Redazione

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- Roma, 6 giu. - L'Usigrai sospende lo sciopero dell'11 giugno. E' quanto si legge in una nota del sindacato, che spiega: "L'Usigrai e' riuscita a ottenere che si mettesse al centro dell'agenda politica il futuro e lo sviluppo della Rai Servizio Pubblico. E' su questo che continuera' sempre piu' forte e determinato l'impegno e la mobilitazione delle redazioni. Non accetteremo politiche di corto respiro". La decisione - spiega la nota - arriva dopo il voto a larghissima maggioranza delle assemblee tenute nelle ultime 48 ore in tutte le redazioni d'Italia, alle quali il sindacato dei giornalisti della Rai aveva chiesto il congelamento dello sciopero alla luce delle positive novita' ottenute grazie all'iniziativa sindacale di queste settimane. "La riforma della Rai, l'anticipo della Concessione di Servizio pubblico di 2 anni, la lotta all'evasione del canone, norme per 'rottamare' i partiti e i governi del controllo della Rai - scrive l'esecutivo Usigrai - sono finalmente al centro del dibattito politico, cosi' come chiesto dall'Usigrai nell'assemblea aperta dell'8 maggio a Roma. Ora vediamo se il governo e' in grado di tenere il passo della sfida riformatrice o sono solo annunci". Restano tuttavia "tutte le preoccupazioni e contrarieta' per la vendita di quote di RaiWay fatta solo per far cassa, senza una idea strategica per il Paese sul tema delle torri di trasmissione. E la nostra convinzione che il prelievo di 150 milioni di euro, versati dai cittadini per il Servizio Pubblico, sia illegittimo. Su questo, governo e parlamento devono una risposta anche all'Ebu (l'Associazione dei Servizi pubblici europei), che ha lanciato l'allarme al presidente della Repubblica Napolitano sul rischio per l'indipendenza del Servizio Pubblico". L'Usigrai "riterrebbe grave che il direttore generale della Rai e il CdA non agissero a tutela del patrimonio aziendale avviando urgentemente un ricorso. Urgenza che invece il Dg, senza neanche essere riuscito a parlare con il presidente del Consiglio per chiedere i programmi del governo sul Servizio Pubblico, ha ritenuto di dover avere per mettersi a lavorare sulla vendita di RaiWay e potendo cosi' scrivere un nuovo piano industriale, ancor di piu' immotivato alla luce del fatto che il prelievo non e' strutturale". In ogni caso, conclude la nota, prima di ipotizzare qualunque progetto, il dg si facesse chiarire dall'azionista margini e tempi del suo mandato. Pur assumendo una decisione diversa da altre sigle sindacali, pretendiamo il massimo rispetto per chi ha scelto di confermare lo sciopero: un diritto garantito dalla Costituzione che non puo' essere deriso con commenti e termini sprezzanti". .
- Santa Margerita Ligure, 6 giu - Il ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha affermato di essere "molto fiduciosa che si riesca ad approvare"la riforma del Senato, e, ha aggiunto, "sono fiduciosa che si arrivi" alla sua approvazione "in tempi brevi, sicuramente prima dell'estate". Il ministro ha parlato nel corso del convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria in corso a Santa Margherita Ligure.
- Santa Margerita Ligure, 6 giu - Il ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha affermato di essere "molto fiduciosa che si riesca ad approvare"la riforma del Senato, e, ha aggiunto, "sono fiduciosa che si arrivi" alla sua approvazione "in tempi brevi, sicuramente prima dell'estate". Il ministro ha parlato nel corso del convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria in corso a Santa Margherita Ligure. "Non e' una riforma facile, altrimenti la avrebbe fatta qualcun altro, dato che sono 20 anni che ne parliamo, pero' non ci spaventa cio' che non e' facile, anzi, e' una sfida in piu'", ha proseguito il ministro, che ha definito la riforma "un obbligo morale che ci siamo assunti con i cittadini". Boschi si e' detta "non convinta della bocciatura di Forza Italia" della riforma. "Ci sono ancora dei punti da definire", ha spiegato. Quanto ai politici corrotti, Bochi ha affermato che "per noi chi ruba e chi corrompe compie alto tradimento nei confronti della Repubblica ed e' giusto che siano fuori anche loro". Poi il ministro ha garantito Tempi brevi per conferire a Raffaele Cantone i poteri necessari per vigilare sui contratti e garantire la legalita' per Expo. "Stiamo lavorando ai poteri del Commissario - ha detto Boschi - che andranno conferiti a breve, probabilmente la prossima settimana". Il punto per quanto riguarda Expo e' che "non possiamo bloccare i cantieri", ma allo stesso tempo, bisogna garantirne la preparazione e lo svolgimento "nell'assoluta legalita'". .
- Roma, 9 lug. - Il Presidente del consiglio dei ministri ha informato il Consiglio dei ministri sull'intendimento del Governo di nominare il nuovo commissario straordinario per la societa' ILVA, in considerazione della scadenza dell'incarico conferito a Enrico Bondi lo scorso anno. Il nuovo commissario straordinario sara' Piero Gnudi. Lo si legge nel comunicato di palazzo Chigi. .

- Santa Margherita Ligure, 6 giu. -  Fiducia "a tempo" al governo, no alle delocalizzazioni selvagge, fiducia nella possibilita' di saper creare un milione di posti di lavoro. E' in sintesi la posizione espressa dai Giovani imprenditori di Confindustria, riuniti a Congresso a Santa Margherita Ligure. Il presidente, Marco Gay, e' tornato sul recente voto alle elezioni europee, un "voto che grida cambiamento e responsabilita'". La fiducia ottenuta dal partito del premier Matteo Renzi, per Gay, "e' una fiducia che si misurera' sulle capacita' di rispettare gli impegni". "L'Italia ha un governo a cui gli italiani hanno chiesto di non perdere tempo" e "noi Giovani imprenditori siamo qui per dire: presidente Renzi, lavoriamo uniti. Abbiamo responsabilita' distinte, ma insieme possiamo arrivare piu' lontano".

Al governo, i Giovani imprenditori, attraverso il loro presidente, chiedono "una politica industriale ambiziosa e coerente. Una strategia condivisa da decisori e da attori privati, che tenda a realizzare una visione ambiziosa e coerente del nostro ruolo in Europa, e del ruolo dell'Europa nel mondo". In particolare, ha sottolineato Gay, "vogliamo una prospettiva progettuale e decennale, perche' chi fa impresa ha bisogno di orizzonti piu' ampi per investire".

E ancora. Delocalizzare solo per cercare manodopera piu' a buon mercato "non e' un'opzione imprenditoriale" e "chi non accetta che il legittimo profitto sia indissolubilmente legato al territorio che lo genera" deve uscire da Confindustria. "Non abbiamo paura a dirlo: la delocalizzazione di quelle imprese che producono utili ma che vanno alla ricerca di manodopera sempre piu' sottopagata, sradicando ricchezze produttive che hanno segnato la storia di intere citta' e distretti, oggi non puo' piu' essere considerata una qualsiasi opzione imprenditoriale".

Marco Gay, risponde, a distanza di tempo, e senza mai citarlo, all'ex premier di Silvio Berlusconi che in passato aveva garantito la possibilita' di creare di un milione di posti di lavoro. "Qualcuno anni fa ha promesso all'Italia di creare un milione di posti di lavoro; ci ha firmato un contratto: noi come imprenditori di contratti ne firmiamo ogni giorno. E li rispettiamo". "La nostra sfida" - ha aggiunto - "e' quella di creare non solo posti di lavoro ma anche nuovi imprenditori: nel nostro movimento siamo 13mila, se ciascuno di noi incubasse o contribuisse alla creazione anche solo di una start up, in poco tempo avremmo 10mila nuove imprese.

In termini di occupazione" - ha concluso - "significa molto piu' di un milione di posti di lavoro. Molti lo stanno gia' facendo, molti altri inizieranno a farlo?". Infine un riferimento all'Europa. Il semestre europeo va abolito perche' un'Europa che ha "sprecato se stessa" diventi "veramente Europa". "Le formazioni antieuropeiste hanno sbancato ovunque ma oggi, mentre succede questo, proprio in quei Paesi che piu' degli altri hanno tratto vantaggio dal mercato unico europeo, gli italiani hanno saputo dire: facciamo l'Europa nuova", ha dichiarato Gay, "per questo oggi c'e' una coincidenza irripetibile, fra quello che si vuole e quello che si puo' fare".

"Sia chiaro, come italiani non abbiamo usato l'Europa come potevamo; abbiamo sprecato i margini di risparmio derivati dalla stabilita' dell'euro, sperperato la progettualita' offerta dai fondi strutturali, utilizzato i posti al Parlamento europeo piu' per riciclare seconde e terze linee di politici che non per mandare avanti le teste piu' competenti", ha detto ancora il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, "ma e' soprattutto l'Europa che ha sprecato se stessa".

"Siamo consapevoli che il nostro semestre europeo e' una buona occasione per rimediare, una grande opportunita' che l'Italia ha per dettare l'agenda", ha aggiunto Gay, "e noi vorremmo che il primo punto all'ordine del giorno fosse proprio l'abolizione del semestre stesso; non perche' vogliamo abolire l'Europa, all'opposto, perche' vogliamo che diventi veramente Europa, anzi, Stati Uniti d'Europa. C'e' un presidente del Consiglio europeo, nominato per due anni e mezzo: ci sembra che possa bastare".

"In questi giorni e' in corso la mid-term review di Europa 2020' e l'Italia ha la possibilita' di lanciare una sfida tanto chiara quanto visionaria: la guerra del 3%", ha proseguito Gay, "dopo anni di dibattito sterile e spesso deprimente sul rispetto dell'ormai tristemente famoso parametro di Maastricht, vorremmo che l'Italia e l'Europa si impegnassero al raggiungimento di un altro 3%, quello degli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo. Non solo: vorremmo che quello che si investe per raggiungere questo 3%, simbolo di crescita, non venga computato per il calcolo dell'altro 3%, simbolo del rigore".

"Le spese in ricerca e sviluppo, percio', non possono a nostro avviso essere limitate da un vincolo di bilancio", ha concluso il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, "questa e' la guerra del 3% che lanciamo, una sfida per tornare a crescere".

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