal 1° gennaio 2018 la legge di bilancio aggiunge ulteriori quattro attività (i cui dettagli saranno illustrati un apposito decreto del ministero del lavoro di prossima pubblicazione). Si tratta dei: 12) siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nel perimetro dei lavori usuranti; 13) Operai dell'agricoltura, della zootecnia e pesca; 14) Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare dipendenti o soci di cooperative; 15) Marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne.

La Legge di bilancio per il 2018 ha allentato, inoltre, alcuni requisiti che nel 2017 hanno determinato il respingimento di molte istanze. Dal 1° gennaio 2018 è stato infatti stabilito che, per avere diritto ai benefici di cui a breve si dirà, il lavoratore deve aver svolto le predette attività in un periodo di tempo pari almeno a sei anni negli ultimi sette oppure per almeno sette anni negli ultimi dieci anni prima del pensionamento. Dal 1° gennaio 2018, viene inoltre meno il vincolo di una tariffa inail per la specificità professione svolta non inferiore al 17 per mille. Con riferimento agli operai agricoli si precisa, infine, che l'anno di lavoro intero si considera raggiunto con 156 giornate di lavoro. 

Gli anticipi pensionistici

Nel 2018 le categorie di lavoratori sopra indicate hanno facoltà di chiedere l'APe sociale se in possesso di almeno 63 anni e almeno 36 anni di contributi, oppure, se più favorevole, la facoltà di ritirarsi con la pensione anticipata al raggiungimento di 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica a condizione, però, di vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età. In sostanza dal 1° gennaio 2018 questi due ordini di benefici, introdotti dal 1° maggio 2017 con la legge 232/2016, vengono estesi alle ulteriori quattro categorie di lavoratori sopra individuate. Dal 1° gennaio 2018 il requisito contributivo per l'ape sociale (36 anni) può, inoltre, essere ridotto per le donne di un anno per ogni figlio entro un massimo di due anni. 

L'accesso ai due ordini di benefici resta sempre ancorato ad un vincolo di bilancio annualmente stabilito: nel caso le risorse risultassero insufficienti all'accoglimento di tutte le domande in possesso dei requisiti previsti dalla legge l'Inps comunicherà, in esito ad una procedura di monitoraggio, il posticipo della data di decorrenza del beneficio. 

Lo sconto di cinque mesi sulla pensione

Oltre a questi benefici la legge di bilancio per il 2018 ha disposto l'esenzione dal prossimo adeguamento alla speranza di vita (che scatterà dal 1° gennaio 2019) per la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata a condizione di aver aggiunto un minimo di 30 anni di contribuzione e di non risultare titolare, al momento del pensionamento, dell'Ape sociale. In sostanza le predette 15 categorie professionali sopra individuate potranno continuare ad accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi invece che 67 anni e con la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) invece che rispettivamente 43 anni e 3 mesi e 42 anni e 3 mesi, uno sconto di cinque mesi che si trascinerà poi anche per il periodo successivo al 2020. L'esenzione dall'adeguamento non riguarda il beneficio contributivo ridotto di 41 anni per i cd. lavoratori precoci

La tavola sottostante riepiloga le novità in vigore dal 1° gennaio 2018 per i lavoratori addetti alle mansioni gravosi a seguito dei correttivi introdotti dalla legge di bilancio per il 2018

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Documenti: Circolare Inps 100/2017; Circolare Inps 99/2017

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