Lavoro
Jobs Act, indennizzo sino a 24 mensilità per chi viene licenziato
L'indennizzo economico per chi sarà licenziato aumenterà con l'anzianità di servizio del lavoratore e dovrebbe essere pari ad una somma compresa tra le 12 e le 24 mensilità.
Kamsin Mentre proseguono oggi in Aula alla Camera le votazioni sugli emendamenti al Jobs act - il provvedimento deve essere licenziato entro dopodomani per consentire di passare all'esame della legge di Stabilita' il giorno successivo, giovedi' 27 novembre - ieri sono emerse le prime ipotesi sugli indennizzi legati ai licenziamenti nel nuovo contratto a tutele crescenti.
Secondo quanto anticipato dalla stampa il Governo sarebbe intenzionato a concedere un trattamento di maggiore favore rispetto a quello offerto oggi a tutti i contratti dalla legge Fornero: un’indennità compresa tra un minimo di 12 e un massimo di 24 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, determinata dal giudice in relazione all’anzianità del lavoratore, al numero dei dipendenti, alle dimensioni dell’attività economica ed al comportamento e alle condizioni delle parti, con onere di specifica motivazione a riguardo.
L’indennizzo sarà sempre commisurato all’anzianità del lavoratore, ma comunque più oneroso: 1,5 mensilità anziché una per ogni anno di anzianità. Oppure un mix tra questi due metodi di calcolo al crescere dell’anzianità. Per non rendere eccessivamente oneroso l’indennizzo per le piccole e medie imprese, quelle sopra i 15 dipendenti ma sotto i 100, potrebbe essere applicato, peraltro, un decalage.
Ad ogni modo le regole saranno chiare entro fine anno in quanto il Governo appare intenzionato a farle entrare in vigore dal prossimo 1° gennaio 2015. Il primo decreto attuativo dovrà essere dunque pronto entro natale considerando anche deve passare un esame, non vincolante, del Parlamento prima che sia pubblicato in Gazzetta. Le nuove regole si applicheranno, tuttavia, solo per i licenziamenti individuali senza giusta causa per i neo-assunti con contratto a tempo indeterminato.
Cambierà, poi, anche l'Aspi e scomparirà l'attuale mini-Aspi. L'ammortizzatore sociale sarà prima di tutto esteso ai circa 350 mila collaboratori a progetto con un solo committente - sono dunque esclusi gli amministratori e i sindaci - che di fatto sono dei lavoratori subordinati. Il trattamento, per tutti, sarà commisurato alla storia contributiva del lavoratore.
Zedde
Lavoro, la tredicesima quest'anno sarà piu' ricca di 20 euro
Quest'anno lavoratori e pensionati percepiranno fino a venti euro in piu' di tredicesima rispetto a quello passato. E' quanto precisa in una stima la Cgia di Mestre, che ricorda che questa ulteriore mensilita' non beneficera' del bonus degli 80 euro introdotti dal Governo nella primavera scorsa per i redditi medio-bassi. Kamsin La Cgia ha fatto i conti in tasca a tre importanti categorie di lavoratori dipendenti presenti nel nostro Paese: quella degli operai, quella degli impiegati e quella dei quadri/capo ufficio.
Tutti occupati nel settore privato. "L'importo reale della tredicesima 2014 sara' piu' elevato rispetto a quello dell'anno scorso", spiega il segretario Giuseppe Bortolussi, "nello specifico si tratta di 12 euro in piu' per un operaio specializzato, di 13 euro in piu' per un impiegato, mentre per un capo ufficio l'incremento sara' di 20 euro. Questi ritocchi sono riconducibili al fatto che gli aumenti contrattuali sono stati superiori alla crescita dell'inflazione registrata quest'anno". Nel complesso oltre 33 milioni di pensionati e di dipendenti pubblici/privati percepiranno quest'anno quasi 38 miliardi di euro di tredicesime: questo importo garantira' alle casse dell'erario un gettito di oltre 9,7 miliardi di euro.
Zedde
Cassa In Deroga, pronto lo sblocco di altri 500milioni
Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha inviato al Ministero dell'Economia il decreto ministeriale che assegna 500 milioni di nuove risorse per il finanziamento della cassa integrazione in deroga e della mobilità in deroga alle Regioni. Kamsin Il decreto, una volta che sarà controfirmato dal titolare del Dicastero di via XX Settembre consentirà di attutire le difficoltà delle migliaia di lavoratori che, pur essendo in possesso dei requisiti per fruire del sussidio, non hanno potuto accedervi per l'esaurimento degli stanziamenti.
I 500 milioni saranno suddivisi tra le Regioni. In arrivo anche una nota interpretativa per chiarire alcune questioni relative alla corretta applicazione del decreto interministeriale dello scorso Agosto che ha ristretto il campo applicativo della concessione della cassa integrazione e della mobilità in deroga in vista del loro superamento dal 2016.
Ieri, peraltro, la Cgil ha ricordato la drammaticità dell'emergenza degli ammortizzatori sociali con quasi 940 milioni di ore di cassa integrazione, richieste e autorizzate, sono state registrate nei primi dieci mesi dell'anno, di cui ben oltre la meta' fatte di cassa straordinaria. I lavoratori, circa 540mila, hanno subito un taglio del reddito pari a 3,6 miliardi, ovvero 6.700 euro netti in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore.
Zedde
Retribuzioni, crescono quelle dei lavoratori privati ad ottobre
Crescono le retribuzioni contrattuali: a ottobre segnano un rialzo dello 0,1% rispetto a settembre e dell'1% rispetto a ottobre 2013. E' quanto indica l'Istat. Nei primi 10 mesi, la retribuzione oraria media e' cresciuta dell'1,2% rispetto al corrispondente periodo del 2013. Kamsin Con riferimento ai principali macrosettori, a ottobre le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell'1,3% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.
I settori che a ottobre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (3,5%), estrazione minerali (3,2%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,0%). Si registrano variazioni nulle nel settore del commercio e in tutti i comparti della pubblica amministrazione.
Zedde
Articolo 18, la reintegra sarà sempre piu' un'eccezione
Il testo presenta diverse modifiche rispetto a quello licenziato dal Senato, frutto per lo piu' della mediazione raggiunta all'interno delle due anime del Pd.
Kamsin E' arrivato l'atteso via libera della Commissione Lavoro della Camera al Jobs act. I deputati della maggioranza , dopo che le opposizioni hanno abbandonato i lavori della commissione due giorni fa' in segno di protesta - hanno dato il mandato al relatore e il provvedimento approdera' domani in Aula come previsto.
Il testo presenta diverse modifiche rispetto a quello licenziato dal Senato che quindi dovrà dare una terza lettura conforme nei prossimi giorni. La modifica piu' significativa rispetto al testo del Senato riguarda il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. Il Jobs act cancella - ma solo per i neo assunti - infatti l’articolo 18, il diritto al reintegro sul posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa. Restano due eccezioni, che riguardano i licenziamenti discriminatori e quelli disciplinari.
Il nuovo Articolo 18 - Per i licenziamenti discriminatori il reintegro resta tale e quale alla normativa vigente e quindi scatta sempre se l’allontanamento dal posto di lavoro è dovuto a motivi basati sul credo politico o sulla fede religiosa; il diritto a essere reintegrati sul posto di lavoro resta anche per i licenziamenti disciplinari, ovvero per "giustificato motivo soggettivo", ma solo per «specifiche fattispecie». Questi casi specifici saranno definiti nei decreti attuativi che riempiranno di contenuti la legge delega sul lavoro.
Secondo quanto si apprende da fonti vicine a Palazzo Chigi perchè il licenziamento disciplinare venga equiparato a quello discriminatorio sarà necessario dimostrare il carattere "calunnioso" della contestazione e che questa abbia ad oggetto un reato "grave". In tutti gli altri casi l'impresa potrà essere condannata solo al pagamento dell'indennizzo.
A parte questi due limiti, non è previsto il reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa, ma un indennizzo economico: sarà «certo e crescente con l’anzianità di servizio» del lavoratore. Sarà l’indennizzo la tutela, quindi, in caso di licenziamenti economici, legati cioè all’andamento delle aziende.
Nella legge delega si specifica che le norme attuative devono «prevedere tempi certi per l’impugnazione del licenziamento». Oggi il limite è di 60 giorni. Potrebbe essere ridotto a 30, ma allo studio c’è una procedura espressa per agevolare le conciliazioni con l’azienda.
Controlli a distanza e Cig - Una seconda novita' rispetto al testo del Senato riguarda i controlli a distanza, che vengono circoscritti agli impianti e agli strumenti di lavoro. La commissione e' intervenuta poi sulla misura che prevedeva il venir meno dell'erogazione della cassa integrazione guadagni in caso di cessazione dell'attivita' aziendale, accogliendo la riformulazione fatta dal relatore d'accordo con il Governo che specifica che, perche' s'interrompa la Cig, la cessazione dell'attivita' dell'impresa deve essere "definitiva", mentre nel caso in cui sussistano concrete prospettive di proseguimento o di ripresa dell'attivita' l'erogazione puo' proseguire.
Pari opportunita' - La delega nella versione approvata dalla commissione Lavroro accoglie un emendamento del Governo che semplifica e razionalizza gli organismi le competenze e i fondi operanti in materia di parita' e' pari opportunita' nel lavoro e riordina le procedure connesse alla promozione di azioni positive di competenza del ministero del Lavoro, ferme restando le funzioni in materia della Presidenza del Consiglio.
Zedde
Statali, Sciopero generale il 12 dicembre. La Cisl non partecipa
Solo Cgil e Uil proclameranno lo sciopero generale, mentre la Cisl si tira fuori e lascia la parola alla categoria del pubblico impiego, che annuncia la protesta per il 1 dicembre.
Kamsin La Cgil e la Uil proclameranno insieme a dicembre lo sciopero generale. E' quanto ha riferito il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, dopo aver incontrato i segretari generali di Cgil e Cisl, Susanna Camusso e Annamaria Furlan. «Con la Uil abbiamo convenuto di fare lo sciopero generale il 12 dicembre», ha confermato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a margine del XVI congresso della Uil. Parlando con i giornalisti Camusso ha sottolineato «l'importante convergenza» trovata con la Uil sulla legge di Stabilità e sul Jobs act.
«La Cisl - ha riferito Barbagallo - ci ha comunicato che non aderirà». «Sulle modalità di come fare lo sciopero generale - ha proseguito - dovremo approfondire, comunque non il 5 dicembre». «La Cgil ha aderito alla nostra richiesta e la data verrà spostata. Quanto al pubblico impiego «noi speriamo ancora che si possa fare una mobilitazione unitaria», ha aggiunto.
«Noi non ci siamo sfilati, non abbiamo mai valutato di dichiarare lo sciopero generale», ha spiegato il leader della Cisl, Annamaria Furlan. La confederazione sindacale ha invece indetto uno sciopero nazionale di tutte le categorie del pubblico impiego (dalla scuola alla sanità) per il primo dicembre. Dopo questa data, il comitato esecutivo del sindacato ha deciso di proseguire la mobilitazione mettendo in campo tre manifestazioni in tre città il 2, 3 e 4 dicembre, rispettivamente a Firenze, Napoli e Milano. Al centro le richieste di politica economica e sociale.
La scelta di Cgil e Uil suscita invece reazioni negative nel governo e nel Pd: uno sciopero contro la legge di stabilita' e contro il jobs act non ha motivazioni, sostiene il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, presente al Congresso; "un errore" lo giudica Filippo Taddei.
Zedde

