Redazione

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- Roma, 11 giu. - Governo e maggioranza battuti, in un voto a scrutinio segreto, nell'esame sulla legge europea 2013-bis alla Camera. E su un tema ad altissimo rischio: la giustizia. E' infatti passato un emendamento della Lega, a prima firma Gianluca Pini, che riscrive l'articolo 26 sulla responsabilita' civile dei magistrati. "Un fatto grave", reagisce subito il presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli, sottolineando che "in un momento che vede la magistratura fortemente impegnata sul fronte del contrasto alla corruzione nelle istituzioni pubbliche, questa norma costituisce un grave indebolimento della giurisdizione".

"Tecnicamente parlando, e' quella che si puo' definire una tempesta in un bicchier d'acqua", smorza i toni Matteo Renzi, da Pechino. Mentre Giorgio Napolitano fa sentire la sua voce e ricorda che "la tutela dell'indipendenza assicurata al giudice dagli ordinamenti non rappresenta un mero privilegio, ma trova la sua ragione e il suo giusto bilanciamento nel rispetto da parte dei magistrati dei principi deontologici e delle caratterizzazioni compartimentali descritti, gli uni e le altre, nella Carta adottata dall'Assemblea Generale della Rete in Londra, nel giugno 2010".

Una giornata ad alta tensione, dunque, con il presidente del Consiglio, avrebbe detto ai suoi collaboratori in missione in Cina, che parla di una "realta' parallela" quando scorre i titoli delle reazioni in Italia all'infortunio in Aula. Il voto a scrutinio segreto e' "l'occasione per trappoloni" e il presidente del Consiglio si e' detto colpito della reazione dei media al voto, definendo "una cosa che puo' capitare cento volte in una le Eppure, per un Roberto Giachetti che conferma "ho votato si' all'emendamento sulla responsabilita' civile dei magistrati" e posta anche un link di un video in cui spiega i motivi del suo voto, nel Pd c'e' Donatella Ferranti che parla di "un vero e proprio atto intimidatorio nei confronti della magistratura".

La presidente della commissione Giustizia della Camera, bolla come "autentico e miope colpo di mano" l'emendamento leghista e denuncia "un attacco gravissimo ai principi di autonomia e indipendenza della magistratura". A fine giornata interviene il Guardasigilli per avvertire che quello sulla responsabilita' civile delle toghe, cosi' come approvato alla Camera, "e' un pasticcio che non aiuta ad affrontare seriamente il tema". "Va corretto anche perche' investe una legge importante che riguarda i nostri rapporti con l'Unione europea", anticipa Andrea Orlando.

La partita ora si sposta al Senato. "Il Pd, che ha gia' presentato proposte di legge per affrontare in modo organico il tema della responsabilita' civile dei magistrati, e' contrario all'emendamento leghista alla Legge Comunitaria, che grazie ad un colpo di mano del centrodestra con la complicita' del M5S, e' passato alla Camera", puntualizza il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda. "Quell'emendamento, improvvisato e frettoloso, colpisce l'autonomia della magistratura. Non si affronta in questo modo un tema importante che riguarda la responsabilita' di un potere dello Stato. Per questo al Senato il Pd lavorera', quando la legge comunitaria arrivera' a Palazzo Madama, per cambiare quella norma", assicura. 

"Era meglio se non accadeva, vorrei essere chiaro" ha spiegato Renzi ai suoi collaboratori in missione in Cina. Renzi definisce "posizioni comprensibili" quelle di chi, come Giachetti, ha votato "storicamente" su questa posizione. "Volete riparlarne? Riparliamone" conclude Renzi. "Credo che su questo tema, la posizione del PD l'abbia espressa molto bene Ettore Rosato, dopo di che e' legittimo discuterne, parlarne. E' doveroso affrontarla". Il Presidente del Consiglio, in conclusione, ridimensiona l'episodio, escludendo la possibilita' che si tratti di "un casus belli". "C'e' una norma e va cambiata al Senato" afferma il Presidente del Consiglio conversando con i suoi collaboratori a Pechino, sull'emendamento della Lega approvato oggi dall'aula della Camera riguardante la responsabilita' dei magistrati.

- Roma, 11 giu. - Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, in una "lunga e cordiale telefonata" con il comandante generale Saverio Capolupo, ha ribadito "la piena fiducia alla Guardia di finanza per l'impegno e la professionalita' con cui svolge i compiti a essa assegnati, nell'interesse e per il buon funzionamento del Paese". "Le donne e gli uomini del Corpo delle Fiamme gialle - ha sottolineato il ministro Alfano - sono quotidianamente in trincea a garanzia della legalita' e lo hanno dimostrato anche in questa occasione, applicando al loro interno, senza esitazione alcuna, rigore e alto senso dello Stato". .
- Roma, 11 giu. - "C'e' una parte della nazione che e' sana. La Guardia di finanza non ha avuto nessuna remora ad occuparsi di indagini al proprio interno". Lo ha detto il commissario anticorruzione, Raffaele Cantone, intervenendo oggi alla Farnesina al convegno del gruppo di lavoro anticorruzione del G20. "E' stata la stessa Guardia di finanza - ha aggiunto Cantone, commentando i recenti fatti di cronaca - che ha proceduto nei confronti di esponenti del Corpo. Cio' vuol dire che esiste una parte della societa' sana".
- Roma, 11 giu. - L'Aula di Montecitorio potrebbe essere chiamata ad esprimersi sulla richiesta di custodia cautelare nei confronti di Giancarlo Galan (FI), avanzata dai magistrati nell'ambito dell'inchiesta sul Mose, gia' entro l'estate. Salvo che la Giunta, come e' gia' accaduto per il 'caso Genovese', non chieda alla presidente Boldrini una deroga per avere piu' tempo a disposizione. A rigore, infatti, se la Giunta per le autorizzazioni rispettera' i tempi previsti dal regolamento, il 4 luglio o al massimno la settimana successiva l'organismo presieduto da Ignazio La Russa terminera' l'iter procedurale e, di conseguenza, spettera' poi all'Aula l'ultima parola. E' il calendario di massima che e' stato deciso nelle riunione di oggi della Giunta, cosi' come riferisce al termine il presidente La Russa, ricordando pero' che i "faldoni sono 18" e quindi servira' del tempo. Galan, che ha chiesto alla Giunta di essere ascoltato e di depositare delle memorie, dovrebbe essere audito al massimo tra 15 giorni. .
- Roma, 11 giu. - Ogni anno si spendono 12 milioni di euro per l'edizione della mezzanotte dei tg delle sedi regionali, quelli della TGR, la piu' grande - per numeri di addetti - testata d'Europa. A fornire quella cifra e' stata oggi Maria Luisa todini, consigliere Rai, durante l'audizione in commissione di vigilanza dell'intero Cda di viale Mazzini, in prosecuzione dei lavori di una settimana fa. "Alle 22, quando c'e' un breve tg - ha detto la Todini - c'e' una signorina, un signorino, un signore che rimanda all'edizione della mezzanotte. Se invece si rimandasse al canale all news si risparmierebbero quei soldi". Una cifra che per la sua entita' ha colpito, ha impressionato i commissari della vigilanza Rai, mentre la presidente Anna Maria Tarantola ha detto "non ho indicazioni precise, se quella cifra sia per tutti i tg o solo per la Tgr". E la Todini in un successivo intervento a sua volta ha in qualche rimesso tutto nel vago dicendo che "si tratta di cifre che mi sono state fornite", e dunque anche lei non e' del tutto in grado di specificare con certezza se si tratti della sola edizione della Tgr o di tutti i tg di quella fascia oraria, quindi anche quelli della notte. Parlando poi sempre di informazione e replicando indirettamente all'obiezione su come mai "ai grandi investimenti su RaiNews corrispondono invece risultati rimasti piu' o meno invariati?", Todini ha sottolineato un altro aspetto che evidenzia i problemi del settore in casa Rai: "c'e' sovrapposizione totale e costante delle news, noi competiamo l'uno contro l'altro armati. In altri broadcast c'e' un canale all news che crea informazione. Abbiamo una concorrenza continua in casa nostra: se Renzi e' intervistato in Italia ha davanti 5 microfoni Rai diversi, all'estero c'e' uno solo, un microfono-zainetto, poi ogni canale fara' il proprio commento". Nominata di recente alla presidenza di Poste italiane, Todini ha confermato che entro l'autunno lascera' l'incarico di consigliere Rai, ricordando pero' in proposito che "per avere un nuovo consigliere non nominato dalla politica, devono cambiare le norme...". Lei era infatti uno dei sette consiglieri di nomina politica. Tornando poi al sistema informazione del servizio pubblico, l'imprenditrice ha detto che esso "dev'essere razionalizzato, altrimenti non ha senso investire in un grande canale all news come esistono in altri grandi broadcast, i quali avranno forse uno share inferiore al nostro, come spesso dicono gli stessi vertici Rai, e pero' godono di reputazione maggiore a livello mondiale". Secondo la Todini, "un accorpamento del'offerta informativa puo' portare alla valorizzazione vera ed effettiva degli investimenti fatti. Spero che l'azienda possa andare avanti su questo terreno". E quanto a Rai Way, "non si parla di svendita finche' non c'e' un prezzo; non si parla di vendita finche' non c'e' collocazione. C'e' un asset da valorizzare - ha detto todini -, e' doveroso sfruttare questo momento di cambiamento per avere un cambiamento reale dell'azienda, e il governo sta andando in questa direzione con piu' azioni, non ultima sulla governance della Rai".
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