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Dal 2012 il periodo massimo accreditabile figurativamente per la pensione è pari a 22 mesi indipendentemente dal periodo temporale in cui si collocano gli eventi di malattia. 

Le Assenze per Malattia ed Infortunio

Il dizionario di Pensioni Oggi

I lavoratori dipendenti iscritti all'assicurazione generale obbligatoria e ad i fondi ad essa sostitutivi godono di una copertura figurativa ai fini pensionistici per i periodi di assenza dal lavoro per malattia o infortunio sul lavoro. Tale contribuzione, riconosciuta ai sensi dell'articolo 56, co. 1, lett. a) n. 2 del r.d.l. 4 ottobre 1935 n. 1827 è utile tanto ai fini del diritto che della misura della pensione e può essere riconosciuta sia ove le assenze abbiano dato luogo al pagamento della relativa indennità di malattia (cd. eventi indennizzati occorsi all'interno di un normale rapporto di lavoro dipendente) sia ove l'indennizzo non sia stato erogato (es. malattia intervenuta all'interno di un rapporto di lavoro domestico o al di fuori del rapporto di lavoro) nonchè negli infortuni sul lavoro che abbiano dato luogo ad una inabilità temporanea.

Per avere diritto all'accredito gratuito, l'assicurato deve possedere almeno un contributo settimanale prima del periodo di malattia o infortunio e i periodi di malattia o di infortunio non devono avere avuto una durata inferiore a 7 giorni e deve produrre idonea certificazione medica, necessaria in particolare nei casi in cui l'Inps non abbia provveduto al pagamento dell'indennità di malattia, da cui risulti il verificarsi dell'evento morboso.  

In origine tali periodi potevano essere accreditati fino ad un massimo di 12 mesi in tutto l'arco della vita lavorativa. L'articolo 1 del Dlgs 564/1996 ha incrementato detto periodo, a partire dal 1° gennaio 1997, nella misura di due mesi ogni tre anni fino al raggiungimento di 22 mesi per eventi verificatesi nei rispettivi periodi. L'aumento graduale ha comportato che, per i lavoratori a cui è stata riconosciuta una prestazione pensionistica nei periodi intermedi, il tetto massimo di malattia accreditabile figurativamente è mutato, pertanto, in relazione alla decorrenza della pensione stessa (si veda tavola sottostante). Dal 1° gennaio 2012 il periodo transitorio è giunto a conclusione e, pertanto, il limite massimo accreditabile è pari a 96 settimane, cioè 22 mesi, nell'arco della vita lavorativa dell'interessato.

E possibile riconoscere contribuzione figurativa eccedente anche il predetto limite dei 22 mesi, ove non sia stata liquidata la pensione di inabilità, nei casi in cui l'inabilità sia permanente e totale e derivi da infortunio sul lavoro fermo restando che, in tal caso, non e' dovuta la prestazione economica di malattia a carico dell'ente previdenziale. In altri termini, viene esclusa l’applicazione del limite di durata, attualmente fissato in 22 mesi, nei casi in cui l'accredito figurativo riguardi periodi di inabilità al lavoro (ossia l’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa) derivante da infortunio sul lavoro. I periodi per i quali è possibile derogare all’applicazione del limite di durata devono collocarsi in epoca successiva al 31 dicembre 1996.

La domanda
Sino al 2012 il riconoscimento della contribuzione figurativa da malattia avveniva a domanda dall'interessato o dai suoi superstiti senza termini di prescrizione o decadenza. Dal 2013 l'accredito avviene, di regola, automaticamente dall'Inps salvo i 
periodi non indennizzati o comunque occorsi al di fuori del rapporto di lavoro per i quali è necessaria la produzione di un'apposita documentazione da parte del lavoratore o dei suoi superstiti: certificato di malattia, certificato di infortunio, cartelle ospedaliere che attestino l'eventuale ricovero.

L'accredito della contribuzione in questione può avvenire anche nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (Artigiani, Commercianti e Coltivatori Diretti) ma non nella gestione separata (Circ. Inps 11/2013). Per quanto riguarda le gestioni pubbliche il trattamento economico di malattia, come quello di maternità è corrisposto in genere direttamente dal datore di lavoro: le somme corrisposte costituiscono reddito da lavoro dipendente e, pertanto, imponibile ai fini del trattamento pensionistico.

L'efficacia ai fini pensionistici
I periodi di malattia ed infortunio hanno una valenza ridotta ai fini del diritto alla pensione. Essi, infatti, al pari dei contributi da disoccupazione indennizzata, non sono utili al perfezionamento del requisito contributivo dei 35 anni per l'accesso alla ex pensione di anzianità (oggi pensione anticipata) liquidata nel sistema misto (Cfr: Circolare Inps 180/2014). Non sono utili, invero, neanche per il diritto alla prosecuzione volontaria della contribuzione.

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Documenti: Circolare Inps 220/1996

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