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le criticità delle salvaguardie che creano disparità tra i lavoratori causa i "paletti"

19/10/2016 13:26#31894 da giorgia chicco
Le criticità da risolvere sono tante!!!!!!

COME IL PROBLEMA SALVAGUARDIA


La prima cosa da fare:

Se si vuole mantenere il paletto 31.12.2011
bisognerebbe considerare esodati solo le persone che hanno firmato e depositato accordi presso gli enti competenti (cancelleria dei tribunali, Ministero) entro e non oltre il 31.12.2011 diventando così atti pubblici e non quelli che hanno firmato accordi privati mai depositati o depositati dopo la riforma Fornero per poter così andare in pensione beneficiando delle vecchie regole!!!!

E prendere in considerazione anche i LAVORATORI DELLE MULTINAZIONALI, che
finora sono stati esclusi in quanto queste aziende, poiché sono MULTINAZIONALI, non "cessano" e non sono soggette a procedure fallimentari......in quanto hanno sedi in tutta Italia e nel mondo.

La seconda cosa da fare:

Ricordo che c'è stato il decreto legge 101/2013 che allunga fino a tutto il 2016 la validità dei requisiti pensionistici pre-riforma Fornero per consentire di mandare in pensione il personale in soprannumero nella pubblica amministrazione.

Perché questo non è stato fatto anche per i lavoratori del settore privato evitando così il problema esodati??????

La terza cosa da fare:

Sono state creato con tutte queste salvaguardie una incolmabile disparità tra i lavoratori e lo posso dimostrare con un esempio vero e concreto in quanto conosco bene le pratiche.

Ci sono due i lavoratori (serie A e serie B) che hanno un denominatore comune cioè quello di aver perso il posto di lavoro .

Il lavoratore di serie A ha subito il licenziamento, nel 2011 a 53 anni

Il lavoratore di serie B ha subito il licenziamento nel 2014 a 59 anni, quindi ad un'età più avanzata.

Il lavoratore di serie A (di 58 anni) ha raggiunto (calcoli fatti dall'INPS) i requisiti per il pensionamento con le vecchie regole in data 31.12.2016 visto che la decorrenza della pensione è il 01.01.2017 di fatto la sua domanda di 7 salvaguardia è stata accettata

Il lavoratore di serie B ( di 61 anni) ha già raggiunto (calcoli fatti all'INPS) i requisiti per il pensionamento con le vecchie regole (prima del lavoratore di serie A) visto che la decorrenza della sua pensione sarebbe il 01.11.2016 due mesi prima del lavoratore di serie A ma la sua domanda di 7 salvaguardia non è stata accettata perché l'accordo di mobilità non risulta stipulato entro il 31.12.2011 pertanto non ha diritto di percepire la pensione e deve ancora aspettare.

Il lavoratore di serie A (58 anni) si gode la pensione 5 anni prima del lavoratore di serie B (63 anni).

Di fatto solo il lavoratore di serie B paga l'aspettativa della vita, solo il lavoratore di serie B pur lavorando di più, per gli ultimi 3 anni di contributi versati non percepisce un centesimo in più di pensione...........e deve ancora attendere e pagare.

Secondo me avere, per i lavoratori di serie A dopo 6 anni, ancora una " tutela esclusiva" (basata solo sulla data di quando si è perso il lavoro 2011) che non permette di tutelare anche i lavoratori di serie B si può definire dopo 6 anni un privilegio di serie A.

Visto che le salvaguardie sono state pensate per "alleviare" gli effetti della legge Fornero, per le notevoli differenze sopra esposte (tra il lavoratore di serie A e il lavoratore di serie B)

RIPETO CHE SAREBBE PIU' EQUO CONSIDERARE L'ETA' E LA CONTRIBUZIONE ACCREDITATA ANZICHE' QUANDO SI E' PERSO IL LAVORO
ALMENO PER LA PROSSIMA OTTAVA SALVAGUARDIA PREVISTA NEL 2017

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