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L'opzione è disponibile per i lavoratori iscritti alla gestione separata che possano far valere almeno 15 anni di contributi di cui 5 nel sistema contributivo.

Il Computo nella Gestione Separata

Il dizionario di Pensioni Oggi

I lavoratori e le lavoratrici iscritte alla gestione separata hanno a disposizione un particolare strumento normativo per riunire gratuitamente nella gestione separata tutti i contributi sparsi nelle altre gestioni della previdenza pubblica obbligatoria al fine di conseguire un'unica prestazione pensionistica.

Si tratta della facoltà di computo, riconosciuta dall’articolo 3 del Dm 282/1996 che può essere esercitata da tutti coloro che possono far valere periodi contributivi presso l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, le forme esclusive e sostitutive della medesima, le gestioni pensionistiche dei lavoratori autonomi di cui alla legge n. 233 del 1990. Vediamo, dunque, in breve di riassumere quali sono i requisiti e le condizioni per esercitare il computo nella gestione separata.

Indice

Destinatari
Requisiti
La Pensione
La Domanda

Destinatari

La Facoltà di Computo consiste nella possibilità di accentrare presso la gestione separata i contributi presenti nelle altre gestioni pensionistiche pubbliche di natura obbligatoria: assicurazione generale dei lavoratori dipendenti, gestioni ad essa sostitutiva od esclusive nonchè le gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commerciati e coltivatori diretti). Possono essere accentrati nella gestione separata, quindi, tutti i contributi presenti nel fondo lavoratori dipendenti, nelle gestioni speciali degli autonomi, nelle gestioni ex inpdap, ex enpals e negli altri fondi sostitutivi dell'AGO. Non possono, invece, formare oggetto di computo i periodi con iscrizione alle casse professionali nè quelli versati presso il Fondo Clero. 

I Requisiti per il computo

Presupposto per l'esercizio dell'opzione è che il lavoratore possa vantare il versamento di almeno un contributo mensile presso la gestione separata. L'interessato deve, inoltre, possedere un'anzianità contributiva nelle predette gestioni coinvolte nel computo pari o superiore a 15 anni di cui almeno 5 collocati successivamente al 1° gennaio 1996 unitamente al possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. E' necessario, altresì, che il lavoratore abbia un'anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995. 

Ai fini dell'accertamento dell'anzianità contributiva sopra indicata occorre aver riguardo all’anzianità complessivamente maturata entro tale data computando tutta la contribuzione (obbligatoria, figurativa, volontaria e da riscatto) posseduta dal soggetto, al momento dell’esercizio della facoltà in parola, nelle gestioni coinvolte nel computo purché non ancora utilizzata per la liquidazione di un trattamento pensionistico. Ai fini del suddetto accertamento, eventuali periodi coincidenti temporalmente sono conteggiati una sola volta.

Ciò determina che, sono esclusi dalla facoltà di computo i c.d. contributivi “puri”, cioè i soggetti iscritti per la prima volta dopo il 1.1.1996 ma anche i soggetti che, al 31.12.1995, sono in possesso di sola contribuzione in gestioni che non rientrano tra quelle oggetto del computo ( es. in Casse professionali) o la cui contribuzione, anteriore al 1.1.1996, ha già dato luogo ad un trattamento pensionistico.

Il computo può essere utilizzato anche laddove il soggetto richiedente abbia già maturato il diritto a pensione in una delle gestioni interessate o risulti già titolare di trattamento pensionistico. Si tratta questa di una particolarità degna di nota in quanto consente l'unificazione di periodi contributivi anche in favore di soggetti già pensionati che, come noto, non è riconosciuta nella totalizzazione o nel cumulo dei periodi assicurativiIn tale circostanza, tuttavia, la contribuzione che ha dato luogo alla pensione non è valutabile ai fini dell’accertamento dei predetti requisiti per il computo (Circolare Inps 184/2015). Si tenga presente che la facoltà di computo riguarda tutti e per intero i periodi assicurativi. Non è, quindi, possibile il computo parziale sia per quanto riguarda le gestioni che rientrano nell’ambito di applicazione del computo, sia per quanto riguarda i periodi contributivi di una singola gestione.  

La Pensione

I lavoratori che hanno maturato i requisiti per l'esercizio del computo dopo il 31.12.2011 possono conseguire la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia in base ai requisiti previsti per i soggetti iscritti dal 1° gennaio 1996 alla Gestione separata. In pratica si può accedere alla pensione di vecchiaia con: 1) a 66 anni e 7 mesi (66 anni e un mese le lavoratrici) e 20 anni di contributi a condizione che l'assegno risulti non inferiore a 1,5 volte l'assegno sociale; 2) oppure a 70 anni e 7 mesi unitamente ad almeno 5 anni di contribuzione effettiva; o alla pensione anticipata con: 1) 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) indipendentemente dall'età anagrafica; 2) 63 anni e 7 mesi di età unitamente a 20 anni di contributi effettivi a condizione che l'importo pensionistico sia superiore a 2,8 volte l'importo dell'assegno sociale

Salvaguardia delle vecchie regole. I lavoratori che hanno perfezionato i requisiti per l'esercizio della facoltà di computo entro il 31.12.2011 possono esercitare la suddetta facoltà a condizione che alla predetta data abbiano maturato anche i requisiti per la pensione nel sistema contributivo secondo la previgente disciplina. In sostanza questi lavoratori devono aver perfezionato almeno 65 anni di età (60 se donne) unitamente a 5 anni di contribuzione effettiva, oppure 40 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica, oppure ancora il perfezionamento della cd. quota 96 (per ulteriori info). Si noti che, per come è stata interpretata la norma dall'Inps, non possono utilizzare il computo, invero, quei lavoratori che hanno raggiunto i requisiti per l'esercizio della facoltà entro il 2011 ma che non hanno i requisiti pensionistici vigenti alla data del 31.12.2011. 

Le Altre prestazioni previdenziali. Da segnalare che con il computo può essere liquidato anche l'assegno ordinario di invalidità (che invece non si può ottenere con il cumulo dei periodi assicurativi o con la totalizzazione nazionale gli altri due strumenti alternativi che in genere si utilizzano per cumulare la contribuzione), la pensione di inabilità e una pensione indiretta da parte dei superstiti del lavoratore assicurato deceduto senza aver raggiunto la pensione. E' possibile infine utilizzare il computo per ottenere una pensione supplementare. Ad esempio, un lavoratore già titolare di una pensione a carico dell'assicurazione generale dei lavoratori dipendenti può utilizzare il computo nella gestione separata per mettere assieme la contribuzione versata in una gestione sostitutiva od esclusiva dell'assicurazione generale obbligatoria (ove, evidentemente, tale contribuzione non possa dare luogo alla liquidazione di un trattamento autonomo) al fine di ottenere la liquidazione di una pensione supplementare a carico della gestione separata. In tal caso la prestazione viene liquidata al perfezionamento dell'età di vecchiaia prevista dalla gestione separata e sia per la valutazione dell’anzianità contributiva posseduta al 31.12.1995, sia per la determinazione dei 15 anni di cui 5 dopo il 1996 non si prendono in considerazione i contributi che hanno già dato luogo alla pensione di cui il soggetto richiedente è titolare. Si tratta, questa, di una facoltà da tenere in considerazione per valorizzare spezzoni contributivi che altrimenti resterebbero silenti.

Il sistema di calcolo. Con l’esercizio della facoltà di computo il trattamento pensionistico viene liquidato nell’ambito della Gestione separata e, di conseguenza calcolato interamente con il sistema contributivo, fermo restando che, ai fini della determinazione del montante individuale per i periodi anteriori o successivi al 1996, trovano applicazione le aliquote di computo delle singole gestioni di appartenenza.

 La domanda

Il computo è una “facoltà” che la legge concede ai lavoratori iscritti alla gestione separata che si esercita a domanda al momento della presentazione della domanda di pensione. Ne deriva che, in assenza di una specifica richiesta da parte dell’interessato nella domanda di pensione, le sedi non sono tenute ad applicare l’Istituto in parola e la prestazione richiesta deve essere liquidata utilizzando soltanto la contribuzione accreditata nella Gestione separata.

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Documenti: Circolare Inps 108/2002; Circolare Inps 184/2015; Messaggio inps 219/2013; Dm 282/1996

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