Buonasera amici...innanzitutto buon anno e poi vengo a dirvi:
la situazione si è ulteriormente complicata con la mancata approvazione di una nona salvaguardia. Però scorrendo la rete sul discorso pensioni ho notato che non tutto è perduto per andare eventualmente in pensione. Ecco la mia situazione:
- nato nel febbraio del 1958
- tra 80 e 82 versati 39 settimane di contributi (vari lavori)
- dal 6/12/82 al 15/04/2016 in continuità di contributi (anche se dal 31/10/2008 al 15/04/16 in cigs - accordo aziendale per crisi ed eventuale accompagnamento alla pensione)
- dal 22/04/16 al 22/10/17 in mobilità
- dal 23/10/17 al 22/10/19 con biennio aggiuntivo alla mobilità coperto con un fondo di solidarietà trasporto aereo
- non sono entrato nell'ottava salvaguardia perché non licenziato entro 31/12/14 (e pensare che me l'avevano proposto, ma mi sono illuso in una ripresa dell'azienda e volevo rientrare a lavoro. Purtroppo dopo mesi di trattative in concordato preventivo con curatela fallimentare, l'azienda è stata fatta fallire nel settembre del 2015).
Questo è il quadro pietoso: a novembre del 2019 mi troverò senza sussidio e senza lavoro alla soglia dei miei 62 anni (che compirò il 14/02/2020) ci vorranno 63 anni e cinque mesi per un'eventuale (non certa) ape sociale o volontaria (sigh).
Che prospettive ci sono, secondo le vostre conoscenze e competenze e quali possibilità posso sfruttare tra gli emendamenti della legge di bilancio 2018 e legge fornero per un'anticipo pensionistico? (spero non mi direte: devi morire)
A voi l'ardua sentenza! Grazie