Nel 2019 INPS ad Aprile mi diminuì la pensione lorda da 2708,75 a 2696,10; l'IRPEF netta scese da 669,19 a 664,03. A Giugno 2019 INPS recuperò la differenza tra i due lordi dei primi 3 mesi pari a 37,95, dandomi un conguaglio imposte a credito di 1,05. Io mi aspettavo invece un conguaglio imposte di 5,16 al mese x 3= 15,75. Solo ieri INPS dopo miei solleciti, scrive: <Il credito è stato calcolato in compensazione tra quanto pagato e quanto dovuto secondo il seguente calcolo:
Rata 01/2019 € 2708,75, rata 12/2018 € 2680,77 , differenza € 27,98 percepita per 3 mesi. Irpef mensile su 27,98 x 38% = € 10,64; RATA MENSILE DI IRPEF SU PENSIONE € 669,19
DAL 04/2019 RATA € 2696,.10 rata 12/2018 € 2680,77 differenza € 15,33 Irpef mensile su € 15,33 x 38% = € 5,83; RATA MENSILE DI IRPEF SU PENSIONE € 664,03
DIFFERENZA 10,64 – 5,83 = € 4,81 IMPORTO DA PAGARE SULL'AUMENTO.
Di fatto ha pagato in più da gennaio a marzo 2019 € 5,16 (669,19 – 664,03) . Pertanto: 5,16 – 4,81 = 0,35
differenza mensile x 3 mesi = 1,05.>
Aggiungo che si poteva fare anche direttamente la differenza tra i due lordi del 2019 e cioè 2708,75 e 2696,10 pari a 12,65 su cui il 38% è pari a 4,807 arrotondato a 4,81. Tornando alla risposta INPS, che fa riferimento all'aumento di pensione prima tra Dicembre 18 e Gennaio 19 e poi tra Dicembre 18 e Aprile 19, dice che 4,81 è l'importo da pagare sull'aumento di pensione.
In realtà questo 4,81 per me è l'importo mensile NON DA PAGARE, MA PAGATO IN PIU' di IRPEF sull'aumento che INPS avrebbe dovuto restituirmi 4,81 x 3= 14,43. Vorrei sapere se ha ragione INPS o io.