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Versamenti volontari o versamenti minimi?
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16/09/2020 12:05 - 16/09/2020 12:08#70272
da Domino
Risposta da Domino al topic Versamenti volontari o versamenti minimi?
Prima di provare a darti una risposta faccio una premessa.
La nota che hai indicato compare negli estratti conto previdenziali di chiunque sia iscritto alla gestione Artigiani & Commercianti indipendentemente dal loro reddito e dal fatturato che hanno prodotto.
Con tale nota INPS informa il contribuente che dovrà attendere i dati che gli comunicherà l’Agenzia delle Entrate con la dichiarazione dei redditi. Solo in tal modo INPS potrà infatti verificare se c’é stato un reddito superiore al minimale e, in tal caso, se sono stati versati anche i relativi contributi, oltre a quelli sul minimale di reddito.
Ad esempio, per il 2020, solo quando verrà trasmessa la dichiarazione dei redditi 2020 entro l’autunno 2021, l’Agenzia delle Entrate potrà poi inviarne i dati a INPS (e ciò accadrà dal 2022 in poi).
Da quanto ho appreso da un funzionario INPS, i contribuiti versati nella gestione Artigiani & Commercianti vengono comunque ritenuti validi a tutti gli effetti (“salvo verifiche e accertamenti” sui dati reddituali ricevuti dall’Agenzia delle Entrate).
Ma come ho già scritto in un’altra discussione:
dal punto di vista previdenziale, un patronato mi ha detto che (cito testualmente) “ci potrebbero essere verifiche ispettive INPS per valutare eventuali forme di elusione di contributi e anche se, a rigore, non dovrebbe esserci un vero e proprio obbligo di generare reddito e produrre fatture potrebbe essere opportuno emetterne qualcuna, sia pure in modo limitato”.
In questi termini è comunque solo un suggerimento, peraltro espresso da un singolo patronato, mentre altri patronati potrebbero darti informazioni completamente diverse.
In generale, come io stesso ho scoperto di recente, per chi viene da una lunga contribuzione da lavoro dipendente e, cessato il lavoro, sta cercando un modo (poco oneroso) per continuare a versare contributi, l’apertura di una P.IVA e l’iscrizione alla gestione Artigiani & Commercianti offre “interessanti opzioni” per conseguire notevoli risparmi negli importi dei contributi da versare.
Nel mio caso, un anno di versamenti volontari (calcolati sull’ultimo anno di lavoratore dipendente) mi sarebbe costato 28K e un anno di riscatto laurea (in FPLD) 26K.
A seguito della mia iscrizione come Artigiano (fatta all’inizio di quest’anno) un anno di contributi costa invece solo 3.800€ e sono riuscito a riscattare 4 anni di laurea ad un costo totale di 11K.
E tutto ciò dovrebbe essere valido anche in assenza di fatture perché per “minimale di reddito” si dovrebbe assumere anche un reddito nullo.
Ma per mia cautela ho deciso di seguire il suggerimento del patronato e nella dichiarazione dei redditi che presenterò il prossimo anno sarà indicato il fatturato che ho generato nel 2020.
Nel tuo caso, per gli anni scorsi ovviamente non si può fare nulla (e probabilmente non hai avrai problemi) ma sei hai la possibilità di emettere qualche fattura d’ora in avanti male non fa...
Ovviamente quanto ho scritto si basa solo sulla mia esperienza personale e sulle informazioni che ho raccolto, ma è anche vero che se interpelli vari patronati e consulenti INPS sentirai le cose più strampalate che si possono immaginare.
Resta però il fatto che, come ho già detto e come tu stesso hai verificato, la gestione Artigiani & Commercianti offre “interessanti opzioni”...
La nota che hai indicato compare negli estratti conto previdenziali di chiunque sia iscritto alla gestione Artigiani & Commercianti indipendentemente dal loro reddito e dal fatturato che hanno prodotto.
Con tale nota INPS informa il contribuente che dovrà attendere i dati che gli comunicherà l’Agenzia delle Entrate con la dichiarazione dei redditi. Solo in tal modo INPS potrà infatti verificare se c’é stato un reddito superiore al minimale e, in tal caso, se sono stati versati anche i relativi contributi, oltre a quelli sul minimale di reddito.
Ad esempio, per il 2020, solo quando verrà trasmessa la dichiarazione dei redditi 2020 entro l’autunno 2021, l’Agenzia delle Entrate potrà poi inviarne i dati a INPS (e ciò accadrà dal 2022 in poi).
Da quanto ho appreso da un funzionario INPS, i contribuiti versati nella gestione Artigiani & Commercianti vengono comunque ritenuti validi a tutti gli effetti (“salvo verifiche e accertamenti” sui dati reddituali ricevuti dall’Agenzia delle Entrate).
Ma come ho già scritto in un’altra discussione:
dal punto di vista previdenziale, un patronato mi ha detto che (cito testualmente) “ci potrebbero essere verifiche ispettive INPS per valutare eventuali forme di elusione di contributi e anche se, a rigore, non dovrebbe esserci un vero e proprio obbligo di generare reddito e produrre fatture potrebbe essere opportuno emetterne qualcuna, sia pure in modo limitato”.
In questi termini è comunque solo un suggerimento, peraltro espresso da un singolo patronato, mentre altri patronati potrebbero darti informazioni completamente diverse.
In generale, come io stesso ho scoperto di recente, per chi viene da una lunga contribuzione da lavoro dipendente e, cessato il lavoro, sta cercando un modo (poco oneroso) per continuare a versare contributi, l’apertura di una P.IVA e l’iscrizione alla gestione Artigiani & Commercianti offre “interessanti opzioni” per conseguire notevoli risparmi negli importi dei contributi da versare.
Nel mio caso, un anno di versamenti volontari (calcolati sull’ultimo anno di lavoratore dipendente) mi sarebbe costato 28K e un anno di riscatto laurea (in FPLD) 26K.
A seguito della mia iscrizione come Artigiano (fatta all’inizio di quest’anno) un anno di contributi costa invece solo 3.800€ e sono riuscito a riscattare 4 anni di laurea ad un costo totale di 11K.
E tutto ciò dovrebbe essere valido anche in assenza di fatture perché per “minimale di reddito” si dovrebbe assumere anche un reddito nullo.
Ma per mia cautela ho deciso di seguire il suggerimento del patronato e nella dichiarazione dei redditi che presenterò il prossimo anno sarà indicato il fatturato che ho generato nel 2020.
Nel tuo caso, per gli anni scorsi ovviamente non si può fare nulla (e probabilmente non hai avrai problemi) ma sei hai la possibilità di emettere qualche fattura d’ora in avanti male non fa...
Ovviamente quanto ho scritto si basa solo sulla mia esperienza personale e sulle informazioni che ho raccolto, ma è anche vero che se interpelli vari patronati e consulenti INPS sentirai le cose più strampalate che si possono immaginare.
Resta però il fatto che, come ho già detto e come tu stesso hai verificato, la gestione Artigiani & Commercianti offre “interessanti opzioni”...
Ultima Modifica 16/09/2020 12:08 da Domino.
Ringraziano per il messaggio: woody4165, Over, Cometa
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- woody4165
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16/09/2020 08:08#70265
da woody4165
Versamenti volontari o versamenti minimi? è stato creato da woody4165
Buongiorno a tutti
Sono stato un lavoratore dipendente dal 1990 al 2016 e dal 2017 ho aperto una partita IVA per agente di commercio con la quale però non ho mai fatturato per svariati motivi.
Nel frattempo, nonostante non avessi reddito da lavoro, ho iniziato a versare all'INPS le quote minime.
Dall'estratto conto vedo una nota relativa a questi versamenti:
0) Contributi accreditati in base ai versamenti effettuati: sono pienamente utilizzabili se il reddito corrisponde a quello fiscalmente accertato.
Questi contributi saranno validi, non avendo un reddito per quegli anni?
Esiste un'alternativa che mi consenta di continuare a versare dei contributi finché non trovo un nuovo lavoro, che al momento non è per niente facile per un 55enne...
Grazie
Sono stato un lavoratore dipendente dal 1990 al 2016 e dal 2017 ho aperto una partita IVA per agente di commercio con la quale però non ho mai fatturato per svariati motivi.
Nel frattempo, nonostante non avessi reddito da lavoro, ho iniziato a versare all'INPS le quote minime.
Dall'estratto conto vedo una nota relativa a questi versamenti:
0) Contributi accreditati in base ai versamenti effettuati: sono pienamente utilizzabili se il reddito corrisponde a quello fiscalmente accertato.
Questi contributi saranno validi, non avendo un reddito per quegli anni?
Esiste un'alternativa che mi consenta di continuare a versare dei contributi finché non trovo un nuovo lavoro, che al momento non è per niente facile per un 55enne...
Grazie
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