Previdenza

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Ho già provveduto a richiedere all’Inps ecocert. Mi sono poi recato alla sede più vicina e dai loro conteggi emerge che posso andare in pensione anticipata ordinaria alla data del 1° agosto 2018, quando avrò maturato 2227 settimane pari a 42 anni e 10 mesi di contributi versati. Alla fine dell’anno in corso 2016 le settimane saranno 2147 pari a 41 anni e circa 1 settimana (2147/52= 41,288). Da una vostra tabella pubblicata nei giorni scorsi, mi sembra di capire che: dal 2015 al 2018 (dal 2019 aumenta) occorrono, 42 anni e 10 per la pensione anticipata ordinaria o 63 anni e 7 mesi per la pensione contributiva.. Età che avrei alla data del 31 gennaio 2017 essendo nato il 26 giugno 1953. Vorrei pertanto sapere se ho interpretato bene quanto da Voi riportato e se tale normativa è in vigore al 31 gennaio 2017. Fermo restando che dovrà essere visto, quanto sarà l’importo dell’assegno con il calcolo contributivo rispetto al calcolo ordinario che secondo i contributi verificati al 31/12/2015 è di euro 2.130 mensili.  Ghino Kamsin La pensione contributiva a 63 anni e 7 mesi unitamente a 20 anni di contributi effettivi spetta solo ai lavoratori che versano nel sistema contributivo puro, cioè coloro non in possesso di anzianità contributiva alla data del 31 dicembre 1995. Nel caso di specie, quindi, non può essere utilizzata dato che il lettore ricade nel sistema misto (cioè è in possesso di anzianità contributiva alla data del 31 dicembre 1995). Per il resto è confermata, quindi, la data di uscita al 1° agosto 2018. 

Sto svolgendo il Servizio Civile, ho 21 anni e sono iscritto all'Università. Sono anche titolare di pensione di reversibilità per un reddito annuale di 4.888 euro. Ho iniziato il Servizio Civile lo scorso anno a dicembre, percependo 433,80 euro nel 2015 come reddito aggiuntivo ai 4.888. Non sono a carico della mia famiglia e non ho redditi da lavoro in alcuna altra forma. Quest'anno mi appresto a ripresentare la domanda di reversibilità, di pari passo con l'iscrizione al 2° anno di università, e devo considerare dunque che da gennaio ad agosto 2016 ho percepito di pensione 3.259 euro, ai quali devo aggiungere 8 mesi di retribuzione mensile del Servizio Civile, di 3.470 euro totali. Quindi, a tutt'oggi momento della domanda di rinnovo della pensione, il mio reddito (Servizio Civile piu'pensione) risulta essere stato per il 2015 di euro 5.321,80, mentre per il 2016 fino ad agosto di euro 6.729. Se considero l'intero 2016, il Servizio Civile mi sarà in totale retribuito per mesi 11, fino a novembre 2016, generando un reddito di 4.771,80 euro, che sommati alla pensione di reversibilità per mesi 12 (4.888 euro) genereranno un reddito complessivo di euro 9.659,80. La mia domanda e': poiche' il Servizio Civile non e' considerato attività lavorativa, ho diritto a mantenere la pensione, o si deve considerare comunque un tetto reddituale da non superare per mantenere questa pensione, pur non derivando il reddito in questione da un'attività lavorativa? Grazie e spero di essere stato chiaro.

L'Inps ha esplicitato chiaramente che la frequenza del servizio civile non comporta la sospensione del trattamento di reversibilità (cfr: Circolare Inps 185/2015). Per quanto riguarda più in generale la percezione di redditi da (altre) piccole attività lavorative l'Inps ha precisato che, si considera non ostativo del diritto alla pensione ai superstiti lo svolgimento di attività lavorativa dalla quale derivi un reddito annuo inferiore al trattamento minimo annuo di pensione previsto dall’assicurazione generale obbligatoria maggiorato del 30% (cioè circa 8.490 euro annui ai valori 2016). Nel caso di specie, pertanto, non si ravvisano rischi di una sospensione del trattamento di reversibilità. Che potrà dunque essere ottenuto sino al completamento della durata legale del corso di studi salvo proroga per ulteriori corsi di istruzioni quali master o dottorati di ricerca purchè comunque non oltre il compimento del 26° anno di età.

Seguifb 

Zedde

Il 30 set. p.v. maturo i requisiti per accedere alla pensione anticipata (42 anni e 10 mesi) ed è mia intenzione andare in quiescenza. avendo iniziato l’attività lavorativa alla età di 14 anni rientro fra i cosiddetti lavoratori precoci (l.p.) e, proprio in questi gg le parti sociali stanno discutendo di erogare un “bonus” a tale categoria di lavoratori. la domanda è: cosa mi conviene fare attendere gli eventi o accedere alla pensione il 1° ott. 2016; perché potrò recuperare tale “bonus” in un secondo tempo, pur essendo già pensionato ? desidererei, nel limite del possibile, avere almeno un orientamento di massima.  A nostro avviso, premesso che bisognerà verificare che tipo di modifiche saranno approvate per i precoci (se ci saranno), il lettore difficilmente riuscirà a trarre vantaggio da un eventuale bonus in quanto ha già maturato il requisito pieno per il pensionamento. Questi bonus dovrebbero incidere, peraltro, solo sul conseguimento del diritto alla pensione (e non sulla sua misura) e, pertanto, non ci sarà alcun incremento del trattamento pensionistico rispetto ad una prestazione calcolata senza il bonus. Per questa ragione non si vedono al momento attuale motivi per ritardare ulteriormente la data di pensionamento. 

Salve, mia moglie, dal 1 luglio 2016 beneficia della pensione di vecchiaia da salvaguardia legge 208/2015 di euro lordi 945, nello stesso tempo continua a percepire le pensione/assegno di invalidità civile parziale (77%) di euro 279, la domanda che ci poniamo e questa: perchè quest'ultima prestazione continuano ad erogarla se poi si superano i redditi di 4800 euro circa? dovremmo essere noi a fare presente all'Inps questa situazione? L'assegno mensile di invalidità è cumulabile con eventuali altri redditi soggetti all'Irpef sino ad un massimo di 4800 euro annui. Essendo la prestazione di vecchiaia afferente al Casellario centrale dei pensionati e quindi già conosciuta dall'Inps si ritiene che la revoca della prestazione avverrà d'ufficio al superamento del reddito annuo prestabilito senza necessità di alcuna attivazione da parte dell'interessato. 

Seguifb

Zedde

Buonasera, a fine 2016 avro' 40 anni di contributi.La legge vigente per l'accesso alla pensione anticipata indica 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Come mai il sito dell'inps e anche il vostro calcolatore, mi dicono che per la pensione anticipata dovro' avere 43 anni e 2 mesi di contribuzione.. non capisco, forse mi sfugge qualcosa? L'aumento dipende dalla speranza di vita. Dal 2019 è previsto un nuovo scatto la cui entità ancora non è ufficiale. Le stime pubblicate dalla Ragioneria dello stato nel 2011 indicano che i requisiti saliranno di altri quattro o cinque mesi. Per questo i valori sono pari a 43 anni e 2 mesi di contributi. Ma per il dato ufficiale si deve attendere la fine del 2017. 

Kamsin Sono un esodato escluso dalla seconda salvaguardia l.135 del2012,con messaggio inps n.17606,e collocato in pensione con l.214/11 (fornero).interpellato commissione lavoro camera Risposta: la legge n.135 del 2012 e'chiara e pertanto l'unico modo e' proporre ricorso contro l'inps.Chiedo a voi parere,anche in funzione alle modifiche apportate con la L.n.147/14,se vale la pena ricorrere con ricorso. Chi è incappato nel messaggio inps 17606/2013 ha avuto, in sostanza, la negazione della salvaguardia per aver raggiunto la pensione con i requisiti fornero con gli interventi di integrazione salariale quali indennità di mobilità o trattamento edile. E' vero che la legge nulla dice al riguardo e che sarebbe possibile, dunque, attivare un ricorso legale ma bisogna considerare sia i costi che potrebbero risultare superiori al beneficio da ottenere sia l'esito che non è scontato. A nostro avviso dunque non conviene.  

Salve, ho 56 anni e sono un contributore volontario ante 2007 (in quelli anni i contributori volontari andavano in pensione all'età di 57 anni e 35 anni di contributi). Alla fine di questo anno avrò 1680 settimane di contributi da dipendente (tra azienda e poi in seguito i CV). Inoltre ho 150 settimane di contributi britannici che sono validi per la totalizzazione quindi un totale di 1830 settimane (35 anni e 8 settimane). Da aggiungere anche 165 settimane di Student Credits Britannici (sono contributi figurativi per aver frequentato un corso di istruzione che devono essere presi in considerazione anche se non assimilabili a quelli italiani vedere Circolare INPS 107 del 24-7-2007 e poi anche 27 settimane di contributi disoccupazione in Italia. Le chiedo se riesco ad entrare nell'ottava salvaguardia (se mai entrerà in vigore) tenendo conto dell'immenso sforzo economico nel pagare i contributi volontari e considerando che sono un contributore volontario ante 2007 per cui dovrei mantenere le regole pensionistiche pre Fornero 2011. Con le salvaguardie si rimettono in carreggiata le regole pensionistiche vigenti prima della legge Fornero. Pertanto, se il lettore beneficia(va) della deroga specifica di cui all'articolo 1, comma 8 della legge 243/04 che consentiva agli autorizzati ante 20 luglio 2007 di mantenere l'uscita a 57 anni e 35 di contributi potrebbe, se l'ottava salvaguardia fosse approvata, godere di questo particolare scivolo pensionistico. Già con l'ultima salvaguardia, del resto, alcuni contributori ai volontari ante 2007 sono riusciti a centrare la pensione grazie al "cumulo" delle due deroghe. 

Buongiorno, ho 65 anni disoccupato già da 2 ho sempre lavorato nel privato tranne, per motivi non dipendenti dalla mia volontà, 3 anni iscritto al REC circa 25 anni fa ed ho contributi per 40 anni. Ora mi é stato detto che essendo stato iscritto al REC devo per forza aspettare l'età pensionabile dei commercianti, gradirei sapere se questa disposizione é vera ed eventualmente cosa devo fare per aver diritto al pensionamento. Si ritiene che la risposta sia corretta anche se bisogna rammentare che con la legge Fornero l'età pensionabile dei lavoratori tra lavoratori dipendenti ed autonomi iscritti all'assicurazione generale obbligatoria è stata parificata. Pertanto il lettore deve attendere comunque 66 anni e 7 mesi oppure, in alternativa, 42 anni e 10 mesi di contributi. 

seguifb

Zedde

Salve, sono nata il 24 febbraio del 1955 ho contributi versati dal 1/03/1980, vorrei sapere se posso rientrare nel regime sperimentale di cui alla legge n. 243/2004 e in caso positivo quando dovrei inoltrare la domanda di pensione. Inoltre vorrei sapere se mi conviene attendere la flessibilità in uscita prevista per il prossimo anno. Annunziata da Napoli

Kamsin Nel caso di specie la risposta è positiva in quanto è stato perfezionato il requisito contributivo (35 anni) entro la fine del 2015. Si ricorda che in base all'articolo 1 comma 9 della legge 243 2004, come modificato dall'ultima legge di stabilita' (legge 208/2015) le lavoratrici possono andare in pensione con le regole più favorevoli in vigore fino al 31 dicembre 2007, cioè con almeno 57 anni e 3 mesi di età (58 anni e 3 mesi per le lavoratrici autonome) e 35 di contributi. Entrambi tali requisiti devono essere raggiunti entro il 31 dicembre 2015. Per la decorrenza della pensione, si ricorda, bisogna attendere l'apertura della finestra mobile che è pari a 12 mesi per le dipendenti e a 18 mesi per le autonome. 

Quando si presenta la domanda - La scelta dell'opzione donna viene effettuata nel momento in cui si presenta la domanda di pensionamento (in genere 2-3 mesi prima dell'apertura della finestra).

La decurtazione - Con l'opzione l'importo del trattamento pensionistico viene determinato per intero con il metodo di calcolo contributivo. Cio' inevitabilmente comporta una decurtazione che può essere più o meno intensa a seconda dei casi e della carriera lavorativa: raggiungere anche il 25% dell'importo che si otterrebbe con il sistema di calcolo "tradizionale". Non si può allo stato attuale effettuare un confronto con il progetto del Governo relativo all'APE, il prestito previdenziale, in termini di penalizzazioni sulla pensione perchè ancora non se ne conosce la natura. In ogni caso la lettrice, per accedere all'APE, dovrebbe raggiungere un'età superiore a 62 anni, un'età di gran lunga più elevata rispetto ai requisiti richiesti per l'esercizio dell'opzione donna. 

seguifb

Zedde

Alla data del 31 dicembre 1995, con ricongiunzioni e/o riscatti, posso vantare più di 18 anni di contributi; in precedenza mi avete confermato il diritto alla liquidazione dell’assegno pensionistico con il sistema di calcolo retributivo fino all’anno 2011, e solo dal 1° gennaio 2012 con il sistema contributivo. Sono un di pubblica amministrazione in scadenza di contratto individuale a poco più di due anni dalla pensione. Desidero sapere: se alla scadenza del mio contratto dirigenziale (individuale) mi viene proposto un contratto con una "parte variabile" irrisoria (ma pensionabile), ovvero non mi viene proposto alcun contratto oppure un contratto di "consulenza" con parte variabile pari a zero euro, questa diminuzione della massa stipendiale complessiva (stipendio tabellare + parte fissa + parte variabile) incide solo sulla quota contributiva dell'assegno pensionistico (cioè quella dal 2012)? Questa diminuzione mi può procurare, invece, un forte danno se la pensione viene calcolata sulla base dell'ultimo stipendio complessivo (tabellare + parte fissa + parte variabile = € 0) anche sulla quota retributiva (fino al 2011)?

Kamsin In linea generale la diminuzione della massa stipendiale negli ultimi anni di lavoro produce un minor reddito annuo sul quale sono versati i contributi e, quindi, una riduzione della pensione (o meglio una riduzione rispetto all'importo che sarebbe stato erogato con la corresponsione di tali elementi). Tuttavia, dato che parliamo di elementi variabili della retribuzione (stipendi accessori, incentivi, bonus produttività), elementi che per loro natura non hanno per loro natura caratteristiche di fissità e continuità, bisogna ricordare che essi, per il pubblico impiego, entrano nella base pensionabile solo dal 1996 e pertanto non hanno sostanziale rilevanza nella determinazione della pensione per le anzianità antecedenti a tale data.

Per quanto riguarda le anzianità maturate dopo il 1996 sino alla data di pensionamento questi elementi hanno rilevanza solo se il loro importo risulta superiore al 18% della maggiorazione della base pensionabile composta dallo stipendio tabellare (comprensiva degli scatti di anzianità) della Ria e degli altri assegni pensionabili previsti dal DPR 1092/1973 per i dipendenti delle amministrazioni dello stato (iscritti in cassa Ctps). In sostanza, nel caso di specie, la riduzione degli elementi variabili potrebbe non avere alcuna rilevanza nella determinazione dell'assegno (ove il loro importo fosse inferiore alla predetta maggiorazione). In caso contrario è immaginabile un effetto negativo sulle quote contributive di pensione maturate dopo il 2011. Trascurabile, invece, l'effetto sulla quota B di pensione con riferimento all'anzianità maturata dal 1996 al 2011 in poi in quanto l'incidenza di un calo della retribuzione negli ultimi due anni di lavoro è comunque compensata dal fatto che la retribuzione pensionabile viene determinata sulla base degli ultimi 10 anni. In definitiva solo se il "peso" di questi elementi sullo stipendio complessivo è molto rilevante ci sarà un effetto sulla pensione. In ogni caso si tratterà comunque di un effetto non molto intenso per le ragioni appena esposte. 

Ho 57 anni e sono in mobilita per cessazione di azienda da settembre 2014 fino a Settembre 2017 pero,faccio i 42 anni e 10 mesi a Giugno 2018. Vorrei sapere esiste o è esistita una salvaguardia per il mio caso? La settima salvaguardia ha consentito, tra l'altro, il pensionamento dei lavoratori collocati in mobilità entro il 31 dicembre 2014 la cui azienda è risultata fallita o cessata. A condizione che maturino il requisito ante fornero entro il termine dell'indennità di mobilità o entro l'anno successivo. A conti fatti il lettore avrebbe compiuto 40 anni di contributi nell'agosto 2015 e, quindi, entro il termine dell'indennità di mobilità. Probabilmente averebbe dunque avuto diritto alla salvaguardia. Si consiglia ora di attendere una eventuale ottava salvaguardia in quanto i termini per la presentazione delle domande per la settima sono spirati lo scorso 1° marzo.

seguifb

Zedde

Buongiorno, sono andata in pensione in ottobre 2015 approfittando dell'opzione donna. Mi é stato offerto un lavoro in francia a nizza dove attualmente sono lavoratrice pendolare (parto il lunedi e torno il venerdi). Mi é stato però offerto un lavoro in Italia e vorrei rientare in Italia. Vorrei sapere: - se posso lavorare anche percependo pensione donna - se l'azienda che mi assume può avere dei vantaggi - quali sarebbero i svantaggi o le problematiche che potrei affrontare. Kamsin La risposta si ritiene sia positiva. Ciò in quanto l'incumulabilità della pensione con i redditi da lavoro si applica, in determinate circostanze, solo alle prestazioni liquidate con il sistema contributivo. L'opzione donna è, invece, una prestazione il cui sistema contributivo è limitato alle sole regole di calcolo. La lettrice può dunque continuare a lavorare maturando i relativi contributi al fine di ottenere una integrazione della pensione. A seconda dei casi la lettrice potrà conseguire un supplemento di pensione o una pensione supplementare al compimento dell'età pensionabile di vecchiaia (66 anni e 7 mesi) che andrà ad integrare l'assegno attualmente liquidato attraverso l'opzione donna.  

Buonasera...i miei dati...nato 30/12/1954 assunto 01/11/1979 con il militare al 31/12/2015 anni lavoro 37 tra cassa integ. e mobilita 'sono fuori dal lavoro da parecchi anni senza mai esser stato rioccupato. la mia personale mobilita' scadra' tra un attimo (30/06/2016)dopo i famosi quattro anni. poi nulla so!!!! continuo....a Gennaio 2016 presento tramite patronato domanda per settima salvaguardia (11/01/2016) nel sito inps leggo.... verifica ecc.ecc. leggo ....si!diritto se rientra tra gli ammessi!!! il tutto e' fermo dal 03/06/2016.Cosa devo pensare??? Se visualizza il messaggio "si se rientra tra gli ammessi" è altamente probabile l'inserimento in salvaguardia una volta che l'Inps avrà completato la graduatoria. Sui tempi non si può dire nulla in quanto dipende dall'Inps. 

si chiede quanto segue: nella lettura dell'estratto conto previdenziale ho trovato la dizione D.I Trasf. riscatto e D.I Trasf.Obbligatoria cosa significa ? Il soggetto presenta queste diciture per periodi dal 1978 al 2002 , poi presenta lavoro dipendente dal 2003 al 2011. Vi chiedo cortesemente cosa significa e l'iscrizione possibile alla Cassa ingegneri e di conseguenza la contribuzione versata sarà calcolata a parte o quale soluzione per il conteggio dell'anzianità ai fini pensionistici può essere utilizzata. Quella dicitura dovrebbe indicare la contribuzione versata in qualità di piccolo imprenditore (Ditta Individuale). Per quanto riguarda la contribuzione accreditata in Cassa Ingegneri tale contribuzione può essere unita con quella versata presso l'AGO tramite ricongiunzione (legge 45/90) oppure gratuitamente tramite la totalizzazione nazionale. 

seguifb

Zedde

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