Avrò 43anni e 2mesi di contributi l' 1.9.2018, data del pensionamento.
Nel 2013 feci domanda di riscatto università e da pochi mesi sono inizate le trattenute mensili sullo stipendio, per durata decennale. Vorrei ora interrompere tali pagamenti. Mancano soli 5 mesi alla pensione, per cui l'INPS intende opporsi (spiegando ufficiosamente che li costringo ad un nuovo calcolo, visto che interrompendo diminuisce di conseguenza il periodo universitario di fatto riscattato) .
Il calcolo del riscatto è procedura laboriosa, per questo all'INPS mi rispondono ufficiosamente che non c'è più il tempo materiale per tale calcolo, visto che devono già ora provvedere a determinare l'entità dell'assegno pensionistico, per poter rientrare nei tempi della normale erogazione della pensione (dal 1settembre prossimo).
Per me proseguire i pagamenti comporta una cifra non da poco: 15000 € . Quindi cerco di capire se posso ugualmente esigere l' INTERRUZIONE delle trattenute: il riscatto non mi interessa per incrementare l'assegno pensionistico (i 15mesi in riscatto non credo che mi diano incremento significativo della pensione) ma lo faccio solo per il diritto a pre-pensionamento.
Ho anche inviato una LIBERATORIA in cui li autorizzo a posticipare di 1anno l'erogazione dell'assegno pensionistico, pur di poter ora interrompere il pagamento in corso. Ma si oppongono ugualmente (forse è un patto non ammissibile...?).
La spiegazione ufficiale è che avendo sottoscritto il decreto non posso nei fatti recedere (ma ciò non è vero e lo sanno tutti). Mi chiedo se non posso obbligarli a ricalcoli posteriori con conguaglio in corso di pensione.