Redazione
Riforme: cori contro Grasso in Aula Senato, seduta sospesa
Martedì, 29 Luglio 2014Riforme, fallita la mediazione Urla e cori in Aula contro Grasso
Martedì, 29 Luglio 2014- Roma, 29 lug. - Fallisce la mediazione, avanti tutta a colpi di voto tra astuzie procedurali e contestazioni plateali. Al Senato c'e' un ultimo tentativo di accordo, che finisce su un binario morto.
Prevalgono allora i rispettivi falchi, e naufraga il sogno di una revisione condivisa della Carta costituzionale. Primo atto, questa mattina. L'Aula riprende la discussione, va al microfono Vannino Chiti, leader riconosciuto dei dissidenti del Pd. Chiede di concentrare il dibattito su alcuni temi precisi, quindi ridurre gli emendamenti a "una decina" e poi rinviare alla prima settimana di settembre il voto finale sul ddl riforme.
Il suo partito non fatica molto a dare ufficialmente il via libera all'idea. Ma gia' Forza Italia lancia avanza subito i primi distinguo. Dice si' ai tempi suggeriti, ma mette subito in chiaro che non potranno essere toccati i termini dell'accordo tra Renzi e Berlusconi. Lasciando intendere che tra questi bisogna mettere anche l'Italicum. Pronta la risposta di M5S, Lega e Sel.
Il primo a rispondere, mille miglia lontano da Roma, e' Beppe Grillo. Il M5S e' pronto a lasciare il Parlamento se dovesse passare una riforma che preveda il Senato non elettivo, chiarisce: Vogliamo risposte concrete da Renzi o qua nessuno va in ferie, avverte il capogruppo della Lega al Senato Gian Marco Centinaio. Sel, da parte sua, si prende un paio d'ore prima di affiancarsi formalmente agli irriducibili. "Dire 'togliete gli emendamenti e poi discutiamo' e' una condizione irricevibile", spiega Nicola Fraoianni, che esprime apprezzamento per l'iniziativa di Chiti ma spiega come sia impossibile trattare "con chi insulta". Il riferimento e' ai "gufi, frenatori e rosiconi" che popolano il lessico politico del Presidente del Consiglio.
Nel frattempo tenta una mediazione personale il Presidente del Senato. Pietro Grasso interrompe prima i lavori d'Aula per permettere a tutti di raccogliere le idee. Poi propone di continuare la discussione sulle riforme a partire dai punti meno controversi. Alla fine incassa un ennesimo no. Questa volta del governo. E' la giornata dei veti incrociati. Quando riprendono i lavori dell'Aula nervi tesi e colpi bassi. Sel e Ncd si affrontare a colpi di sottigliezze procedurali. In palio la sopravvivenza di una norma, quella sul Senato elettivo, ripetuta in innumerevoli emendamenti. Basta una bocciatura e decadrebbe ovunque. Ma sono Lega e M5S che protestano con piu' foga. "Tirate fuori le palle!" intima il grillino Crimi. "Grasso schiavo di Renzi", fa eco Roberto Calderoli. Le prossime saranno giornate calde.
Riforme: M5S, restano nostri emendamenti, avanti anche di notte
Martedì, 29 Luglio 2014Senato, e' stallo sulla riforma Spunta la mediazione di Grasso
Martedì, 29 Luglio 2014- Roma, 29 lug. - E' ancora stallo sulle riforme al Senato, ma spunta la mediazione del presidente del Senato Grasso.
I fatti delle ultime ore: non e' servita l'ora di riunione della conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama per sciogliere i nodi. Le opposizioni hanno avanzato le loro proposte, ma di fatto - spiegano fonti di FI - "il Pd resta fermo sulla richiesta che prima di ogni nuovo confronto e opposizioni ritirino gran parte degli emendamenti". Di fatto, quindi, resta l'impasse, ed ora la maggioranza e' riunita per decidere il da farsi.
Ma a proporre una mediazione che possa favorire l'uscita dall'impasse e' stato il presidente Pietro Grasso che in capigruppo ha avanzato l'ipotesi di accantonare i primi due articoli, ovvero quelli portanti della riforma costituzionale che riguardano la composizione del nuovo Senato, le modalita' di elezione e le sue funzioni, e partire dalle votazioni sull'articolo 3, sul quale sono poche le proposte emendative. Nel frattempo, maggioranza, governo e opposizioni cercano un punto di incontro. Ma il governo, viene ancora riferito, non ha risposto favorevolmente alla proposta, preferendo prendere tempo e rimandare ogni risposta alla nuova capigruppo, gia' convocata per il primo pomeriggio. Ora la maggioranza e' riunita nelle stanze del capogruppo Pd Zanda.
La proposta di Grasso ha trovato il favore di M5S e Sel, riferisce Loredana De Petris, mentre altre fonti di opposizione spiegano che il governo avrebbe lasciato intendere di poter accogliere al mediazione di Grasso solo alla luce di quanti emendamenti l'opposizione e' disponibile a ritirare. Per il relatore leghista, Roberto Calderoli, viene ancora riferito, non ci sarebbero tuttavia margini per un'intesa.
Vannino Chiti, 'capofila' dei senatori 'dissidenti' del Pd, aveva in mattinata lanciato una proposta per tentare di trovare una via d'uscita dopo la lettera di ieri del premier Matteo Renzi: concentrare il dibattito e il confronto in Senato su alcuni temi, tra cui le modalita' di elezione del Senato, il numero dei deputati e l'immunita', quindi ridurre gli emendamenti a "una decina" e poi rinviare alla prima settimana di settembre il voto finale sul ddl riforme. Il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda, aveva aperto alla proposta Chiti, purche' tutte le votazioni sugli emendamenti al ddl riforme si concludano, come da calendario fissato dalla capigruppo, entro l'8 agosto. Poi il voto finale sul testo delle riforme puo' avvenire anche a settembre, ha spiegato Zanda, per il quale pero' per procedere in questo modo serve "l'accordo di tutti".
Anche Forza Italia apre alla proposta Chiti "purche' vi sia la condivisione di tutti e il patto del Nazareno, siglato da Renzi e Berlusconi, non venga stravolto e resti punto fondante delle riforme", ha detto in Aula Donato Bruno.
Contrario Beppe Grillo, che si dice pronto a lasciare il Parlamento se dovesse passare una riforma che preveda il Senato non elettivo. "Rimarremo ancora fino a quando sara' possibile cercare di impedire il colpo di Stato con l'eliminazione del Senato elettivo", scrive Grillo, "dopo, se questi rottamatori della Costituzione non ci lasceranno scelta, ce ne andremo". Poi la riunione della conferenza dei capigruppo e il nuovo stallo: ora la mediazione tentata dal presidente Grasso. .

