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- Roma, 28 mag. - "Nei primi cinque mesi di quest'anno sono sbarcati sulle nostre coste 39.538 migranti". Ad aggiornare il dato e' il ministro dell'Interno Angelino Alfano in audizione davanti al Comitato Schengen. "Con l'accentuarsi dell'instabilita' politica in Nordafrica, soprattutto in Libia - ha spiegato il ministro - crescono le spinte all'immigrazione: e' ragionevole stimare che il trend restera' in crescita anche nel 2014, anche se non abbiamo indicatori del numero esatto dei migranti che sbarcheranno". .
Il governo accelera sulle Riforme del mercato del Lavoro e della Pubblica Amministrazione. E' questa una delle prime conseguenze del voto di domenica scorsa che ha sostanzialmente legittimato il primo ministro Matteo Renzi.

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E' il titolare del Dicastero di Via Veneto, Giuliano Poletti, che ha confermato l'intenzione del governo di accelerare sul ddl delega sul lavoro: «È una riforma strutturale. Ed è immaginabile che si chiuda entro la fine dell'anno e se ciò accadesse noi saremo in grado di metterla rapidamente a regime», ha detto il ministro. L'obiettivo è condiviso dal relatore e presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi che ha sottolineato l'intenzione di chiudere la parte di discussione e l'approvazione a Palazzo Madama del testo di legge delega entro luglio.

Riforma del Lavoro: Ddl da approvare entro Settembre
Se si coglierà questo obiettivo, ha aggiunto Poletti, «già a settembre si potrà avere il ddl in Aula alla Camera e quindi farlo camminare velocemente». Naturalmente, ha spiegato il titolare del Lavoro, «se nel merito le posizioni interne alla maggioranza e in Parlamento saranno sufficientemente vicine si potranno evitare più passaggi parlamentari». Poletti ha ricordato anche che il ministero del Lavoro sta lavorando «per predisporre tutti gli elementi per la stesura dei decreti attuativi della delega. Faremo un lavoro preparatorio che ci metterà in condizione di agire rapidamente appena il Parlamento approverà la legge delega».

Lavoro Pubblico - Madia: Contratti bloccati sino al 2014
Per quanto riguarda invece il pubblico impiego il ministro della Funzione Pubblica ha detto che "al momento, i contratti al pubblico impiego sono «bloccati fino alla fine del 2014», in mancanza di fondi per poterli rinnovare, ma con la riforma della Pa che il governo presenterà a giugno sarà possibile «recuperare risorse per sbloccare i contratti».   Il ministro ha però evidenziato che nel Def «non si dice assolutamente che i contratti sono bloccati fino al 2020», ma solo che questi «sono bloccati fino alla fine del 2014». Il ministro ha fatto notare poi che nei 44 punti indicati per la riforma della Pa e contenuti nella lettera aperta che ha dato il via alla consultazione pubblica sui contenuti della riforma manca qualsiasi accenno al taglio degli investimenti e delle risorse.

Riforma della Pa: La mobilità sarà volontaria
Per quanto riguarda la mobilità del settore il ministro ha detto che è una «grandissima ingiustizia» quella riservata ai precari dell'amministrazione pubblica, sottolineando che la "mobilità del personale su cui sta lavorando il ministero non sarà coatta e forzosa ma volontaria, e tale da riconoscere al dipendente pubblico il diritto di rimanere a lavorare in un arco di chilometri tali dal luogo di residenza che consentano di svolgere la vita privata". Quindi, ha sottolineato che i dipendenti pubblici non possono rimanere a lavoro oltre la pensione, mentre tanti giovani sono senza occupazione: «Vogliamo ricostruire tutti assieme - ha concluso - un'amministrazione dove le persone giuste possono restare nel posto giusto al momento giusto».

- Bruxelles, 28 mag. - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi e' "molto piu' interessato a discutere su come spendere bene i soldi europei per creare posti di lavoro che non preoccupato di discutere di una poltrona o di un incarico". Lo ha detto al termine del vertice Ue. Renzi e' tornato, parlando con i giornalisti al termine del Consiglio informale, sul tema che aveva gia' affrontato prima dell'inizio: la questione dei nomi "viene dopo la discussione sull'agenda e sulle cose da fare", ha ribadito. Durante il vertice, agli altri leader aveva detto che "nomina sunt consequentia rerum, dicevano gli antichi: prima mettiamoci d'accordo su cosa fare e poi decidiamo chi la fa". Il presidente del Consiglio si e' poi congedato dicendo che sarebbe subito partito per Roma. Fra i leader dei 28 paesi Ue c'e' "una grande consapevolezza che il passaggio e' delicato ma anche molto importante". Infatti, secondo il presidente del Consiglio Matteo Renzi "l'Europa ha parlato con un linguaggio molto duro rispetto anche alle aspettative di tanti" e "in Italia abbiamo qualche responsabilita' in piu'". Infatti, ha ricordato, l'Italia "e' il paese in cui piu' numerosa e' stata l'affluenza al voto, il paese in cui il mio, il nostro partito, il Partito Democratico, ha ottenuto il maggior numero di voti di tutti i partiti europei in termini assoluti, un risultato significativo, 11 milioni di voti". Ma questi voti, ha aggiunto, "hanno sconfitto il populismo ma hanno chiesto di cambiare l'Europa: chi vuole salvare l'Europa, deve cambiarla". Secondo Renzi, la discussione di oggi va "nella giusta direzione: nelle prossime settimane dovremo verificare se questo atteggiamento produrra' significativi passi avanti".

- Bruxelles, 27 mag. - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi e' "molto piu' interessato a discutere su come spendere bene i soldi europei per creare posti di lavoro che non preoccupato di discutere di una poltrona o di un incarico". Lo ha detto al termine del vertice Ue. Renzi e' tornato, parlando con i giornalisti al termine del Consiglio informale, sul tema che aveva gia' affrontato prima dell'inizio: la questione dei nomi "viene dopo la discussione sull'agenda e sulle cose da fare", ha ribadito. Durante il vertice, agli altri leader aveva detto che "nomina sunt consequentia rerum, dicevano gli antichi: prima mettiamoci d'accordo su cosa fare e poi decidiamo chi la fa".

Il presidente del Consiglio si e' poi congedato dicendo che sarebbe subito partito per Roma. Fra i leader dei 28 paesi Ue c'e' "una grande consapevolezza che il passaggio e' delicato ma anche molto importante". Infatti, secondo il presidente del Consiglio Matteo Renzi "l'Europa ha parlato con un linguaggio molto duro rispetto anche alle aspettative di tanti" e "in Italia abbiamo qualche responsabilita' in piu'".

Infatti, ha ricordato, l'Italia "e' il paese in cui piu' numerosa e' stata l'affluenza al voto, il paese in cui il mio, il nostro partito, il Partito Democratico, ha ottenuto il maggior numero di voti di tutti i partiti europei in termini assoluti, un risultato significativo, 11 milioni di voti". Ma questi voti, ha aggiunto, "hanno sconfitto il populismo ma hanno chiesto di cambiare l'Europa: chi vuole salvare l'Europa, deve cambiarla". Secondo Renzi, la discussione di oggi va "nella giusta direzione: nelle prossime settimane dovremo verificare se questo atteggiamento produrra' significativi passi avanti".

- Roma, 27 mag. - Scelta civica prende tempo. Il partito si esprimera' martedi' prossimo sulle dimissioni presentate questa sera dal segretario Stefania Giannini dopo il deludente risultato delle elezioni europee. E' quanto e' stato stabilito durante la riunione di questa sera della direzione. Ancora nessuna novita', invece, sul futuro dei capigruppo di Camera e Senato, Andrea Romano e Gianluca Susta, che in molti nel pomeriggio davano per dimissionari. Ieri alcuni parlamentari avevano avviato una raccolta di firme per chiedere ai due di fare un passo indietro, ma al momento Romano e Susta restano al loro posto. La tensione nel partito e' palpabile. Durante la riunione di questa sera, anche il senatore Pietro Ichino, responsabile del programma, ha lasciato il suo incarico. .
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