Redazione

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- Roma, 30 lug. - Il Canguro funziona: emendamenti sfoltiti, opposizioni poco felici. Ma la seconda giornata di votazioni al Senato per le riforme costituzionali parte a rilento, e solo nel pomeriggio si riesce ad iniziare a pigiare i tasti del si' e del no. La mattina passa in schermaglie procedurali, in riunioni sul regolamento e in un'intensa opera di setaccio. Vengono filtrati gli emendamenti (che sono ancora parecchie centinaia, e ad andare avanti di questo passo il traguardo dell'8 agosto per l'approvazione finale e' davvero una chimera) ed espuntati quelli troppo birbanti. Del genere "Il Senato chiamiamolo Bule'" e cose di questo tipo. Anche perche' la Bule' era composta da 500 membri, e di questi tempi persino la democrazia ateniese verrebbe considerata uno spreco della casta. Quando riprendono i lavori, i dato politico piu' interessante e' la bocciatura di un emendamento presentato dal senatore Augusto Minzolini, dissidente di Forza Italia. Riproponeva il bicameralismo perfetto e l'elezione del Senato a suffragio universale, cosi' come avviene oggi. Rrespinto, ma senza troppe perdite: 171 contrari e 114 favorevoli. Il promotore a suo modo gongola: "Non ci sono i numeri per un'approvazione definitiva con la maggioranza dei due terzi, qui saranno costretti ad andare al referendum". "Mentre loro hanno finito il tempo, noi non abbiamo finito la pazienza. Grazie ai senatori che stanno sostenendo questa riforma", gli twitta in tutta risposta Matteo Renzi, a voler significare che la partira sara' pure lunga, ma lui lascera' che Palazzo Madama lavori dalle 9 alle 24 tutti i giorni, domenica comprese, fino a quando questa lettura delle riforme non sara' varata. Di piu': "Non molliamo di un centimetro. Ci vorranno nottate in Senato, pomeriggi alla Camera, weekend a Palazzo Chigi non importa. Noi con calma e determinazione riporteremo questo Paese la' dove deve stare. Ad accogliere le donne che vengono incarcerate per la loro fede religiosa, a giocare un ruolo nei complicatissimi equilibri (o squilibri) di politica internazionale, a togliere polvere da un'Europa che non puo' andare avanti nella noia e nella burocrazia". Soprattutto, quella del premier e' una mezza promessa molto piu' terra terra della crisi mediorientale: "L'Italicum e' stato gia' approvato alla Camera. Sara' modificato dal Senato e diventera' legge definitivamente". Bisogna vedere che ne pensera' l'Altro contraente del patto del nazareno. .

Il Sud a rischio desertificazione industriale e sociale: per la prima volta il numero di occupati ha sfondato al ribasso la soglia psicologica dei 6 milioni, il livello piu' basso dal 1977. Kamsin Lo annuncia Svimez nelle anticipazioni del Rapporto 2014 sull'economia del Mezzogiorno. Nel 2013, si legge nel rapporto, sono andati persi 478mila posti di lavoro in Italia, di cui 282mila al Sud. Posti di lavoro persi soprattutto tra i lavoratori giovani under 34 e al Sud (-12% contro il -6,9% del Centro-Nord).

La nuova flessione riporta il numero degli occupati del Sud per la prima volta nella storia a 5,8 milioni, sotto la soglia psicologica dei 6 milioni: si tratta del livello piu' basso almeno dal 1977, anno da cui sono disponibili le serie storiche basi di dati. Tornare indietro ai livelli di quasi quarant'anni fa "testimonia, da un lato, il processo di crescita mai decollato, e, dall'altro, il livello di smottamento del mercato del lavoro meridionale e la modifica della geografia del lavoro".

Guardando i numeri a partire dall'inizio della crisi il Mezzogiorno, come spiega Svimez, tra il 2008 ed il 2013 registra una caduta dell'occupazione del 9%, a fronte del -2,4% del Centro-Nord. Delle 985mila persone che in Italia hanno perso il posto di lavoro, ben 583mila sono residenti nel Mezzogiorno. Nel Sud, dunque, pur essendo presente appena il 26% degli occupati italiani si concentra il 60% delle perdite determinate dalla crisi. Anche i dati piu' recenti non danno segni di miglioramento: tra il primo trimestre del 2013 e quello del 2014 gli occupati scendono di 170mila unita' nel Sud e di 41mila al Centro-Nord. In altri termini, le tendenze piu' recenti segnalano che al Sud si concentra oltre l'80% delle perdite dei posti di lavoro italiani.

Da segnalare inoltre nel 2013 l'aumento del tasso di disoccupazione. Quello "ufficiale" nel 2013 e' stato del 19,7% al Sud e del 9,1% al Centro-Nord, a testimonianza del permanente squilibrio strutturale del nostro mercato del lavoro.

Zedde

- Roma, 30 lug. - E' Giuseppe Tesauro il nuovo presidente della Corte Costituzionale. Lo ha annunciato il segretario generale della Consulta Carlo Visconti. L'elezione di Tesauro e' avvenuta con 7 voti favorevoli contro 6. Tesauro, ex presidente dell'Antitrust, terminera' il suo mandato alla Corte il prossimo 8 novembre. E' infatti stato nominato giudice costituzionale l'8 novembre 2005 dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

- Roma, 30 lug. - "Non molliamo di un centimetro". Lo scrive il premier Matteo Renzi nella sua E-news. "Ci vorranno - dice - nottate in Senato, pomeriggi alla Camera, weekend a Palazzo Chigi non importa. Noi con calma e determinazione riporteremo questo Paese la' dove deve stare. Ad accogliere le donne che vengono incarcerate per la loro fede religiosa, a giocare un ruolo nei complicatissimi equilibri (o squilibri) di politica internazionale, a togliere polvere da un'Europa che non puo' andare avanti nella noia e nella burocrazia". "Ma anche - continua Renzi - a rimettere a posto la palestra o il teatro di una scuola, ad aiutare il piccolo imprenditore stritolato da un ufficio pubblico o da un prestito in banca, a ridare un po' di potere d'acquisto alle famiglie". "Perche' tra le cose che sono accadute in questi mesi c'e' anche un fatto strano - scrive ancora Renzi - il Pd ha vinto le elezioni. Strano perche' non accade cosi' frequentemente, certo. Ma strano anche per la dimensione del risultato. Erano quasi sessant'anni che nessuno arrivava al quaranta per cento. Se ci siamo arrivati non e' merito nostro. Non e' il riconoscimento della nostra bravura, ma un investimento sulla speranza degli italiani. Non e' una coccarda, ma un impegno. Non e' una medaglia, ma uno stimolo. Ecco perche' non molliamo di un centimetro. Ecco perche' - passo dopo passo - faremo cio' che abbiamo promesso". .
- Roma, 30 lug. - E' Giuseppe Tesauro il nuovo presidente della Corte Costituzionale. Lo ha annunciato il segretario generale della Consulta Carlo Visconti. L'elezione di Tesauro e' avvenuta con 7 voti favorevoli contro 6. Tesauro, ex presidente dell'Antitrust, terminera' il suo mandato alla Corte il prossimo 8 novembre. E' infatti stato nominato giudice costituzionale l'8 novembre 2005 dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. "Non mi sento un mezzo presidente". Lo ha detto il nuovo presidente della Corte Costituzionale, Giuseppe Tesauro, riferendosi alla sua 'presidenza breve', dato che il mandato scadra' a novembre. "Non sono il primo, ne' quello piu' breve - ha sottolineato - piu' della meta' delle presidenze della Corte sono state inferiori all'anno". Tesauro, inoltre, ha voluto sottolineare che "una presidenza breve non costa allo Stato una lira in piu' rispetto a una presidenza lunga, anzi. Una presidenza lunga comporta anche una pensione maggiore". Nella sua prima dichiarazione ufficiale il nuovo presidente della Corte Costituzionale sollecita le Camere a nominare presto i due nuovi giudici costituzionali. "Il Parlamento farebbe bene a farle al piu' presto. Queste attese non giovano ne' al Parlamento ne' alla Corte, che e' un organo che ha bisogno di operare nella pienezza". Mentre e' stato nominato come vicepresidente Paolo Maria Napolitano, lo ha annunciarlo il neo presidente Giuseppe Tesauro.
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