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Dal 2016 i lavoratori iscritti alla gestione separata possono accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi di età e le lavoratrici a 66 anni e 1 mese di età. 

La Gestione Separata

Il dizionario di Pensioni Oggi

La gestione Separata è il fondo pensionistico, nato con la Riforma del 1995 (legge 335/1995) e dal Dm 282/1996, a cui devono essere iscritti coloro che svolgono attività di lavoro autonomo dalla quale non scaturisca l'obbligo di iscrizione a proprie Casse Professionali. La gestione separata accoglie attualmente accoglie quasi un milione di posizioni attive, di cui circa 350.000 professionisti con partita Iva. Vediamo dunque di riassumere quali sono i requisiti per conseguire le prestazioni a carico di questa gestione.

Indice

Chi è Tenuto all'iscrizione alla Gestione Separata
Le prestazioni erogate dalla Gestione Separata
La Facoltà di Computo
Come utilizzare i contributi versati nella Gestione Separata
Le Aliquote

I Soggetti Tenuti all'iscrizione presso la Gestione Separata

Sono tenuti all'iscrizione alla gestione separata i lavoratori che esercitano per professione abituale, ancorchè non esclusiva, attività di lavoro autonomo per la quale non via sia obbligo di iscrizione ad un determinato albo professionale. Vi rientrano altresì coloro che pur svolgendo attività per le quali è prevista l'iscrizione in un albo professionale, non sono tenuti al pagamento dei contributi presso la Cassa previdenziale corrispondente in base alle norme dei rispettivi statuti (es. ingegnere che esercita attività lavorative al di fuori di quelle soggette a contribuzione presso la Cassa Ingegneri). Per i cd. occasionali, cioè coloro che svolgono attività solo episodicamente, gli obblighi di iscrizione sorgono solo nel caso in cui il reddito annuo superi i 5mila euro.

Devono essere iscritti alla gestione seprata inoltre: gli associati in partecipazione che svolgono attività lavorativa; i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto; gli incarichi di vendita a domicilio; gli spedizionieri doganali; gli studenti e dottorandi titolari di borse di studio e assegni di ricerca o altri compensi erogati dalle Università e/o da scuole di specializzazioni (come i medici in formazione specialistica); i volontari del servizio civile nazionale; gli amministratori locali.

Le prestazioni previdenziali erogate dalla Gestione Separata

La Gestione separata eroga tutte le prestazioni generalmente riconosciute dai fondi previdenziali obbligatori: la pensione di vecchiaia, la pensione anticipata, le prestazioni previdenziali di invalidità (assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità), la pensione supplementare e il supplemento di pensione. Ed infine la pensione indiretta, in favore dei superstiti dell'assicurato che sia deceduto senza aver acquisito il diritto alla pensione.

I requisiti per il conseguimento di queste prestazioni sono i medesimi di quelli previsti per i lavoratori autonomi (Circolare Inps 35/2012) con la particolarità che, essendo la gestione decollata dopo il 1995, sia il sistema di calcolo delle prestazioni che quello dei requisiti d'accesso sono quelli vigenti per i lavoratori iscritti successivamente al 31 dicembre 1995, cioè per i cd. contributivi puri, (articolo 2, comma 31, della legge 335/1995), circostanza che preclude, com'è noto, la possibilità di conseguire l'integrazione al trattamento minimo sull'assegno. 

Nel 2016, ad esempio, la pensione di vecchiaia può essere ottenuta con 66 anni e 7 mesi se uomo e 66 anni e 1 mese se donna, unitamente a 20 anni di contributi. Per quanto riguarda la pensione anticipata le lavoratrici devono perfezionare i 41 anni e 10 mesi di contributi mentre i lavoratori devono raggiungere i 42 anni e 10 mesi di contributi. La tavola sottostante riepiloga gli attuali requisiti di pensionamento vigenti nella gestione.

Si ricorda che la Riforma Fornero ha previsto, nei confronti dei contributivi puri, l'ulteriore possibilità di uscire a 70 anni con soli di 5 anni di contribuzione effettiva; oppure a 63 anni unitamente a 20 anni di contributi effettivi a condizione però che l'assegno non sia inferiore a 2,8 volte l'importo dell'assegno sociale (circa 1255 euro il 2016).

La Decorrenza - In tutti i casi la pensione decorrerà il primo giorno del mese successivo al perfezionamento dei requisiti dato che il Dl 201/2011 ha disapplicato a tutti coloro che accedono alla pensione con i nuovi requisiti le finestre mobili.

La Facoltà di computo

L'articolo 3 del Dm 282/1996, consente agli iscritti alla Gestione separata che possiedono periodi di contribuzione nell'assicurazione obbligatoria, nei fondi esclusivi e sostitutivi o nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi di chiedere il computo dei predetti contributi nell'ambito della Gestione separata, ai fini del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici, alle condizioni previste per l'opzione al sistema contributivo.

Per avvalersi di questa facoltà è quindi necessario avere: a) almeno 15 anni di contribuzione, di cui 5 dopo il 31 dicembre 1995; b) un'anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995 (cfr: messaggio inps 219/2013) c) possesso di anzianità contributiva prima del 31 dicembre 1995. 

Si tratta di una opzione gratuita che consente l'utilizzo nella Gestione separata dei periodi di lavoro dipendente sia pubblico che privato ed autonomo presenti in altre gestioni dell'AGO (privati-autonomi e dipendenti pubblici). Vengono "computati" nella Gestione Separata per il diritto a pensione i periodi non coincidenti temporalmente e per la misura della pensione tutti i periodi, anche coincidenti. Restano però esclusi i periodi con iscrizione alle casse libero professionali.

Attraverso il computo si consegue il diritto alle prestazioni pensionistiche in base ai requisiti anagrafici e contributivi, previsti per i soggetti iscritti dal 1° gennaio 1996 alla Gestione separata. I lavoratori, pertanto, possono ottenere la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata secondo le regole vigenti per gli iscritti dal 1° gennaio 1996 (cfr: messaggio inps 219/2013 punto 7). Le quote di pensione relative a periodi posseduti negli altri fondi saranno però determinate con il sistema di calcolo contributivo. Per ulteriori dettagli sulla facoltà di computo si veda qui.

La Valorizzazione della Contribuzione accreditata nella Gestione Separata

Come noto, a parte la facoltà di computo di cui si è detto, i contributi nella Gestione Separata non possono formare oggetto di ricongiunzione, cioè non possono essere trasferiti neanche se il lavoratore decidesse di voler sopportare un onere.

Per limitare questo inconveniente, è stato previsto che tali contributi possono essere utilizzati ricorrendo alla totalizzazione nazionale che consente di valorizzare tutti i contributi accreditati nelle diverse gestioni previdenziali come se fossero riuniti sotto un'unica cassa, anche nella ipotesi in cui l'interessato dovesse aver raggiunto un diritto autonomo al trattamento pensionistico. Possono essere totalizzati i contributi accreditati in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri), dagli iscritti alla gestione separata, da sacerdoti secolari e ministri del culto delle confessioni diverse dalla religione cattolica, dai liberi professionisti iscritti a una delle Casse privatizzate e private, nonché dagli iscritti alle forme assicurative sostitutive ed esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria. La totalizzazione può essere esercitata al perfezionamento di 40 anni e 7 mesi di contributi (indipendentemente dall'età anagrafica), oppure al raggiungimento di 65 anni e 7 mesi di età unitamente a 20 anni di contributi. Bisogna tuttavia attendere l'apertura di una finestra di 21 mesi dalla data di maturazione dei requisiti nel primo caso e di 18 mesi nel secondo. 

In alternativa è possibile, in assenza di un diritto autonomo che non deve essere acquisito in nessuna delle gestioni dove si vanta contribuzione ricorrere al cumulo contributivo (legge 228/2012) che è precluso agli iscritti alle Casse dei libero professionisti. In questo caso, a differenza della totalizzazione, il sistema di calcolo applicabile è quello derivante dalla sommatoria di tutti i periodi contributivi.

Altra soluzione è quella di chiedere una pensione supplementare, qualora il lavoratore abbia conseguito il diritto alla pensione a carico di una forma di previdenza obbligatoria per i lavoratori dipendenti o sostitutiva, o che ne comporti l'esclusione o l'esonero, e che abbia compiuto l'età pensionabile di vecchiaia (oggi 66 anni 7 mesi) e non possieda i requisiti di assicurazione e contribuzione per la liquidazione di una pensione di vecchiaia autonoma presso la gestione separata.

Le Aliquote Contributive della Gestione Separata

Le aliquote contributive nella Gestione Separata, fissate dalla Legge Fornero del 2011, sono attualmente tra le piu' care in assoluto (toccheranno il 33% nel 2018). La recente legge di stabilità 2016 ha tuttavia previsto una riduzione della loro crescita per quanto riguarda i professionisti con partita iva iscritti in via esclusiva alla gestione. A seguito di questo intervento il contributo per le partite Iva per l’ anno 2016 resterà pari al 27,72% della retribuzione pensionabile ma nel 2017 l'aliquota passerà al 29,72% e poi schizzare al 33,72% dal 2018. L'addizionale dello 0,72% è dovuta per finanziare le tutele assistenziali come malattia, maternità e assegni al nucleo familiare.

Minimali e massimali - Anche nella gestione separata sono previsti dei minimali e massimali contributivi. Il sistema del minimale, tuttavia, è diverso rispetto a quello previsto per gli altri fondi previdenziali. Infatti la legge 335/1995 prevede che il lavoratore iscritto alla gestione separata ha diritto all'accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il versamento solo se l'importo corrisposto non è inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito previsto per gli artigiani e commercianti (cioè 15.548 euro per il 2016). In caso di contribuzione  inferiore a tale importo, i mesi di assicurazione da accreditare vengono ridotti in proporzione alla somma versata e vengono attribuiti temporalmente al periodo corrispondente a partire dall'inizio dell'anno solare fino a concorrenza del periodo riconoscibile.

Ad esempio gli iscritti per cui il calcolo della contribuzione avviene con l'aliquota del 27,72% ottengono l'accredito dell'intero anno di contribuzione con un contributo pari a 4.256,96 euro.

Per quanto riguarda il massimale contributivo, valgono le stesse regole previste per i lavoratori dipendenti. L'importo massimo stabilito e' pari per l'anno 2016 risulta di poco superiore a 100mila euro.

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