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Visite Fiscali, Scendono nelle Pa i certificati e le assenze per malattia

L'Inps diffonde i primi dati dell'attività di controllo, relativi all'ultimo quadrimestre del 2017: i certificati presentati sono scesi del 13% e i giorni a casa nella Pa del 10,6%.

Calano le assenze per malattia nelle pubbliche amministrazioni. Tra il settembre ed il dicembre 2017 sono stati registrati il 13 per cento di certificati di malattia in meno e una riduzione del 10,6% dei giorni passati a casa da parte dei dipendenti pubblici. Sono i dati diffusi oggi dall'Inps, come primo consuntivo dell'attività del Polo unico delle visite fiscali, che riguarda sia i lavoratori del settore pubblico che quelli del privato decollato dallo scorso settembre con la Riforma Madia. 

Nei primi quattro mesi di gestione del Polo unico della malattia l'Inps registra un deciso decremento del numero di certificati medici dei lavoratori pubblici appartenenti al nuovo Polo unico (- 13,1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo stesso andamento si verifica, anche se in modo decisamente meno marcato (- 2,1%), per i dipendenti del settore privato. A livello territoriale il rapporto evidenzia una differenziazione per entrambi i settori con maggiore riduzione al Sud del paese ( - 15,9% del pubblico rispetto al - 4,6% del privato)

Oltre alla riduzione del numero dei certificati nel settore pubblico corrisponde anche una decisa diminuzione (- 10,6% ) del numero di giorni di malattia. In termini relativi, la percentuale dei lavoratori con almeno un giorno di malattia sul totale dei lavoratori passa così , nel settore pubblico , dal 33% del 2016 al 29% del 2017 con una flessione di 4 punti percentuali. Diminuisce anche il numero medio dei certificati dei lavoratori pubblici: si passa dai 7 certificati ogni 10 lavoratori del 2016 ai 6 certificati ogni 10 del 2017. Nel settore privato l'indice è rimasto invariato a 4 certificati ogni 10 lavoratori.

Secondo il Presidente dell'Inps, Tito Boeri, "il coinvolgimento dell'Inps effettuato con il Polo unico scoraggia comportamenti opportunistici e registra, nell'ultimo quadrimestre, dati incoraggianti", ha spiegato. "C'è ancora molto da imparare. Ci stiamo muovendo su un terreno per la maggior parte inesplorato ma i dati indicano che l'impegno ha avuto già effetti importanti", ha aggiunto Boeri.

Tornando sui numeri, l'Inps riscontra leggere variazioni tra pubblico e privato anche sul tasso di idoneità, cioè il numero di visite con esito idoneità al lavoro rispetto al numero di visite effettuate: ogni cento visite effettuate nel pubblico, 38 risultano con esito di idoneità, contro 34 nel privato; mentre il tasso di riduzione della prognosi, cioè il parametro che misura il numero di visite con riduzione della prognosi rispetto al numero di visite effettuate, è piuttosto basso per entrambi i settori, anche se quello del pubblico (2 su cento) è pari alla metà di quello privato (4 su cento); di contro il numero medio di giorni di riduzione risulta essere il doppio (5 giorni per il pubblico e 2,6 per il privato). Nel settore pubblico, quindi, sono meno frequenti i casi di errori nella previsione prognostica ma con effetti maggiori in termini di riduzione di giornate.  

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Documenti: I dati dell'Osservatorio diffusi dall'Inps

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