Mia sorella, invalida all'80% e con marito non deambulante e invalido al 100%, è in pensione dal 31.12.17. Alla data odierna, l'INPS non concede il trattamento pensionistico.
La domanda di pensionamento, dopo ampie rassicurazioni del patronato, non è stata accolta per i motivi che vado a rappresentare:
- 37 anni di lavoro effettivo;
- ricongiunzione laurea con pagamento negli anni 90 di 12 milioni delle vecchie lire avvenuta tramite pagamenti mensili di 60 rate ampiamente documentati tramite bollettini originali;
- lettera con la quale l' INPDAP (ora INPS) riconosce l'avvenuta ricongiungione;
- successiva lettera a distanza di una settimana (sempre a firma delle medesima dirigente ora in pensione) con la quale si riferisce che per pagare il riscatto della laurea bisogna versare 11mila e rotti euro.
A questo punto, dietro consiglio del patronato,viene suggerito di firmare per presa visione la ricongiunzione e rifiutare invece il pagamento di quest'ultima cifra.
Ora succede che i competenti uffici INPS rifiutano di ammettere a pensione mia sorella poiché, a suo tempo, non doveva essere effettuata ricongiunzione, ovvero avrebbe dovuto pagare la cifra degli 11mila euro per accedere a pensione, riscattando la laurea (questo consentirebbe tra l'altro di raggiungere i 18 anni retributivi al 31.12.95).
È possibile che l'INPS stia prendendo una cantonata?
Se gli hanno permesso di ricongiungere la laura mediante pagamento è colpa di mia sorella?
Sono 5 mesi pieni che non percepisce pensione....
Chiedo consigli (stò prestando euro a mia sorella a cause della loro situazione....).