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Pensione anticipata decorrenza gennaio 2024 e inflazione

19/01/2024 22:36#78206 da Dani60
Salve,
da quello che leggo forse ho già avuto qualche risposta però vi sottopongo lo stesso il mio caso per conferma.
Sono nel FPLD in una ditta privata con circa 14 anni nel retributivo (1983-1996)e ho maturato la quota 103 a gennaio 2023 però sono rimasto al lavoro per mia scelta personale.
Nella prima settimana di ottobre 2024 maturo la Fornero con 42+10 mesi e dovrei andare con l'anticipata a febbraio 2025 con finestra di 3 mesi.
Poichè mi sembra di aver capito che il montante contributivo non viene rivalutato nell'anno di maturazione (2025) e quello precedente (2024) se invece scavallo il 2025 dovrei avere rivalutato il 2023.
Però scavallando il 2025  con decorrenza da febbraio 2025 non dovrei usufruire della perequazione annuale di chi già è in pensione.
A questo punto chiedo: ma è più conveniente scavallare l'anno e andare con la fornero nel 2025 o andare con la 103 prima che finisca il 2024 ?
Premetto che la mia pensione non supererà il tetto delle 5 volte il minimo e anche se la differenza sarà piccola comunque alla fine dell'anno come si dice è la somma che farà il totale. 
Grazie a chi mi vorrà rispondere.

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21/10/2023 10:24#77724 da cochise
Come anche le montagne sanno, sono disponibile per le valutazioni facendo parlare i numeri. Contattami alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
Le mie valutazioni sono gratuite, salvo un eventuale, ma non assolutamente obbligatorio, lubrificante per il pallottoliere .
Però affrettatevi perché la domanda va presentata entro il 30 novembre, meglio prima

Grande Guerriero e Capo Apache, membro storico di PensioniOggi.it

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17/10/2023 23:11#77703 da maurc
Ragionamento condivisibile...per la chicca finale penso di poter immaginare la scelta da parte dell'Inps...

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17/10/2023 23:05#77702 da silver57
La risposta breve è che  se la pensione è prevalentemente contributiva è meglio dare le dimissioni entro  il 30 novembre .
in questo modo la pensione decorrerà dal 1 dicembre e quindi sarà rivalutata il 1 gennaio secondo un indice di inflazione calcolato dall'istat. ipotesi 2022_2023 inflazione 8%, rivalutazione completa per le retribuzioni basse, a calare fino al 4% per le altre.
Dando le dimissioni il 31 dicembre, decorrenza pensione 1 gennaio questo adeguamento, che chiamano perequazione si perde per sempre e non si recupera piu.

Detto questo occorre fare un distinguo, dal 1 gennaio la pensione calcolata sulla  quota contributiva  si rivaluta in maniera infinitesimale, mentre quella relativa alla quota retributiva si rivaluta  perché calcolata sulla media delle ultime retribuzioni che si rivaluta ogni anno.
 Se  la pensione è prevalentemente retributiva quello che si è perso da una parte si recupera dall'altra .  Se l' aumento della parte retributiva è superiore quello che si perde con la mancata perequazione che si perde è un calcolo che non so fare, vedi post di conchise.
 
La risposta completa richiederebbe molto tempo, posso azzardare qualche considerazione, con la attuale inflazione vengono rivalutate solo in parte le pensioni gia in essere, questo risulta un taglio lineare delle pensioni sopre un certo livello, a prescindere se abbiano o no versamenti tali da giustificare l'importo, ma tenendo solo conto dell importo calcolato al momento del pensionamento.
Da cio deriva che conviene lavorare piu a lungo possibile, non solo per un dovere civico,  ma anche perchè ogni mese di lavoro in piu comporta un piccolo aumento di pensione, che per la parte contributiva si puo facilmente calcolare: si moltiplica lo stipendio lordo per 33% e la aliquota di rendimento legata alla età, ipotesi 5%, e cosi
Attenzione però che per la parte retributiva se gli ultimi stipendi sono molto piu bassi la  pensione puo diminuire, perche calcolata sulla media degli ultimi 10 anni, nel qual caso paradossalmente lavorando di piu la pensione cala.
Anche se il sistema retributivo è finito alla fine del 2011, le retribuzioni successive portano un aumento del montante contributivo, ma la retribuzione incide sul calcolo della quota retributiva, sia in aumento che in diminuzione.
Dico questo perchè tanti erroneamente sostengono il contrario, ovvero che la quota retributiva sia congelata al 2011.Il numero di contributi o anni di lavoro è si fermo al 2011, ma la retribuzione è quella degli ultimi anni, ovvero dal 2014 al 2023
 
Chicca finale, al momento del calcolo della pensione INPS farà un doppio calcolo, uno con il sistema misto e uno con il sistema puramente retributivo, vedrà quale è più alta e sceglierà una delle due.
Non vi dico quale, a voi la risposta.

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16/10/2023 20:42#77693 da maurc
Siccome mi sono posto la stessa questione e sto pensando di fare richiesta di pensione con decorrenza 1.1.2024, tu alla fine cosa hai deciso? e sulla base di quali calcoli? grazie

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07/07/2023 12:12#77393 da cochise
Non esiste data di decorrenza o data di fine lavoro che determina perdita di entrambi i benefici (rivalutazione e perequazione).
decorrenza pensione gennaio 2024= rivalutazione delle quote retributive per effetto nuovi indici FOI
decorrenza pensione dicembre 2023= perequazione pensione da gennaio 2024
Considerando che la quota retributiva è prevalente si può ipotizzare, senza vedere i numeri, che è preferibile l'opzione decorrenza gennaio 2024 che consente la rivalutazione delle quote retributive.
Tale affermazione acquista sempre più valenza con importo pensione superiore a 5/6/7 volte il mimino perchè in tali casi la perequazione si riduce.
E torniamo sempre al solito discorso: sono i numeri che devono parlare perchè chiacchiere e tabbacchere e lignamm o Banc e Napule nun mpegna.

Grande Guerriero e Capo Apache, membro storico di PensioniOggi.it

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