Redazione
Riforme avanti, il testo approda in Aula al Senato
Mercoledì, 09 Luglio 2014Delega Fiscale, scatta l'allarme sulle tasse delle sigarette elettroniche
Giovedì, 10 Luglio 2014I prezzi dei flacconi di ricarica delle e-cig sarebbero quintuplicati se passasse la proposta nella bozza di decreto legislativo che punta a riordinare la tassazione sui tabacchi e le sigarette elettroniche. Kamsin Lo denuncia Anafe-Confindustria, associazione nazionale produttori fumo elettronico, "sgomenta di fronte all'ennesimo tentativo di distruggere il settore della sigaretta elettronica, senza che si sia mai aperto un serio e reale confronto tra le istituzioni e gli operatori come invece previsto dal Tavolo aperto lo scorso febbraio".
A seguito di una prima analisi della bozza del D.lgs su accise e imposte di consumo applicate ai tabacchi e alle sigarette elettroniche, Anafe-Confindustria rileva che, nonostante l'ordinanza del Tar Lazio confermata dal Consiglio di Stato che ha sospeso l'imposta di consumo pari al 58,5% del prezzo di vendita, rinviando gli atti alla Corte Costituzionale, il Governo sembra voler andare avanti sulla strada di una imposizione fiscale che non consideri le peculiarita' del settore. "In primo luogo", spiega il presidente di Anafe-Confindustria, Massimiliano Mancini, "le sigarette elettroniche continuano ad essere ciecamente assimilate al tabacco. Questa volta cercando di trovare un'equivalenza impossibile da stabilire tra una svapata e un tiro di sigaretta".
Una metodologia cosi' congegnata "da' la sensazione che per il Governo l'unica preoccupazione sia tassare per provocare la sparizione del prodotto, e cio' anche senza alcun riguardo per il diritto alla salute e persino per le casse dello Stato che, sino ad ora, ci hanno solo rimesso. Il tutto ricordando sempre che l'Italia e' l'unico paese occidentale a tassare la sigaretta elettronica".
Zedde
Camera: si' all'indennita' ai parlamentari arrestati
Mercoledì, 09 Luglio 2014Riforme: posticipato esame Senato. Finocchiaro, definire passaggi importanti
Mercoledì, 09 Luglio 2014- Roma, 9 lug. - Slitta a domani l'avvio dell'esame, da parte dell'Aula del Senato, del pacchetto delle riforme costituzionali che prevedono la revisione del Titolo V e la trasformazione del Senato. A chiedere la proroga Anna Finocchiaro, la presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama. L'esame avrebbe dovuto iniziare oggi alle 9, iniziera' invece domani alle 16,30. "Dobbiamo definire alcuni passaggi importanti", ha spiegato Finocchiaro. Ragion per cui il Presidente Pietro Grasso ha indetto la capigruppo e di comune accordo si e' deciso di soprassedere per 36 ore sull'orario previsto. Intanto Grillo, dal suo blog, motteggia: "Il Patto del Nazareno e' un salvancondotto per il culo di Berlusconi, che in cambio garantisce il suo appoggio al governo e al disegno controriformista di Napolitano". I passaggi importanti citati oggi da Finocchiaro sono molti, e discretamente complessi. Intanto nessuna Regione potra' avere meno di due senatori e i seggi sono attribuiti con sistema proporzionale (in altre parole: addio Senato eletto direttamente dai cittadini, in compenso ci sara' una divisione dei seggi in base al criterio proporzionale). I senatori, poi, saranno 100: 95 rappresentano le istituzioni territoriali e cinque sono nominati dal Capo dello Stato. La durata del mandato dei senatori coincidera' con quella degli organi delle istituzioni territoriali nelle quali sono stati eletti. Arrivano quindi le liste bloccate, in ossequio ad un principio che si sta inserendo anche nell'Italicum. Per eleggere il nuovo Senato, ogni consigliere regionale puo' votare per una sola lista di candidati, formata da consiglieri regionali e da un sindaco, collegati ad altrettanti candidati supplenti. Per la lista che ha ottenuto piu' voti, puo' essere esercitata l'opzione di eleggere il sindaco o, in alternativa, un consigliere regionale, prevede il testo che modifica l'articolo 57 della Costituzione. Questo, per l'appunto, lo schema. Domani alle 16,30 inizia la partita principale, quella dell'arena dell'Aula. .
Grillo, 'svela' Patto Nazareno, salva c... a Berlusconi
Mercoledì, 09 Luglio 2014- Roma, 9 lug. - Quel che pensa del Patto al Nazareno Beppe Grillo lo esplicita senza mezzi termini sul suo blog, "il Patto e' un salvancondotto per il culo di Berlusconi che in cambio garantisce il suo appoggio al governo e al disegno controriformista di Napolitano". Ne ha per il Pd, che subordina ogni trattativa al "perimetro" del patto del Nazareno, del quale tuttavia "non si sa una fava". E ne ha per FI, invitando gli eletti 'azzurri' a mangiare la foglia e a vendersi da soli "invece che farvi vendere dal notopregiudicato. Ci guadagnerete e non farete la figura dei coglioni".
Di quel patto Beppe Grillo fornisce allora la sua lettura, perche' se "a pensar male si fa peccato, allora si pecchi senza freni": "Il Patto garantisce che il notopregiudicato non finisca in galera e che possa sperare nella grazia. Garantisce inoltre che le aziende del notopregiudicato siano tutelate dallo Stato. Garantisce che il partito del notopregiudicato rimanga sotto il suo assoluto controllo con l'eliminazione delle preferenze". "Il patto del Nazareno si chiama cosi' perche' fatto in via del Nazareno a Roma, dove sopravvive grazie ai soldi pubblici la sede del Pd", e' la stoccata di Grillo ai democratici. "Pur non avendo nulla di sacro imputabile a Nostro Signore, il Patto ha comunque - ironizza - delle proprieta' ultraterrene. Nessuno lo ha mai letto, pero' tutti sanno che esiste, anche se non si sa cosa contiene. E' un patto segreto tra due gentiluomini, uno dei quali pregiudicato, che per motivi di riservatezza e forse di sicurezza nazionale, non vogliono rendere noto. Il posto piu' adeguato, per via del nome sarebbbe stata la vecchia sede del PCI in via delle Botteghe Oscure. Pero', anche se del Patto non si sa una fava, ogni negoziazione elettorale ricade o deve ricadere nel perimetro del Patto del Nazareno". "Il problema - annota ancora Grillo - e' che nessuno conosce questo perimetro e neppure un singolo articolo del suddetto Patto che sta sempre piu' prendendo un alone leggendario, come certi testi antichi. E' un testo segreto che riguarda tutti, ma inconoscibile. Chissa' cosa contiene? In mancanza di un accesso diretto al nuovo testo della democrazia pregiudicata, non si possono che avanzare congetture". .

