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Pensioni, Ecco la mappa dei requisiti per centrare l'uscita nel 2018

La Pensione anticipata, la pensione di vecchiaia, l'opzione donna, i lavori usuranti. Ecco tutti i principali requisiti per andare in pensione nel 2018.

Con l'avvicinarsi dell'anno nuovo vale la pena riepilogare i principali requisiti per l'accesso alla pensione, per i lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria. La novità principale del prossimo anno è lo scatto dell'ultimo scalone previsto dalla Legge Fornero per le lavoratrici del settore privato: l'età per la pensione di vecchiaia passerà dagli attuali 65 anni e 7 mesi (66 anni ed un mese per le autonome) a 66 anni e 7 mesi raggiungendo così il requisito anagrafico previsto per gli uomini e le lavoratrici del pubblico impiego.

Per centrare l'uscita sia gli uomini che le donne dovranno necessariamente perfezionare almeno 66 anni e 7 mesi di età unitamente a 20 anni di contributi (pensione di vecchiaia) oppure, indipendentemente dall'età anagrafica, 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) (pensione anticipata).  E' bene ricordare che l'intervento dell'ultima legge di bilancio ha abolito il meccanismo di decurtazione del rateo pensionistico per coloro che si ritirano ad un'età inferiore a 62 anni. 

I requisiti contributivi esposti (sia per la pensione di vecchiaia che per la pensione anticipata) possono essere raggiunti anche attraverso il cumulo dei periodi assicurativi mettendo cioè insieme la contribuzione versata presso diverse gestioni previdenziali (anche le casse professionali) non coincidente temporalmente. Senza il pagamento di alcun onere. 

I nuovi strumenti di flessibilità

Il prossimo anno vedrà anche la conferma di alcuni strumenti introdotti dal 1° maggio 2017 (ed in gran parte ancora inattuati). In particolare l'APe Sociale, il reddito di accompagnamento alla pensione di vecchiaia in favore delle categorie di lavoratori in condizione di disagio (disoccupati, invalidi, addetti a mansioni cd. gravose, soggetti che assistono familiari con gravi disabilità), il beneficio pensionistico per i lavoratori precoci nonchè l'ape volontario  cioè il prestito erogato dalle banche con decurtazione ventennale sulla futura pensione. 

L'APE, è bene ricordarlo, non sarà tecnicamente una pensione. Pertanto, non avrà le caratteristiche proprie dei trattamenti previdenziali. In particolare sull’importo della prestazione non sarà attribuita la perequazione automatica, nè i trattamenti di famiglia (ANF), nè si potranno effettuare trattenute per il pagamento di oneri (ad esempio: per riscatti e ricongiunzioni; per cessione del quinto dello stipendio; per mutui ecc.). La prestazione, inoltre, non sarà reversibile ai superstiti: in caso di decesso del beneficiario dell'APE, ai superstiti verrà liquidata la pensione indiretta, con le norme ordinarie previste in materia di pensioni ai superstiti. Diverso sarà anche il regime della tassazione che non seguirà le normali regole sui trattamenti previdenziali e le mensilità annue corrisposte risulteranno 12 invece che 13, come accade di regola sulle pensioni.  

Le Deroghe

Anche nel 2018 l'ordinamento pubblico continua a riconoscere uscite agevolate per il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, per alcune categorie di lavoratori dello spettacolo, sportivi professionisti, personale viaggiante iscritto al soppresso fondo trasporti, per i piloti marittimi e marittimi abilitati al pilotaggio, marittimi adibiti al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica di bordo e per la generalità degli assicurati presso il fondo volo. Anche gli addetti alle mansioni usuranti e i notturni possono uscire in anticipo rispetto ai requisiti generali: nel 2018 costoro possono pensionarsi con 61 anni e 7 mesi unitamente ad un minimo di 35 anni di contributi ed il contestuale perfezionamento di un quorum (costituito dalla somma dell'età anagrafica e contributiva) pari a 97,6.

La mappa sottostante, elaborata da PensioniOggi.it, consente di tenere sott'occhio le principali novità in arrivo per i lavoratori iscritti alle forme di previdenza gestite dall'Inps nel 2018. 

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