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Malattia all'estero accreditata fittizia come si considera in Italia ai fini del calcolo contributi utili

13/02/2019 14:01#59607 da Michele Catalano
Certo, è quello che sospettavo e che ritengo discriminatorio per gli artigiani che lavorano da soli.

Grazie

Saluti

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13/02/2019 12:51#59602 da Ilario Sabbadini
Il problema pertanto non è il fatto che non può accedere alla misura riservata ai precoci.

Il problema sta nel fatto che le mansioni gravose sono riservate ai lavoratori dipendenti.

Purtroppo nessuna scappatoia.

Ilario Sabbadini
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12/02/2019 23:07#59583 da Michele Catalano
Innanzi tutto grazie per la risposta.

Io sono artigiano edile dal 2012 dunque a giugno 2019 sono 7 anni consecutivi dunque rientrerei nei lavori usuranti.

L'inps richiede la compilazione di una dichiarazione del datore di lavoro dunque io non essendo dipendente non posso produrla.

In questo sito lo spiega bene

www.pensionielavoro.it/site/home/lavori-...-albo/artigiani.html

Se conosci una scappatoia o un testo che mi possa mi possa aiutare passarmelo per cortesia

Grazie

Saluti

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12/02/2019 22:31#59579 da Ilario Sabbadini
1. la malattia: ha ragione l'inps! Il principio della totalizzazione in ambito internazionale si fonda sul considerare i contributi versati all'estero, fittiziamente come se versati in italia. Pertanto i contributi accreditati in Francia come malattia saranno considerati in Italia come tali, applicando pertanto il limite di accredito dei 22 mesi.

2. Il motivo per cui non può rientrare tra i lavoratori precoci non può essere l'iscrizione alla gestione artigiani, in quanto la possibilità è estesa anche a quelli. Deve però considerare che non è sufficiente l'anno di contributi prima dei 19 anni di età, ma deve sussistere anche una dei 5 profili di tutela:
1. La disoccupazione
2. L'assistenza ad un disabile
3. essere invalido da 74% in su
4. Lavoratore dipendente addettoad una delle 15 attività gravose
5. Lavoro usurante o notturno.

Se non rientra in una di queste categorie non può accedere al beneficio dei precoci.

Ilario Sabbadini
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06/02/2019 20:00#59238 da Michele Catalano
Ho lavorato dal 2001 al 2010 in Francia, in questo periodo ho fatto 3 anni consecutivi di malattia (mallattia di lunga durata), l'INPS dice che non può considerarla tutta poichè la deve calcolare come per chi ha lavorato solo in Italia (credo i 22 mesi).
Secondo me si sbagliano poichè la Francia gli ha considerati accreditati e nulla hanno a che vedere con la legge italiana.

Ho 58 anni e ne faccio 59 ad agosto 2019 - ho contributi totali per 42 anni a dicembre 2018 compresi i 10 anni di Francia e la malattia estera.
Ho iniziato a contribuire a gennaio 1977, e sono artigiano dal 2012.(*)
(*) per questa ragione mi dicono che non posso usufruire della legge dei precoci, è vero?

Qualcuno mi sa dire come stanno le cose?

Grazie

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