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Domanda per quota 100 con reddito da lavoro autonomo solo nell’anno precedente

18/10/2020 13:03#70654 da Aspes
Va bè il caso vuole che a questi non è servito venire nel forum magari vanno dal Patronato che non sta li a valutare come hai fatto tu, e questi conclude come ritiene opportuno l'impiegato di turno che anche se sbaglia, poi chiede la revisione. Quel dato dei 2 anni serve ad altra cosa che non ci è dato sapere, magari potrebbe essere una regolazione in convenzione tra Inps e la Cassa commercianti per esempio;ribadisco dov'è l'arcano l'ecocert dice in che modo ci sono arrivati i contributi lì è se sono 1 o 2 anni precedenti, al lavoratore non cambia nulla men che meno il dato intacca la metodologia di calcolo della pensione.Per quanto riguarda la parte finale può creare problemi a qualcuno prossimamente. Questo però è come quando si applicano le tasse ai cittadini,si spara sempre nel mucchio, ma se vai a analizzare il principio di riparto non risulta mai equo per tutte le categorie dei contribuenti.

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18/10/2020 10:08#70649 da Over
Concordo che il mio caso non è frequente, ma nemmeno troppo raro perché per i lavoratori privati rimasti senza lavoro quando manca poco alla pensione anticipata la via più semplice per soddisfare i requisiti contributivi è aprire una P.IVA come lavoratore autonomo.

Sul chiarimento che ho richiesto anche i due patronati che ho contattato mi avevano detto che il modulo da compilare fa sorgere il dubbio su cosa rispondere.
Con l’iscrizione alla gestione commercianti limitata ad un anno, sarei propenso anche io ad arrivare alla conclusione che alla domanda “Iscritto nei 2 anni precedenti la data della domanda?” si deve rispondere NO perché va interpretata come “iscritto a entrambi i due anni precedenti”.
L’obiettivo del mio post era quello di verificare se c’erano altri utenti nel forum che avevano affrontato questo caso in aggiunta a chi lo avevo segnalato a inizio 2019 (senza ricevere una risposta).

Continuo però a dire che l’obbligo di inserire i redditi con gli importi maggiori di zero è un errore della procedura INPS e se qualcuno ha tenuto una P.IVA fatturando solo per un anno o senza fatturare a cavallo di due anni (potrà accadere nel 2021 a chi l’ha aperta a fine 2019 e poi nel 2020 l’ha dovuta chiudere a causa della pandemia) avrà problemi a completare la domanda di pensione.

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17/10/2020 14:46#70632 da Aspes
Non mi è capitato proprio il caso specifico che risulta raro, ma ti dico che ho svolto consulenza per quota 100 nel settore pubblico,ascolta mi sono andato a riguardare la procedura della domanda e in particolare la maschera Dichiarazioni, e stando a quello che affermi spero che hai spuntato in ''primis,, la casella Lavoratore dipendente iscritto all'assicurazione generale obbligatoria poi flag su Commerciante e alla risposta successiva devi dire NO (la realtà) ecco perchè ti ho chiesto i dati del 2018 e del 2019 i dati ci sono e sono utili al calcolo,adesso sono più che convinto. Il modulo come è impostato fa sorgere dubbi mentre l'ecocert dice la verità Nella sostanza quando non hai fatto gli ultimi 2 anni nella gestione commerciante non devi dichiarare niente e la maschera inserimento non appare mentre la procedura avanza al passo successivo (dichiarare il reddito di un solo anno come hai inteso tu è un valore non richiesto). Non serve aggiungere altro vai tranquillo.

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16/10/2020 19:30#70629 da Over
Apprezzo i tentativi per aiutarmi, ma vorrei sapere se tu hai realmente provato a compilare la domanda per quota 100 con lavoro da commerciante in uno solo dei due anni precedenti, inserendo i dati con le modalità che suggerisci:

in primis prova a non mettere niente come alternativa sempre alla seconda riga digita 2018 e per il valore digita 0,00


Hai inserito i dati in questo modo e riesci a proseguire al pannello successivo (Modalità di pagamento) senza che ti appaiono i messaggi “Inserire un valore valido per l'anno” oppure “Inserire un valore valido per il reddito” ?

Se invece stai fornendo delle indicazioni “teoriche” ti ringrazio comunque ma devo confermare che non si riesce a proseguire se non si inserisce per entrambi gli anni un importo maggiore di zero (va bene anche 1€, ma non può essere nullo).

Nella discussione:
www.pensionioggi.it/forum/pensioni/8533-...llegare?limitstart=0
questa situazione era già stata illustrata nei post #58983 del 02/02/2019 e #59079 del 02/02/2019 in cui l’utente “sragni” aveva evidenziato:
“No, non accetta alcun valore di Zero (0.00, 0,00, 0....zero in lettere…"zero" tra apici...).
Devi assolutamente inserire un numero in cifre..ad esempio 1 e' accettato..
sono fermo su questo punto..ho provato a contattare il call ceter INPS..che ve lo dico a fa'..tempo perso”

Purtroppo nessuno è riuscito a dargli una risposta né lui ha poi condiviso come ha sbloccato la situazione.

Inoltre non capisco il significato della tua frase finale:

rifaccio la domanda nel estratto all'anno 2018 e all'anno 2019 che valore ci sta, non è marginale come tu dici il versamento dei contributi è soggetto a un valore minimo per la validità dell'accorpamento o meno. A risentirci.


Cosa si intende per validità dell’accorpamento ?
E l’unico concetto che ha a che fare con il valore minimo è il reddito minimo (o minimale di reddito) pari al valore che INPS stabilisce ogni anno per definire i contributi che commercianti e artigiani devono versare come quota minima
Nel 2018 il minimale di reddito era 15.710€, nel 2019 15.878€, ecc. Ma è impensabile che INPS mi chieda di definire, nella dichiarazione della attività lavorative per il 2018, un reddito di 15.710€, visto che nel 2018 non ero nemmeno titolare di P.IVA.

E continuo a ribadire che i miei dati contributivi nell'estratto previdenziale, per il 2018 (Naspi per i primi sette mesi) e per il 2019 (contributi di circa 3,800€ in un anno da commerciante), nulla hanno a che vedere con l’obbligo (che la procedura per la domanda di quota 100 impone a commercianti e artigiani che dichiarano di essere iscritti nei due anni precedenti) di inserire un reddito per entrambi gli anni 2018-2019.

Spero di essere riuscito a spiegarmi meglio e di poter avere, da chiunque abbia avuto una esperienza operativa diretta su casi simili al mio, una risposta al dubbio che ho descritto nel mio primo post:

nella mia situazione posso rispondere NO alla domanda “Iscritto nei 2 anni precedenti la data della domanda?” o se devo rispondere SI come riesco a definire un importo che nel 2018 non potevo avere ?
Grazie

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16/10/2020 17:27#70625 da Aspes
poichè i programmi inps tanvolta hanno delle banalità sul corretto scorrimento delle procedura fai così, annulla completamente la domanda e poi parti da zero facendone un'altra ex novo giunto alla scheda Dichiarazioni fai in questo modo /flag commerciante/flag sì iscritto nei due anni precedenti per il primo anno digita 1919 poi il valore in €. (quello reale) alla seconda riga in primis prova a non mettere niente come alternativa sempre alla seconda riga digita 2018 e per il valore digita 0,00 In secondo luogo rifaccio la domanda nel estratto all'anno 2018 e all'anno 2019 che valore ci sta, non è marginale come tu dici il versamento dei contributi è soggetto a un valore minimo per la validità dell'accorpamento o meno. A risentirci.

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16/10/2020 09:53#70620 da Over
Non capisco bene queste domande su naspi, posizione contributiva, ecc., ma provo a rispondere.
Nel 2018 ho i mesi residui di naspi (erogata dal 2016) ma non sono rilevanti per il quesito che ho posto.

Infatti, in generale, indipendentemente dalla presenza di contributi da lavoro dipendente, napsi o qualunque altro tipo di lavoro, chi si trova in questa situazione:

lavoratore iscritto nell'assicurazione generale obbligatoria come commerciante

deve comunque rispondere alla seguente domanda:

Iscritto nei 2 anni precedenti la data della domanda? SI o NO

Se si risponde NO, si procede senza dover fornire altri dati.

Se si risponde SI c’è l’obbligo di indicare, sia per il 2019 che il 2018, i relativi redditi da commerciante (non da naspi o altro) e gli importi indicati devo essere maggiori di zero, altrimenti non si può proseguire.

Come mi hanno detto due patronati (contattati telefonicamente) è un dato di fatto che la suddetta domanda sulla iscrizione è posta in modo assolutamente fuorviante ed errata perché si potrebbe essere iscritti in entrambi gli anni precedenti (e non è il caso mio) mantenendo la P.IVA attiva ma senza aver prodotto alcun fatturato (tenendo presente che i commercianti e gli artigiani devono pagare i contributi anche con fatturato nullo).
In tal caso, con l’obbligo di inserire gli importi per due anni, non so come si riesce a superare questo problema, perché il messaggio:

Inserire un valore valido per il reddito

è bloccante e la procedura non consente di andare avanti (quindi non si riesce a inviare la domanda di pensione, a meno di non dichiarare il falso e rispondere NO).

Nel mio caso, in cui l’iscrizione alla gestione commercianti è limitata al 2019, sto cercando una conferma che la frase “Iscritto nei 2 anni precedenti la data della domanda” debba essere interpretata come iscrizione a ENTRAMBI i due anni precedenti e non a UNO SOLO di essi.
Per avere questa conferma mi servirebbe una risposta da chi, nel forum, ha realmente trasmesso la richiesta per quota 100 avendo reddito da lavoro autonomo solo in uno dei due precedenti anni oppure collabora con un patronato ed ha già affrontato questa specifica situazione.
Grazie

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