Redazione

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- Roma, 5 set. - "Se il tono e' quello del confronto, porte aperte", se invece "si pensa di poter mettere in atto qualcosa che abbia il vago sapore del ricatto, prego accomodatevi". Matteo Renzi, a margine del summit Nato a Newport, risponde cosi' al "cartello" di sindacati di polizia e Cocer interforze che ieri ha annunciato uno sciopero generale contro il blocco delle retribuzioni. "Trovo che certi toni siano del tutto inaccettabili - ha ribadito il premier - e credo facciano del male a chi, per 1.200 euro al mese e' sulle strade a pattugliare. Trovo che sia tutto legittimo, che sia naturale discutere, che ciascuno abbia le sue ragioni. Ma lo sforzo deve andare nella direzione di chi il lavoro non ce l'ha e non di chi e' garantito nel proprio lavoro". "Spazi per una soluzione" della vertenza, ha ammesso, ce ne sono, "la discussione era aperta, non so se lo sia ancora". In mattinata, intervenendo alla presentazione del bilancio dell'esodo estivo, anche il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, aveva parlato di "richieste legittime", espresse pero' "in toni e modi francamente eccessivi". "La sicurezza - ha spiegato il ministro - e' una priorita' assoluta di questo governo e di questo ministero. Agli operatori di polizia e' riconosciuta una specificita' e noi lavoreremo perche' sia assicurata: abbiamo lavorato e stiamo lavorando non per il rinnovo del contratto, che non era richiesto, ma per l'eliminazione dei tetti salariali. E' un obiettivo che spero non venga complicato dai toni eccessivi usati nel comunicato di ieri". "Incontreremo i rappresentanti sindacali dei lavoratori di polizia - ha promesso Alfano - sono convinto che ci siano tutte le condizioni per risolvere con serenita' la questione, se la serenita' ci sara' da parte di tutti". E l'impegno del governo "alla ricerca di una soluzione che riconosca la specificita' e il valore di chi quotidianamente assicura la difesa e la sicurezza degli italiani" e' stato garantito anche dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti, pur non accettando "i toni e le parole fuori luogo usati in questi giorni dagli organi di rappresentanza militare e di polizia". Puntuale, nel pomeriggio, e' arrivata la replica dei promotori dell'agitazione. "In attesa di segnali concreti - e' la premessa - rimaniamo fermi sulle posizioni espresse ieri". E comunque, "le giuste rivendicazioni non sono ricatti. Prendiamo atto con favore della disponibilita' del premier a un incontro, forti della sensatezza delle nostre rivendicazioni siamo fiduciosi che l'intelligenza e il buon senso porteranno a soluzioni adeguate". "Non chiediamo aumenti - ripetono per l'ennesima volta - ma solo il giusto": in ballo non c'e' un rinnovo contrattuale, ma "la rimozione del tetto salariale, quell'infernale meccanismo per cui ciascuno non puo' guadagnare piu' di quanto guadagnava nel 2010". Lo sciopero e' inevitabilmente anche occasione di scontro politico. "Invito Alfano a fare il ministro dell'Interno e a tutelare, come avevo fatto io, le forze dell'ordine la cui specificita' va salvaguardata", ha detto il governatore della Lombardia ed ex titolare del Viminale, Roberto Maroni, mentre Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, ha sollecitato Renzi ad "ascoltare il comparto sicurezza per trovare una soluzione positiva rispetto alle risorse necessarie per un segmento cosi' delicato nella vita del Paese". Per Nichi Vendola, leader di Sel, lo sciopero "e' il segnale di un disagio che coinvolge tanta parte delle classi medie e medio basse" mentre per Matteo Salvini, segretario della Lega nord, la priorita' del governo e' si' la sicurezza, ma "quella dei delinquenti". E se Stefano Fassina si conferma 'voce contro' nel Pd ("le richieste degli statali e degli operatori del comparto sicurezza non sono ricatti: non e' stato utile fare promesse e poi brutali marce indietro"), il leader della Fiom, Maurizio Landini, profetizza: "I poliziotti hanno tutte le ragioni per fare questa protesta. Ma se si andra' avanti cosi' non saranno gli unici, sciopereranno anche i metalmeccanici". .
- Roma, 5 set. - "Renzie e' stato licenziato, il suo compito in funzione anti M5S si e' esaurito una volta finite le elezioni europee". Parola di Beppe Grillo che, dal suo blog, prevede "presto l'ebetino sara' solo un ricordo". "Lui lo sa e si dimena, annuncia, si smentisce, twitta, retwitta, mangia gelati, ma per gli italiani solo tagli, blocchi salariali e aumenti di tasse e accise", prosegue la disamina grillina dello stato di salute del governo. "Nel frattempo - e' l'incipit che accompagna una dichiarazione di Fico sul dossier RaiWay - gli impegni presi nel segreto del Nazareno vanno rispettati. Quali sono non si sa, ma domandare e' lecito: la svendita del bene pubblico RaiWay a Mediaset fa parte degli accordi? Gli italiani attendono risposta". .

- Roma, 5 set. - "Le richieste sono legittime ma espresse in toni e modi francamente eccessivi". Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano in riferimento allo sciopero generale annunciato dai sindacati delle forze di polizia e dei Cocer interforze. "Agli uomini e alle donne in divisa - ha sottolineato Alfano intervenendo alla presentazione del bilancio dell'esodo 2014 - ribadisco che la sicurezza e' una priorita' assoluta di questo governo e di questo ministero in un momento delicatissimo sia sul versante interno che su quello internazionale. Agli operatori di polizia e' riconosciuta una specificita' e noi lavoreremo perche' sia assicurata anche nei mesi che aspettano.

Esprimiamo ogni giorno la nostra vicinanza agli operatori delle forze dell'ordine, abbiamo lavorato e stiamo lavorando non per il rinnovo del contratto che non era richiesto ma per l'eliminazione dei tetti salariali: e' un obiettivo che spero non venga complicato dai toni eccessivi usati nel comunicato di ieri". "Incontreremo i rappresentanti sindacali dei lavoratori di polizia - ha concluso Alfano - sono convinto che ci siano tutte le condizioni per risolvere con serenita' la questione, se la serenita' ci sara' da parte di tutti.

Gia' oggi pomeriggio al Viminale incontrero' i vertici delle forze dell'ordine: indossiamo tutti la stessa divisa della squadra chiamata Stato". .

- Cernobbio, 5 set. - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi "ha fatto male" a decidere di non venire a Cernobbio dove si sono aperti oggi i lavori del Workshop Ambrosetti. E' di questo parere Corrado Passera secondo cui "la politica deve ascoltare. L'idea di saltare i corpi intermedi, di non ascoltare imprenditori e sindacati, e' un errore". .
- Roma, 4 set. - "Bene la dichiarata disponibilita' del Presidente Renzi ad incontrare i rappresentanti delle donne e degli uomini del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso pubblico, meno bene la non chiarezza circa le rivendicazione dello stesso personale". Lo affermano in una nota i Segretari Generali di SIULP, SIAP-ANFP, SILP CGIL, UGL Polizia, COISP, CONSAP e UIL Polizia nel commentare a caldo le dichiarazione del premier Renzi dopo l'annuncio dello sciopero generale del comparto se nella legge di stabilita' sara' rinnovato il blocco del tetto salariale. "Le donne e gli uomini in uniforme - si legge in una nota - stanno rivendicando la restituzione di un maltolto da ben quattro anni in forza di una legge che per i magistrati e' stata gia' dichiara anticostituzionale. Il blocco del tetto salariale, concludono i leaders sindacali della Polizia di Stato e' una ingiustizia insopportabile poiche', a fronte di maggiori responsabilita' e di totale disponibilita' all'impiego per fronteggiare le continue emergenze legate alla sicurezza, alla difesa e alla tutela del territorio del nostro Paese e dei suoi cittadini, mortifica la professionalita', la dignita' e il sacrificio che quotidianamente svolgono i poliziotti, i vigili del fuoco e i militari per la tutela della liberta' e della democrazia. Siamo certi che dal confronto scaturira' la giusta ed efficace soluzione alle problematiche della categoria".
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