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L'importo dell'indennità di accompagnamento per il 2016 è pari a poco piu' di 512 euro al mese corrisposti per dodici mensilità.

L'indennità di Accompagnamento

Il dizionario di Pensioni Oggi

L'indennità di accompagnamento è una prestazione di assistenza non reversibile, regolata dalla legge 18/1980, alla quale hanno diritto gli invalidi civili, residenti in Italia, totalmente inabili che si trovano nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, necessitano di un'assistenza continua.

Vediamo dunque i requisiti e le particolarità di questo particolare sussidio.

Indice

Destinatari
Importo
La Domanda
Cumulabilità
Condizioni di erogabilità

I destinatari

L'indennità viene erogata a tutti i cittadini italiani o Ue residenti in Italia, ai cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo a condizione, sempre, che siano residenti nel nostro territorio. Per il riconoscimento del beneficio non sono previsti limiti minimi e massimi di età. Quest'ultima, infatti, pur incidendo nel sistema di valutazione del requisito medico legale, non rileva ai fini dell'attribuzione delle prestazioni che può essere riconosciuta ad ogni soggetto che si trova nelle condizioni richieste dalla legge dal momento della nascita fino al momento della morte.

Possono ottenere la prestazione i soggetti che vantino il riconoscimento di una invalidità totale e permanente del 100% accompagnata: a) dalla impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore, ovvero; b) dall'impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e conseguente necessità di un'assistenza continua. Tale stato si realizza quando il soggetto riconosciuto invalido non riesce a compiere quelle azioni elementari che espleta quotidianamente un soggetto normale di corrispondente età e che rendono, pertanto, il minorato, bisognoso di assistenza.

Per gli ultrasessantacinquenni e i minori il diritto all'indennità è subordinato invece alla condizione che essi abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni dell'età (art. 6 D.Lgs. 509/1988). Per loro, infatti, non potendosi fare riferimento alla riduzione della capacità lavorativa, non è possibile valutare la totale invalidità come previsto per le persone maggiorenni o infrasessantacinquenni invalidi civili. In questa ipotesi, pertanto, il giudizio per l'accertamento dell'esistenza delle impossibilità a compiere gli atti quotidiani della vita deve essere rapportato alla capacità media di una persona di pari età. Quindi anche le persistenti difficoltà con residue funzioni, per quanto ridotte esse siano, potranno legittimare il riconoscimento dell'indennità di accompagno.

L'importo

L'assegno per l'anno 2016 è pari a 512,34 € e spetta per 12 mensilità. Ricordiamo che, al pari delle altre provvidenze assistenziali, è esente da Irpef, cioè non è tassata e non va dichiarata in denuncia dei redditi. Non è, dunque, una pensione e viene erogata al "solo titolo della minorazione" cioè a prescindere dal requisito reddituale.

La domanda

I requisiti vengono accertati da una Commissione operante presso ogni Asl. Il verbale emesso viene poi verificato dall’Inps che lo convalida o meno e può procedere anche ad un’ulteriore visita.

Questo l’iter: richiedere la visita di accertamento (o aggravamento) dell’invalidità civile, quindi sia alla nascita che al momento dell’insorgere della disabilità; dopo aver ottenuto il certificato introduttivo dal proprio medico di famiglia, si presenta telematicamente la domanda all’Inps anche tramite un Patronato sindacale; presentarsi per la visita presso la Commissione della propria Asl che redige il verbale; successivamente si riceve il verbale e, se è stata riconosciuta l’indennità, vengono richiesti altri elementi amministrativi (assenza di ricovero, dati fiscali, coordinate bancarie, ecc.).

Un’importante novità contenuta nel "decreto semplificazioni" del 2014 dispone che il verbale resta valido fin quando non viene rivisto e questo per evitare un vuoto economico, con la sospensione dell’indennità anche per mesi. Inoltre il compimento del 18° anno si porta automaticamente dietro l’indennità con l’aggiunta della pensione senza la necessità di nuove viste e accertamenti. L'assegno viene corrisposto, in presenza dei requisiti sanitari, dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda amministrativa.

La Cumulabilità della Prestazione

L'indennità non è cumulabile con altri trattamenti simili come ad esempio le prestazioni concesse per invalidità contratte per causa di guerra, di lavoro o di servizio e con l'indennità di frequenza (in questi casi la legge consente la possibilità di scegliere il sussidio più conveniente).

E' cumulabile, invece, con tutti gli altri trattamenti assistenziali (in particolare con la pensione di inabilità civile che spesso viene erogata assieme all'accompagno se ricorre il necessario requisito reddituale) e previdenziali (pensioni dirette o indirette) erogate dagli enti di previdenza obbligatori. L'articolo 2 della legge 429/1991 prevede, peraltro, che alle persone affetta da distinte menomazioni le quali, singolarmente considerate, darebbero titolo al'indennità di accompagnamento per i ciechi e gli invalidi totali o l'indennità di comunicazione per i sordomuti, spetta un'indennità cumulativa pari alla somma delle indennità attribuite per le singole menomazioni. La prestazione, peraltro, è compatibile altresì con lo svolgimento di attività lavorativa.

Le condizioni di Erogabilità

Sono esclusi dal diritto all'indennità di accompagnamento gli invalidi che siano ricoverati gratuitamente in istituto di degenza, o per fini riabilitativi; il day hospital non è invece ricovero è pertanto non influisce sulla spettanza dell'indennità di accompagnamento (messaggio inps 18291/2011). Si ricorda che secondo la legge per ricovero gratuito deve intendersi quello con retta o mantenimento a totale carico di un Ente pubblico. Di conseguenza l'indennità compete anche quando il contributo della Pubblica Amministrazione copra soltanto una parte della retta di ricovero.

Una volta ottenuta l'indennità, gli interessati dovranno produrre annualmente - entro il 31 marzo di ciascun anno - una dichiarazione di responsabilità (ICRIC) attestante l'eventuale ricovero in casa di cura. In caso affermativo è necessario precisare se il ricovero medesimo è a carico dello Stato o a carico dell'invalido.

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