Redazione

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Anche gli istituti religiosi e dipendenti vaticani pagheranno le tasse sulle loro "rendite finanziarie" ma la Santa Sede non fara' altrettanto per gli immobili che sono stati riconosciuti dall'Italia come extraterritoriali. Kamsin E' questa la sintesi della convenzione siglata oggi tra l'Italia e la Santa Sede. "Della Convenzione sono da apprezzare i riferimenti, brevi ma tecnicamente puntuali e opportuni, alle disposizioni del Trattato lateranense" che risulta "non solo confermato, ma anche portato a compimento in relazione al regime fiscale peculiare degli immobili situati nelle zone extraterritoriali, di cui la Convenzione ribadisce l'esenzione da ogni tributo che aveva costituito di recente oggetto di incertezze giurisprudenziali".

Resta confermata inoltre "l'esclusione di ogni modifica al regime di esenzione stabilito nell'articolo 17 del Trattato del Laterano con riferimento alle retribuzioni corrisposte ai dipendenti della Santa Sede; nonche' l'esclusione degli enti centrali della Chiesa Cattolica, di cui all'art. 11 del Trattato, dall'applicazione delle disposizioni piu' strettamente fiscali della Convenzione concernenti lo scambio di informazioni ed il pagamento delle imposte sulle rendite finanziarie". Secondo quanto si apprende, "la Convenzione in materia fiscale e' destinata a segnare una tappa importante nella cooperazione tra Italia e Santa Sede, che conferma come queste realta', accomunate dalla storia, sanno procedere insieme e sostenersi reciprocamente, conservando e rinsaldando vincoli peculiari e caratteristici, anche in un contesto internazionale sempre piu' articolato e globale".

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L'Inps non è un'associazione a delinquere". Il presidente Tito Boeri, intervistato da Radio Anch'io parla degli esodati: "Nel meccanismo delle salvaguardie per i lavoratori esodati c'è qualcosa che non funziona" dato che il numero delle persone che ne beneficiano nella pratica risultano meno di quelle previste.

Per questo a giugno l'Inps presenterà al Governo una "proposta organica su assistenza e previdenza": le misure sull'assistenza, spiega Boeri, sono quelle preannunciate per chi è "in una situazione di disagio" in "quella fascia di 55-65 anni". Per gli esodati "si pensa ad una forma di reddito minimo come già c'è per le altre fasce di età ed in ogni caso dopo una verifica della situazione reddituale". Ribadisce che "c'è una operazione di equità su cui stiamo riflettendo" che punterà "non a prendersela con chi ha pensione molto alta", ma su quelle non giustificate dai contributi. "Ci sono degli squilibri, delle condizioni relativamente di privilegio, persone che hanno ricevuto molto di più rispetto ai contributi versati".

Ancora presto però, frena, per capire quale è la soglia oltre la quale le pensioni verranno considerate molto alte. Interventi in questa direzione, precisa avranno proprio l'obiettivo di "finanziare interventi assistenziali per persone in quella fascia di età tra 55-65 anni". Boeri ha anche ribadito, dopo l'annuncio di ieri sera, che dal primo maggio l'Inps inizierà a fornire a tutti i lavoratori una simulazione sulla pensione futura, le codeste "buste arancioni": si partirà da maggio con "sette milioni ed ottocentomila persone" per poi allargare la platea a tutti.

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L'idea è garantire un ammortizzatore sociale di 700 euro al mese per i disoccupati over 55 in condizioni disagiate. Le risorse sarebbero reperite tramite un nuovo intervento sugli assegni piu' elevati.

Kamsin "A mio giudizio c’è un problema di equità che andrebbe affrontato. Si può chiedere qualcosa a chi ha delle pensioni molto alte che non sono giustificate dai contributi per contrastare la povertà soprattutto nella fascia 55/65 anni. Parola del presidente dell’Inps, Tito Boeri, intervistato ieri da Ballarò.

Il Piano Boeri
Per queste persone il presidente dell'Inps ipotizza un sostegno pari a circa 700 euro al mese (cioè 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale), da erogare solo in presenza di determinate condizioni di reddito. Non sarebbe quindi una pensione vera e propria ma una sorta di reddito minimo per il quale andrebbero reperiti 1,5 miliardi di euro. Parte della somma sarebbe individuata tramite una revisione delle pensioni più elevate nelle quali ci sia un divario tra quanto si è versato con i contributi e quanto si percepisce come pensione retributiva.

"Chiarisco che l’Inps non ha potere legislativo, ha sottolineato. «Saranno il Governo e il Parlamento a decidere. Noi, utilizzando tutti i dati di cui disponiamo, faremo delle proposte articolate. La filosofia di fondo è quella dell’equità, noi faremo queste proposte per equità non per fare cassa». "Riteniamo che ci sono delle persone che hanno delle pensioni molto alte che non sono giustificate dai contributi che hanno versato durante l’intero arco della vita lavorativa. A mio giudizio c’è un problema di equità che andrebbe affrontato». In particolare - è l’ipotesi - «si può chiedere a queste persone di poter dare qualcosa per contrastare la povertà, soprattutto nella fascia 55/65 anni. Vogliamo per queste generazioni trovare un modo per contrastare la povertà e dare la possibilità di andare in pensione prima in modo sostenibile, quindi avendo una pensione più bassa».

Cantone (Cgil): ok a Boeri ma si tocchino solo le pensioni d'oro.
Siamo d’accordo con un intervento di equità sulle pensioni purché si lascino in pace quelle da lavoro i cui contributi sono stati accantonati uno per uno. Si intervenga piuttosto su quelle regalate, su quelle che sono veramente d’oro, su chi prende tre o quattro pensioni, sui vitalizi e sui grandi privilegi. Questa sarebbe una vera equità”. Così il Segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone in merito a quanto dichiarato dal Presidente dell’Inps Tito Boeri.

“Ho piena fiducia nell’operato di Boeri – continua Cantone – ma ricordo sommessamente che l’Inps è di proprietà dei lavoratori e dei pensionati e che ogni decisione andrà discussa nel merito. Noi vogliamo confrontarci con il governo, a partire dalla necessaria revisione della legge Fornero fino al problema che nessuno ha mai voluto affrontare finora della crescente povertà degli anziani e dei pensionati”.

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«In Italia ci sono troppi abusi nel versamento dei contributi previdenziali». Per questo il neo presidente Inps Tito Boeri ha annunciato una grande “operazione trasparenza”: l’istituto sarà «inflessibile» nel prevenire il fenomeno, anche rendendo «più efficienti gli ispettorati», e cercherà di «documentare a tutti gli iscritti il legame tra contributi previdenziali e le pensioni», simulando a scopo informativo il nesso esistente «perchè molti pensano che questi contribuiti siano una sorta di tassa».

I soldi versati - ha spiegato Boeri nel corso di un convegno promosso oggi a Milano da Confapi Industria - non saranno quindi più percepiti come una tassa ma come una vera forma di risparmio». In questo quadro, Boeri ha poi annunciato per la prossima settimana l’avvio di una serie di approfondimenti dell’Istituto su tutte le gestioni speciali.

Poletti: mi auguro si possa rinnovare il bonus assunzioni. Quest'anno per le assunzioni "ci sono 1,9 miliardi di sgravi e questo potrebbe portare fino a un milione di posti di lavoro" che è un "numerone" ma "i primi sintomi ci sono". Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenendo ad un convegno di Confapi. Poletti ha spiegato che si tratta di "un numero contenuto nella relazione tecnica della legge di stabilità".

Il ministro del Lavoro, proseguendo nel suo intervento, ha rilevato che un milione di posti di lavoro "a me sembra un numerone, già centinaia di migliaia mi sembrano tanti", comunque "spero, mi auguro, che questo dato si produca: i primi sintomi - conclude - ci sono".
   
Poletti si augura che il budget per il bonus assunzioni possa essere rifinanziato. "Potrei dire che me lo auguro perché noi abbiamo una previsione importante: parliamo di un milione - sottolinea a margine di 'Tutto lavoro' - di contratti nuovi o convertiti, quindi credo che sarebbe un grandissimo successo se si ottenesse questo obiettivo". Poletti aggiunge poi: "Se dovessimo superarlo sinceramente vorrebbe dire che abbiamo colto completamente nel segno

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L'Inps avvia la seconda fase per l'invio delle lettere di certificazione dei lavoratori in congedo nel 2011 per assistere disabili che hanno presentato domanda di ammissione ai benefici della salvaguardia. Lo si apprende da fonti vicino all'istituto. Sono in via di spedizione, infatti, le certificazioni dei lavoratori che hanno maturato un diritto a pensione entro il 28 Febbraio 2013. Da quanto si apprende, inoltre, l'inps invierà una nuova comunicazione con l'indicazione della corretta data di decorrenza a quanti hanno visto erroneamente slittare la prima rata di percezione del rateo al 1° settembre 2015.

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