Economia

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Ultimi incontri a Bruxelles per definire le sorti della Grecia. Le aspettative sono alte e stanno alimentando l'ottimismo sui mercati in una giornata che, tuttavia, potrebbe non essere affatto decisiva. Il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, a poche ore dall'Eurogruppo, si e' detto "convinto" che oggi si possa trovare una soluzione perche' c'e' "la volonta' politica di salvaguardare l'euro".Kamsin Concetto evidenziato anche dal presidente della Bce, Mario Draghi, che ha sottolineato la necessita' di "salvaguardare l'irreversibilita' dell'unione monetaria". Moscovici ha pero' poi parzialmente corretto il tiro affermando che "le proposte fatte dal governo greco rappresentano un passo in avanti ma resta ancora del lavoro da fare sulle riforme importanti". A frenare fin dall'inizio le attese, e' stato invece il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. "Sono stati compiuti progressi nei giorni scorsi, ma ancora non ci siamo. Non so se arriveremo a un accordo oggi", ha affermato Juncker prima di incontrare il premier greco, Alexis Tsipras. Ottimista ma cauta anche Angela Merkel.

"Ci sono ancora molti giorni in questa settimana in cui le decisioni possono essere prese", ha detto parlando con i giornalisti a Magdeburgo, in vista del summit di emergenza dei capi di stato e di governo della zona euro, in programma stasera. Piu' duro il ministro delle finanze Tedesco, Wolfgang Schaeuble. "Non abbiamo ancora ricevuto nessuna proposta significativa," da parte delle autorita' greche, ha detto arrivando alla riunione straordinaria dei ministri delle Finanze della zona euro. Nella notte il governo ellenico ha presentato un pacchetto di nuove proposte di riforma che sono state definite dai creditori "una buona base" per trovare una soluzione. "Il documento inviato dal premier greco Alexis Tsipras rappresenta una buona base per fare progressi nel summit della zona euro", ha detto il portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas, durante il punto stampa quotidiano dell'Esecutivo Ue a Bruxelles.

"La situazione e' in continuo sviluppo," ha aggiunto il portavoce, sottolineando che "esiste un unico documento che porta la firma del premier Tsipras" sul quale si sta negoziando. Le proposte sono state illustrate da Tsipras in una serie di incontri con le tre istituzioni, Commissione Ue, Bce e Fmi. In una nota l'ufficio del premier greco ha messo in chiaro che la Grecia non aumentera' l'Iva sull'elettricita'. Intanto una fonte ha fatto sapere che la Bce ha innalzato il tetto della liquidita' di emergenza alle banche greche per la terza volta in sei giorni.

Atene ha presentato all'Unione europea le proprie proposte per una soluzione della crisi del debito che rischia di spingerla fuori dall'Eurozona. Il primo ministro greco, Alexis Tsipras, si legge in una nota del governo greco, ha messo a punto un pacchetto per un "accordo di reciproci benefici" con cui cercare di convincere la Commissione europea e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, a raggiungere una "soluzione definitiva" che risolva lo stallo tra Atene e i creditori. Kamsin Le proposte saranno discusse nel vertice straordinario europeo in agenda per domani. Secondo la tv privata Mega, il piano prevede uno stop ai prepensionamenti a partire dal primo gennaio 2016, un aumento della "tassa di solidarieta'" per le persone che guadagnano piu' di 30.000 euro l'anno e per le societa' con utili superiori ai 500.000 euro.

Inoltre il governo Tsipras metterebbe sul tavolo misure fiscali permanenti pari al 2% del Pil della Grecia e altri provvedimenti amministrativi per uno 0,5%, accogliendo le richieste dei creditori che sollecitavano misure pari al 2,5% del Pil. L'Iva verrebbe lasciata mantenuta alle attuali aliquote del 6,5%, del 13% e del 23 %, ma aumenterebbero alcune imposte sugli alimenti e sugli alberghi. Atene sarebbe anche pronta a mantenere la controversa tassa sugli immobili, l'Enfia, che si era impegnata ad abolire quest'anno.

Renzi: nessun rischio contagio da Atene. "Rischi di contagio dalla Grecia? La musica in Europa e' molto cambiata rispetto a qualche anno fa. Per mesi l'Italia e' stata considerata al pari della Grecia. Quel film fa parte del passato, oggi l'Italia lavora per risolvere problemi altrui, senza angosce e preoccupazioni perche' non vediamo il rischio contagio che poteva esserci due o tre anni fa". Lo ha detto Matteo Renzi durante la conferenza stampa assieme al presidente francese Francois Hollande.

"Confermo l'approccio di Francois Hollande per quello che riguarda il sentimento in attesa della riunione di domani a mio giudizio ci sono tutte le condizioni perche' l'accordo possa esserci e possa essere win win. Siamo tutti convinti che si debba offrire una soluzione alla Grecia perche' rimanga nell'euro ma serve uno sforzo anche da parte dei greci".

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Il governo greco prepara un nuovo piano di riforme che dovrebbe essere approvato oggi dal Consiglio dei ministri per essere presentato lunedi' al vertice dell'Eurogruppo, in modo da favorire un accordo sul debito con le istituzioni finanziarie.

Secondo la tv privata Mega, il piano prevede uno stop ai prepensionamenti a partire dal primo gennaio 2016, un aumento della "tassa di solidarieta'" per le persone che guadagnano piu' di 30.000 euro l'anno e per le societa' con utili superiori ai 500.000 euro. Inoltre il governo Tsipras metterebbe sul tavolo misure fiscali permanenti pari al 2% del Pil della Grecia e altri provvedimenti amministrativi per uno 0,5%, accogliendo le richieste dei creditori che sollecitavano misure pari al 2,5% del Pil. L'Iva verrebbe lasciata mantenuta alle attuali aliquote del 6,5%, del 13% e del 23 %, ma aumenterebbero alcune imposte sugli alimenti e sugli alberghi. Atene sarebbe anche pronta a mantenere la controversa tassa sugli immobili, l'Enfia, che si era impegnata ad abolire quest'anno. Le proposte potrebbero essere aggiustate sulla base di una telefonata che il premier Alexis Tsipras dovrebbe avere in giornata con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. 

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Il primo ministro greco, Alexis Tsipras, si dichiara ottimista in vista del summit di lunedi' tra i capi di stato e di governo che dovrebbe trovare una soluzione alla crisi greca.

Meno ottimisti, evidentemente, sono i suoi concittadini che in questa settimana hanno assaltato gli sportelli delle banche per mettere al sicuro gli euro per una cifra pari a oltre 4 miliardi di euro il 2,2% dei depositi totali. Solo oggi ne sono stati presi 1,2 miliardi.

"Il summit di lunedi' - dice Tsipras - e' uno sviluppo positivo che va in direzione dell'intesa. Tutti quelli che hanno scommesso sulla crisi e su uno scenario di terrore dovranno riconoscersi in errore. Ci sara' una soluzione - aggiunge - basata sul rispetto delle regole Ue della democrazia che consentira' alla Grecia di tornare a crescere".

Inoltre, riferiscono funzionari Ue, i ministri delle Finanze della zona euro discuteranno la gestione di un default della Grecia in caso di mancato accordo con i creditori. Proprio per questo oggi il direttivo della Bce ha tenuto una riunione in teleconferenza per discutere dell'ampliamento della liquidita' di emergenza per le banche greche (Ela), il cui tetto e' stato innalzato di 1,8 miliardi di euro a fronte di richieste per 3 miliardi.

Berlino assicura che negoziera' "fino all'ultimo minuto" ma Atene deve presentare le riforme. Secondo la cancelliera Angela Merkel servono delle basi per prendere delle decisioni al summit di lunedi'. "Senza basi per una decisione, il summit di lunedi' sara' solo un incontro consultivo", ha detto la cancelliera aggiungendo che "dal meeting uscira' una decisione solo se ci saranno le basi per questa".

E proprio per preparare il terreno a un'intesa ferve la preparazione tecnica del doppio meeting (ministri delle Finanze e a seguire capi di governo): se davvero, come pensano i piu' ottimisti, fra i quali il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, il fatto stesso di aver spostato la trattativa al piu' alto livello dei leader dimostra che ci sono "margini per arrivare a un'intesa", e' pero' necessario che vengano trovati anche i termini tecnici di un eventuale e auspicato accordo. Per questo, nei pochi giorni che mancano alla prima riunione di lunedi' (l'euro working group che si dovrebbe tenere a fine mattinata, prima della riunione dei ministri in programma per le 15), sono previsti confronti, incontri e scambi telefonici fra i tecnici delle parti coinvolte.

Ultimativo il messaggio lanciato dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: "Siamo vicini al punto in cui il governo greco deve decidere tra accettare quella che io considero una buona offerta o avviarsi verso il default".

Infine, questo pomeriggio il premier Matteo Renzi ha avuto una conversazione telefonica con il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker sul tema della Grecia e del vertice straordinario di lunedi' prossimo.

Il Bollettino mensile della Bce conferma una ripresa graduale dell'attivita' economica che, grazie ad alcuni fattori come le misure di politica monetaria, il risanamento dei conti e l'attuazione delle riforme, "in prospettiva dovrebbe ampliarsi ulteriormente". Kamsin  Gli esperti di Francoforte, ritengono che "i consumi privati sono stati il principale fattore di sostegno alla crescita e dovrebbero continuare a trarre beneficio dalla maggiore dinamica salariale dovuta all'aumento dell'occupazione e all'impatto favorevole del calo dei prezzi dell'energia". Non solo, ma quest'anno si prevede che a sospingere in maniera piu' rilevante la ripresa siano gli investimenti delle imprese, "sorretti dal rafforzamento della domanda interna ed estera, dalla necessita' di ammodernare e ricostituire lo stock di capitale obsolescente, dall'orientamento accomodante della politica monetaria e dall'aumento dei margini operativi lordi".

Gli esperti della Bce hanno lasciato sostanzialmente invariate le stime di crescita dell'Eurozona. Le proiezioni macroeconomiche per l'area dell'euro formulate a giugno prevedono una crescita annua del Pil in termini reali pari all'1,5 per cento nel 2015, all'1,9 per cento nel 2016 e al 2 per cento nel 2017. Rispetto all'esercizio svolto dagli esperti della Bce a marzo 2015, le proiezioni per il tasso di crescita del Pil in termini reali rimangono sostanzialmente invariate nell'orizzonte previsivo. Il Consiglio direttivo, si legge nel bollettino della Bce, "ritiene che i rischi per le prospettive dell'attivita' economica, pur rimanendo orientati verso il basso, siano divenuti piu' bilanciati grazie alle proprie decisioni di politica monetaria e agli andamenti dei corsi petroliferi e dei tassi di cambio".

Gli esperti della Bce hanno rivisto al rialzo le stime di inflazione nell'Eurozona che dovrebbe attestarsi allo 0,3 per cento nel 2015, all'1,5 per cento nel 2016 e all'1,8 per cento nel 2017. Rispetto all'esercizio condotto in marzo dagli stessi esperti, le proiezioni per l'inflazione nel 2015 sono state riviste al rialzo (avevano previsto 0,0%) e quelle per il 2016 e il 2017 sono rimaste invariate. Nell'area euro "in prospettiva, saranno necessari interventi di risanamento aggiuntivi per ricondurre l'elevato rapporto tra debito pubblico e Pil su un percorso discendente sostenibile". E' quanto sottolinea la Bce nel suo bollettino mensile.

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La riforma elettorale e' legge: con 334 si' e 61 voti contrari, a scrutinio segreto richiesto da Forza Italia e Lega, l'Aula di Montecitorio approva il nuovo sistema di voto, che introduce i capilista bloccati (100 in tutto), le preferenze, il ballottaggio qualora nessuna lista o partito ottenga il 40% dei voti, il premio di maggioranza non piu' alla coalizione ma al partito.

La maggioranza regge l'onda d'urto, nemmeno il voto segreto mette in difficolta' la tenuta del governo. Ma l'ultimo miglio del cammino dell'Italicum non e' stato certo in discesa. Il Pd si pacca, almeno 40 - se non 45 - 'dissidenti' interni votano contro (da Bersani a Letta, da Cuperlo a Bindi e Fassina), mugugni anche in Scelta civica e Area popolare. E le opposizioni che abbandonano l'Aula e scelgono l'Aventino, non prima di aver chiesto lo scrutinio segreto, nell'ultimo tentativo di mettere in atto un blitz, magari con l'aiuto della minoranza dem. Che, pero', seppur guadagnando qualche voto, non riesce a 'sfondare'.

Tensioni si registrano anche dentro Forza Italia, gruppo in prima fila a guidare la pattuglia degli aventiniani. Sin dalla mattina, infatti, il capogruppo Brunetta annuncia che gli azzurri non parteciperanno al voto.

Le altre forze di minoranza riflettono, valutano tutte le alternative, con i grillini favorevoli a restare nell'emiciclo se il voto fosse stato palese. Il malumore interno ai forzisti si fa sentire subito: abbandonare l'aula e' una scelta sbagliata e controproducente, accusano 'verdiniani' e 'fittiani'. Tanto che durante la discussione sugli ordini del giorno, che hanno preceduto l'ok finale alla riforma, in circa una ventina di deputati di FI disattendono le direttive del gruppo e restano in Aula. Brunetta minimizza. Alla fine, pero', diversi gli azzurri presenti al momento del voto finale: tra questi, Francesco Paolo Sisto, in qualita' di presidente della commissione Affari costituzionali - quindi 'giustificato' - e Francesco Saverio Romano, fittiano della prima ora che annuncia pubblicamente il suo voto contrario all'Italicum.

Sin dalla mattina Renzi ostenta tranquillita': la nuova legge "portera' chiarezza e stabilita'", dice il premier, convinto che con l'Italicum "le cose cambieranno davvero".

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