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L'assegno mensile di invalidità civile è una provvidenza economica riconosciuta ai mutilati ed invalidi civili con un'età ricompresa tra i 18 anni e i 65 anni nei cui confronti sia accertata una invalidità pari almeno al 74%


L'Assegno di Invalidità Civile

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L'assegno di invalidità civile è una provvidenza economica riconosciuta ai mutilati ed invalidi civili con un'età ricompresa tra i 18 anni e i 65 anni nei cui confronti sia accertata una invalidità civile ricompresa tra il 74% ed il 99%. Come per la pensione di invalidità civile parliamo di un sostegno a carattere assistenziale, cioè slegato dalla presenza di un rapporto assicurativo e contributivo del beneficiario. Per il quale è necessario, pertanto, il rispetto di determinati requisiti reddituali. Vediamo dunque in questa breve guida quali sono i requisiti e le condizioni per avere diritto al sostegno economico.

Destinatari. La prestazione, introdotta dall'articolo 13 della legge 118/1971, è erogabile in favore dei cittadini italiani residenti in Italia; a loro sono equiparati, purché sempre residenti in Italia, i cittadini comunitari e i cittadini extracomunitari (si ricorda che la Sentenza della Corte Costituzionale 187/2010 ha fatto venir meno il presupposto della titolarità della carta di soggiorno per la concessione del trattamento in parola).

Il beneficio, come accennato, può essere richiesto da soggetti che abbiano un'età compresa tra i 18 e i 65 anni. Dal 1° gennaio 2016 il limite massimo per il riconoscimento del sostegno è stato elevato a 65 anni e 7 mesi e, per gli anni successivi, dovrà essere adeguato ai sensi della speranza di vita.

La prestazione è concessa per 13 mensilità con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda per l'accertamento dell'invalidità, non è reversibile ai superstiti ed è pari, per il 2016, a 279,47 € al mese.

Il reddito. Per avere diritto all'assegno di invalidità civile gli interessati devono rispettare determinati limiti reddituali personali che, per l'anno 2016 non possono eccedere il valore di 4.800,38 euro. Sono valutabili i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef al lordo degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali.

Compatibilità con altre prestazioni. L'assegno mensile di invalidità civile è incompatibile con le prestazioni dirette di invalidità a qualsiasi titolo erogate dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità dei lavoratori dipendenti, delle gestioni sostitutive, esonerative ed esclusive della stessa, nonché delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e con le prestazioni pensionistiche dirette di invalidità erogate dai fondi di previdenza dei liberi professionisti (articolo 3 della legge 407/1990).

Al soggetto interessato, viene tuttavia riconosciuta la facoltà di optare per la prestazione che lo stesso intende percepire. Pertanto, ove al titolare di assegno di invalidità civile venga riconosciuta anche una prestazione previdenziale di invalidità, allo stesso viene attribuita la facoltà di opzione all'altra prestazione. Non ci sono invece ostacoli al riconoscimento di un'altra prestazione di tipo previdenziale non di invalidità (es. pensione di vecchiaia o pensione ai superstiti) fermo restando, tuttavia, che il limite di reddito annuo personale resti al di sotto del limite annualmente stabilito dalla norma. 

Trasformazione. La prestazione, come indicato, spetta sino a 65 anni e 7 mesi di età (requisito di età da adeguare alla speranza di vita Istat). Al compimento della suddetta età la pensione si trasforma automaticamente in assegno sociale.

Svolgimento di attività lavorativa. Tra le condizioni per il conseguimento dell'assegno l'articolo 3 della legge 118/1971 richiede che l'interessato non svolga alcuna attività lavorativa (nè subordinata nè autonoma). Il titolare dell'assegno deve quindi annualmente trasmettere all'Inps una autocertificazione nella quale dichiari di non svolgere attività lavorativa. Qualora tale condizione venga meno, lo stesso beneficiario è tenuto a darne tempestiva comunicazione all'INPS. Tuttavia la prassi amministrativa Inps ritiene che la percezione di un reddito da lavoro inferiore al limite stabilito dalla norma (4.800 euro annui) per il riconoscimento dell'assegno di invalidità, non configura uno svolgimento di attività lavorativa e, pertanto, l'interessato possa comunque ottenere il beneficio.

La maggiorazione sociale. Si ricorda che l'importo base dell'assegno di invalidità civile può subire un aumento di 10,33 euro al mese (per tredici mensilità) qualora il titolare ed il coniuge non possiedano redditi superiori ad un determinato importo.

L'articolo 70, comma 6 della legge 388/2000 riconosce, infatti a decorrere dal 1° gennaio 2001 tale maggiorazione a condizione che la persona titolare: a) non possieda redditi propri per un importo pari o superiore all'ammontare annuo complessivo dell'assegno sociale e della predetta maggiorazione (per il 2016 questo valore è pari a 5.959,20€); b) non possieda, se coniugata, redditi propri per un importo pari o superiore a quello di cui alla lettera a), ne' redditi, cumulati con quelli del coniuge, per un importo pari o superiore al limite costituito dalla somma dell'ammontare annuo dell'assegno sociale comprensivo della predetta maggiorazione e dell'ammontare annuo del trattamento minimo delle pensioni a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (per il 2016 questo limite è pari a 12.483,77€) . Non si procede al cumulo dei redditi con quelli del coniuge legalmente ed effettivamente separato.

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