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L'opzione è disponibile per i lavoratori iscritti alla gestione separata con almeno almeno 15 anni di contributi di cui 5 nel sistema contributivo.

Il Computo nella Gestione Separata

Il dizionario di Pensioni Oggi

I lavoratori e le lavoratrici iscritte alla gestione separata hanno a disposizione un particolare strumento normativo per riunire gratuitamente tutti i contributi sparsi nelle altre gestioni della previdenza pubblica obbligatoria al fine di conseguire un'unica prestazione pensionistica.

Si tratta della facoltà di computo, riconosciuta dall’articolo 3 del Dm 282/1996, e dalla Circolare Inps 108/2002 che può essere esercitata da tutti coloro che possono far valere periodi contributivi presso l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, le forme esclusive e sostitutive della medesima, le gestioni pensionistiche dei lavoratori autonomi di cui alla legge n. 233 del 1990. Vediamo dunque in breve di riassumere quali sono i requisiti e le condizioni per esercitare il computo nella gestione separata.

Indice

Destinatari
Requisiti
La Pensione
Il vantaggio

Destinatari

La Facoltà di Computo è consentita agli iscritti alla gestione separata che possono far valere periodi contributivi presso l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, le forme esclusive e sostitutive della medesima, le gestioni pensionistiche dei lavoratori autonomi di cui alla legge n. 233 del 1990. 

Possono essere accentrati nella gestione separata, quindi, tutti i contributi presenti nel fondo lavoratori dipendenti, nelle gestioni speciali degli autonomi, nelle gestioni ex inpdap, ex enpals e negli altri fondi sostitutivi dell'AGO; restano invece esclusi i periodi con iscrizione alle casse libero professionali.

I Requisiti

Il computo può essere esercitato da quei lavoratori iscritti alla gestione separata che maturano, dopo il 31 dicembre 2011, un'anzianità pari o superiore a 15 anni di contributi di cui almeno 5 collocati successivamente al 1° gennaio 1996 unitamente al possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. Per poter esercitare il computo è ulteriormente richiesta un'anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995. 

Il computo ha un perimetro abbastanza ampio in quanto può essere utilizzato anche laddove il soggetto richiedente abbia già maturato il diritto a pensione in una delle gestioni interessate dal computo o sia già titolare di trattamento pensionistico. In tale circostanza, tuttavia, la contribuzione che ha dato luogo alla pensione non è valutabile ai fini dell’accertamento dei requisiti per il computo (Circolare Inps 184/2015). 

La Pensione

Ampie le prestazioni previdenziali che possono essere ottenute attraverso l'istituto in questione. Gli interessati possono conseguire sia la pensione anticipata che la pensione di vecchiaia in base ai requisiti previsti per i soggetti iscritti dal 1° gennaio 1996 alla Gestione separata. In pratica si può accedere alla pensione di vecchiaia con: 1) a 66 anni e 7 mesi (66 anni e un mese le lavoratrici) e 20 anni di contributi a condizione che l'assegno risulti non inferiore a 1,5 volte l'assegno sociale; 2) oppure a 70 anni e 7 mesi unitamente ad almeno 5 anni di contribuzione effettiva; o alla pensione anticipata con: 1) 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) indipendentemente dall'età anagrafica; 2) 63 anni e 7 mesi di età unitamente a 20 anni di contributi effettivi a condizione che l'importo pensionistico sia superiore a 2,8 volte l'importo dell'assegno sociale

Salvaguardia delle vecchie regole. Se i requisiti per l'esercizio del computo, cioè 15 anni di contributi di cui 5 successivi al 1° gennaio 1996 sono stati raggiunti prima del 2012 (anche se la facoltà è esercitata dopo), non si applicano i requisiti introdotti dalla legge 214/2011 appena indicati, ma quelli vigenti fino a prima di tale riforma (INPS mess. 219/2013), purché alla data del 31 dicembre 2011 siano maturati anche i requisiti per la pensione di vecchiaia nel sistema contributivo previsto con la previgente disciplina. Cioè 60 anni di età (65 gli uomini) unitamente a 5 anni di contribuzione effettiva, oppure 40 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica, oppure ancora il perfezionamento della cd. quota 96 (per ulteriori info). 

Le Altre prestazioni. Attraverso il computo si può inoltre conseguire l'assegno ordinario di invalidità, la pensione di inabilità nonchè la pensione indiretta da parte dei superstiti del lavoratore assicurato deceduto senza aver raggiunto la pensione; da menzionare anche la facoltà di richiedere una pensione supplementare. In tal caso bisogna perfezionare l'età di vecchiaia prevista dalla gestione separata per avere diritto alla prestazione pensionistica (Circolare Inps 184/2015) e sia per la valutazione dell’anzianità contributiva posseduta al 31.12.1995, sia per la determinazione dei 15 anni di cui 5 dopo il 1996 non si prendono in considerazioni i contributi che hanno già dato luogo alla pensione di cui il soggetto richiedente è titolare.

Il sistema di calcolo. Con l’esercizio della facoltà di computo il trattamento pensionistico viene liquidato nell’ambito della Gestione separata e, di conseguenza calcolato interamente con il sistema contributivo, fermo restando che, ai fini della determinazione del montante individuale per i periodi anteriori o successivi al 1996, devono trovare applicazione le aliquote di computo delle singole gestioni di appartenenza.

Il Vantaggio

Questo strumento può essere utile ad esempio per quei lavoratori che hanno iniziato un'attività autonoma professionale con partita iva o parasubordinata dopo la cessazione del lavoro dipendente o pubblico ed hanno quindi spezzoni contributivi tra piu' gestioni da utilizzare. La facoltà opera però solo e soltanto verso la gestione separata. Pertanto non è possibile procedere all'unificazione dei contributi nella gestione separata nei Fondi Inps o in quelli sostitutivi o esclusivi cercando di ottenere una prestazione retributiva o mista e quindi piu' favorevole dal punto di vista della misura dell'assegno: l'esercizio del computo, infatti, determina l'applicazione del sistema di calcolo contributivo. 

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Documenti: Circolare Inps 108/2002; Circolare Inps 184/2015; Messaggio inps 219/2013; Dm 282/1996

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