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L'ordinamento riconosce due ordini di prestazioni di invalidità. Quelle basate su un rapporto assicurativo, cioè le prestazioni previdenziali, e quelle civili fondate su un determinato requisito di invalidità civile.

Le Pensioni di Invalidità

Il dizionario di Pensioni Oggi

Sotto il termine pensione di invalidità si annidano tante e diverse prestazioni previdenziali e assistenziali erogate dall'Inps. Non una sola come erroneamente si crede. E' un termine di uso comune, molto dispersivo, che può riferisi da un lato alle prestazioni di invalidità previdenziali come riformate dalla legge 222/1984 (l'assegno ordinario d'invalidità o la pensione di inabilita'), sia a quelle anteriori, cioè in vigore sino al 1° luglio 1984, data di entrata in vigore della citata legge, sia alle corresponsioni economiche in favore degli invalidi civiliQueste ultime, le invalidità civili, sono prestazioni assistenziali, cioè sono benefici economici e non, che vengono erogati ai soggetti che si trovano in condizioni fisiche tali da determinare l'esistenza di una invalidità (spesso accompagnati da un determinato requisito reddituale che non deve essere superato).

Le prestazioni, in altri termini, sono riconosciute a prescindere dalla sussistenza di un rapporto assicurativo e, quindi, dal versamento dei relativi contributi in un fondo previdenziale (es. l'AGO). Rientrano in questo alveo in particolare l'assegno mensile di invalidità, riconosciuto nei confronti dei cittadini con una invalidità accertata oscillante tra il 67 ed il 99%, la pensione di inabilita' civile, riconosciuta ove l'invalidità sia pari al 100%; l'indennità di frequenza, riconosciuta verso i minori di 18 anni e l'indennità di accompagnamento un sussidio erogato per la non autosufficienza del soggetto inabile. Prestazioni assistenziali specifiche sono previste dalla legge nei confronti dei ciechi civili e dei sordi civili. 

Prestazioni Previdenziali
I soggetti invece che possono vantare un rapporto assicurativo con un fondo previdenziale hanno diritto a prestazioni previdenziali diverse il cui importo è sostanzialmente commisurato alla retribuzione e alla contribuzione versata durante l'arco dell'attività lavorativa. E non di importo predeterminato come accade per gli invalidi civili.  Per effetto della Riforma del 1984 (legge 222/1984) le principali prestazioni appartenenti a questo gruppo sono l'assegno ordinario d'invalidità e la pensione di inabilità, prestazioni erogate nei confronti dei lavoratori dipendenti del settore privato, degli autonomi e dei lavoratori iscritti alla gestione separata dell'Inps. I lavoratori del pubblico impiego hanno prestazioni specifiche come l'inabilità alle mansioni o al proficuo lavoro e la pensione di inabilità, quest'ultima analoga a quella prevista per i lavoratori del settore privato. Queste prestazioni consistono in una vera e propria pensione che viene erogata a prescindere dall'età anagrafica del soggetto in presenza di un determinato grado di inabilità al lavoro più o meno intenso. Le regole di calcolo dell'assegno di tali trattamenti sono le medesime previste per il pensionamento dei lavoratori normodotati anche se, per quanto riguarda la pensione di inabilità, è prevista l'attribuzione di un particolare beneficio sulla misura dell'assegno.  

Il riconoscimento della causa di servizio
Ove l'invalidità sia dovuta a causa di servizio i lavoratori dipendenti coperti dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali Inail hanno diritto alla rendita Inail non reversibile, in alternativa, ai trattamenti privilegiati di invalidità (assegno ordinario privilegiato e pensione privilegiata) previsti dall'articolo 6 della legge 222/1984 in favore dei soli lavoratori dipendenti del settore privato (assicurati presso l'AGO).

Per i dipendenti pubblici, occorre invece sottolineare che l'articolo 6 del decreto legge 201/2011 ha provveduto, dal 6 dicembre 2011 all'abrogazione degli istituti del riconoscimento della dipendenza di infermità da causa di servizio, dell’equo indennizzo, del rimborso delle spese di degenza e della pensione privilegiata prevista dall'articolo 64 e ss. del Dpr 1092/1973 e dall'articolo 48 del Dpr 686/1957. Per i dipendenti pubblici è rimasta, pertanto, soltanto la tutela dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, che però – in base alla normativa vigente - non si applica a tutti i lavoratori pubblici, ma solo a quelli che sono applicati a specifiche attività individuate come pericolose nell’ambito dell’ordinamento dell’Inail. L'indicata abrogazione non ha coinvolto i lavoratori del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico che, pertanto, possono continuare a godere dei suddetti trattamenti con le specificità previste dal proprio ordinamento.

La tavola seguente, elaborata da PensioniOggi.it, raccoglie le principali voci e prestazioni a seconda del grado di invalidità e del comparto di appartenenza del lavoratore. 

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