L'INPS avvia l'iter di sospensione e revoca delle prestazioni assistenziali nei confronti dei beneficiari che non hanno effettuato le comunicazioni reddituali per gli anni 2018 e seguenti.
Lo ha ribadito la Corte di Cassazione rimarcando l’assenza, nella lettera della norma, di alcun riferimento alla necessità che lo stato di bisogno debba essere «incolpevole».
Il dubbio di molti lettori. La prestazione assistenziale è cumulabile con le pensioni dirette ed indirette sempreché non siano superati i limiti di reddito. Se la pensione è liquidata con le regole contributive c'è una agevolazione in base alle quale 1/3 dell'importo della pensione non concorre ai fini dei predetti limiti di reddito.
I chiarimenti in un documento dell'INPS. Estesi i trattamenti assistenziali in corso di godimento dai componenti il nucleo familiare che rilevano ai fini del Reddito e della Pensione di Cittadinanza.
Lo ha stabilito la Corte Costituzionale. È irragionevole che lo Stato valuti un soggetto meritevole di accedere a tale modalità di detenzione e lo privi dei mezzi per vivere, quando questi sono ottenibili solo dalle prestazioni assistenziali.
Lo ha precisato la Corte di Cassazione respingendo la richiesta di un pensionato. Se non c'è domanda niente maggiorazione sociale.
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