Esodati, governo pronto alla sesta salvaguardia
Sabato, 21 Giugno 2014Il governo Renzi sarebbe favorevole a varare un nuovo provvedimento di salvaguardia, il sesto, per consentire ad ulteriori 8.000 persone la possibilità di mantenere le previgenti regole di pensionamento, piu' favorevoli. Kamsin E' quanto si apprende da fonti vicine all'esecutivo in esito alla discussione incardinata in questi giorni alla Camera alla vigilia della calendarizzazione (spostata al 30 giugno) della proposta di legge unificata in materia di esodati. La pdl 224, che raccoglie diverse soluzioni presentate l'ultimo anno dai partiti per risolvere definitivamente il problema "esodati", risulterebbe infatti troppo esosa per l'esecutivo: secondo la Ragioneria dello Stato e l'Inps costerebbe ben 47,145 miliardi tra il 2014 e il 2025, una cifra "irricevibile" secondo il Ministro dell'Economia Padoan.
L'esecutivo Renzi potrebbe invece condividere l'idea di un correttivo temporaneo per spostare, come suggerito dal Presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano, di un altro anno il vincolo temporale per entrare in salvaguardia. Oggi il paletto risulta infatti fissato al 6 Gennaio 2015, almeno per la maggior parte dei salvaguardati, ora con la nuova misura potrebbe arrivare al gennaio 2016. Beneficiari dell'intervento sarebbero i lavoratori in mobilità, i dipendenti pubblici esonerati dal servizio, i lavoratori in congedo per la cura di parenti disabili, i cessati per accordi individuali o collettivi, i licenziati individuali e i prosecutori volontari. Nella nuova misura, che non avrebbe alcun profilo strutturale, potrebbero risultare salvaguardati anche i lavoratori cessati da un contratto a tempo determinato che si trovassero a 4 anni dalla maturazione dei requisiti previdenziali pre-riforma. In numeri si tratterebbe di circa 8.000 soggetti in più rispetto al totale generale fissato finora in 162.130 "esodati" salvaguardati, cifra quest'ultima cui è associata una stima di maggiore spesa previdenziale per 11,6 miliardi entro il 2022-2023.
Quanto alle risorse il governo potrebbe studiare l'ipotesi lanciata nei giorni scorsi dallo stesso Damiano che ha suggerito di utilizzare le dotazioni avanzate messe in campo per la seconda salvaguardia (Dl 95/2012); secondo Damiano infatti le risorse stanziate sono state superiori alle domande che hanno ottenuto il via libera dell'Inps e quindi ci sarebbe un "tesoretto" da impiegare per altri scopi.
Il tutto ancora una volta in attesa di un intervento strutturale, possibile già con la prossima legge di stabilità, volto a tutelare stabilmente coloro che, a due anni dalla maturazione dei requisiti, si ritrovino senza lavoro. L'idea è quella del "prestito pensionistico" alla quale aveva cominciato a lavorare l'ex ministro del Lavoro Enrico Giovannini, un'ipotesi che prevede un anticipo dell'assegno Inps (con contribuzione piena da parte del datore) per due anni prima del compimento dell'età pensionabile che poi sarebbe restituito dal lavoratore con un piccolo prelievo sull'assegno pensionistico una volta conseguita la pensione.
Zedde
Esodati, Damiano: ecco la nostra proposta per risolvere il problema
Venerdì, 20 Giugno 2014Dalle pagine del quotidiano "l'Unità" l'onorevole Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera e firmatario di diversi progetti di legge in materia di "esodati" ha lanciato oggi un appello al governo per l'individuazione delle risorse necessarie per risolvere in modo strutturale i capitoli aperti dalla Riforma previdenziale del 2011. Kamsin "Il primo punto dal quale vogliamo partire è quello delle pensioni. Da Matteo Renzi ci divide il giudizio sulla «riforma» dell'ex ministro Fornero, ma ci unisce la comune volontà di risolvere il problema dei cosiddetti esodati, come il premier ha affermato in varie occasioni" ha detto Damiano.
"A nostro avviso quella «riforma» si conferma come una scelta sbagliata e socialmente iniqua e, con il passare del tempo, si indebolisce ulteriormente l'argomento dello stato di necessità di fronte alla straordinaria crisi che il Paese stava attraversando in quel momento. Si potevano trovare soluzioni diverse, meno traumatiche e soprattutto più graduali, che avrebbero consentito lo stesso risparmio di risorse e ci avrebbero evitato una logorante rincorsa alla ricerca di una soluzione strutturale, finora mancante, sul tema degli esodati".
Damiano ricorda anche che sul tavolo ci sono tante proposte risolutive che trovano però la bocciatura perchè troppo costose. "Secondo i calcoli dell'Inps e del ministero dell'Economia: la prima consiste nella introduzione di un criterio di flessibilità nel sistema pensionistico per consentire l'uscita dal lavoro a parti-re dai 62 anni; la seconda, nel ritorno alle «quote», naturalmente aggiornate all'innalzamento dell'età pensionabile (il governo Prodi era arrivato a quota 97, vale a dire 35 anni di contributi e 62 anni di età; si potrebbe ipotizzare, nell'attuale situazione, di alzare l'asticella a quota 100).
Se le soluzioni strutturali adesso non si possono percorrere, il tema si riproporrà nella legge di Stabilità di fine anno, che è lo strumento più idoneo per operazioni di più largo respiro. Nell'immediato, se non vogliamo disattendere le richieste che arrivano dai lavoratori che aspettano di poter andare in pensione, dobbiamo continuare sulla strada delle «salvaguardie» che sono state, in successione, ben cinque dal 2012 ad oggi. In questo modo si sono tutelati oltre 162.000 lavoratori con uno stanziamento di risorse superiore a 11 miliardi di euro. Nonostante questo sforzo del Parlamento, molta strada rimane ancora da fare per mettere in sicurezza altri lavoratori rimasti senza alcun reddito perché non hanno più il lavoro, non godono di ammortizzatori sociali e debbono aspettare anche cinque o sei anni per avere una pensione. Questa situazione sta alimentando disperazione e tensione sociale e sta allargando l'area della nuova povertà. Andare in pensione a 67 anni é anche una delle cause dell'aumento della disoccupazione giovanile.
Bisogna che il governo intervenga, anche perché alla fine di questo mese andrà in aula a Montecitorio la proposta di legge approvata unitariamente dalla Commissione lavoro della Camera che intende, appunto, risolvere il problema degli «esodati». Se non si individuano in questi giorni le soluzioni possibili, con le relative coperture finanziarie, corriamo il rischio di fare un buco nell'acqua. Ci vuole un atto di volontà politica da parte del governo e del presidente del Consiglio, perché non è più sufficiente barricarsi dietro il comodo paravento delle risorse. Non siamo così ingenui da non sapere che la coperta è sempre corta, soprattutto di questi tempi, ma bisogna porre fine al balletto di cifre sul numero dei lavoratori ancora da tutelare e sulle risorse necessarie per raggiungere questo obiettivo.
In molti casi ci troviamo di fronte a calcoli incomprensibili e fluttuanti che, se si fermano soltanto alla fredda ed opinabile analisi ragionieristica e non vengono accompagnati da un esplicito impegno del governo, non consentiranno mai di risolvere il problema". Kamsin Damiano torna a parlare poi della possibilità di recuperare le risorse non utilizzate per la seconda salvaguardia: "partiamo intanto dalle risorse accantonate dalle «salvaguardie», ben 11 miliardi, e verifichiamo se parte di queste non verrà spesa a causa di numeri sovrastimati. Ad esempio, la seconda «salvaguardia» di 55.000 lavoratori fin qui ha certificato che andranno in pensione meno di 20.000 persone: una bella differenza che, se rimane per sempre, porterebbe ad un risparmio di oltre due miliardi di euro da reimpiegare per tutelare altri lavoratori. Ad una condizione: che non si neghi il diritto alla pensione neanche ad una persona attualmente «salvaguardata».
Qui entrano nuovamente in ballo i dati ed il ruolo dell'Inps diventa fondamentale. Gli accordi di mobilità oggetto di tutela sono quelli siglati presso i ministeri ante 2012: ci sono tutte le condizioni perché l'Inps, dopo quasi tre anni, faccia un consuntivo numerico definitivo. Se da questa verifica risultasse che si risparmiano risorse e se a queste ne aggiungessimo poche altre, si potrebbero fare molti altri interventi positivi".
L'Ex ministro conclude suggerendo alcuni esempi: "la maturazione della decorrenza del trattamento pensionistico, per ottenere la salvaguardia, è fissata al 6 gennaio 2015. Se ci fosse lo spostamento di questa data almeno di un anno, al 6 gennaio del 2016, si amplierebbe la platea dei beneficiari e si darebbe tranquillità ai lavoratori interessati. Ci sono i problemi irrisolti dei lavoratori licenziati che avevano un contratto a termine e quelli dei macchinisti delle ferrovie; ci sono le penalizzazioni per chi va in pensione di anzianità e l'opzione donna. L'elenco delle palesi ingiustizie potrebbe continuare, ma abbiamo voluto solo fare degli esempi perché non spetta a noi indicare le priorità. Il problema ormai è posto nuovamente e con tutta evidenza agli occhi del Paese: ci aspettiamo una presa di posizione del presidente del Consiglio e del governo, un'assunzione di responsabilità politica e di sensibilità, che il ministro Poletti sta dimostrando, che faccia compiere un passo in avanti significativo a questa drammatica questione sociale".
Zedde
Esodati, slitta al 30 giugno la discussione del progetto di legge Damiano
Giovedì, 19 Giugno 2014Slitta al 30 Giugno la discussione in Aula alla Camera della proposta di legge in favore dei lavoratori esodati (pdl 224). Le forze politiche hanno convenuto nella necessità di individuare una data compromesso per consentire al governo di individuare le coperture finanziarie necessarie; una dilazione che potrebbe essere un segnale positivo per un rapido via libera al testo del disegno di legge. Kamsin La data è stata fissata dalla presidente della Camera Laura Boldrini dopo una tesa riunione della Conferenza dei capigruppo a cui per il governo ha partecipato il ministro Maria Elena Boschi.
Il testo della proposta di legge sarà tuttavia probabilmente ridimensionato rispetto alla versione uscita dal Comitato Ristretto lo scorso Marzo. E' quanto ha fatto intendere il Presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano: «La proposta unitaria della Commissione Lavoro - precisa il presidente Cesare Damiano, Pd- è stata valutata dall'Inps con un costo di 47 miliardi, una cifra a mio parere spropositata che ancora una volta considera le platee potenziali e non quelle reali. In ogni caso per trovare una soluzione strutturale occorrerà aspettare la legge di stabilità. Adesso è necessario che si trovi una soluzione ponte, ad esempio valutare quali sono i risparmi delle salvaguardie che vanno utilizzati per tutelare nuovi lavoratori. Sarebbe opportuno che il presidente del Consiglio, che aveva promesso una soluzione, affronti la situazione»
Ad ogni modo questa settimana il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti avrà la possibilità di definire in maniera più precisa la platea delle persone coinvolte, le risorse necessarie, e dovrà soprattutto individuare le coperture economiche. Una soluzione ponte potrebbe essere l'allentamento dei paletti riguardanti il termine di decorrenza della prestazione pensionistica, attualmente fissato al 6 gennaio 2015.
Nei giorni scorsi Cesare Damiano ha anche avanzato l'idea di utilizzare i denari stanziati per la seconda salvaguardia e non ancora non spesi; secondo l'ex ministro del lavoro infatti nella salvaguardia della legge 135/2012 sarebbero stati tutelati solo 20 mila soggetti contro i 55mila potenziali, un risparmio di circa 2 miliardi di euro rispetto al budget stanziato. Un'ipotesi allarmante smentita però dall'Inps che ha ricordato che i dati della seconda salvaguardia non possono dirsi completi e definitivi.
Zedde
Esodati, Pini (Ln): il governo ci prende in giro
Mercoledì, 18 Giugno 2014La Lega nord ha abbandonato la conferenza dei capigruppo e minaccia di non partecipare ai lavori d'aula alla Camera, finchè non verrà fatta chiarezza sulle misure per risolvere definitivamente il problema degli esodati. E' quanto ha annunciato il vicepresidente del gruppo, Gianluca Pini, lasciando infuriato la conferenza dei capigruppo poichè, ha riferito, maggioranza e governo si rimpallano la soluzione del problema. Kamsin
"Questa mattina il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano ci aveva fornito i numeri e le coperture necessarie. Ma poi qui in capigruppo è stato rimandato nuovamente tutto e il provvedimento non è stato calendarizzato. Nella maggioranza -ha concluso- la mano destra non sa cosa fa la sinistra sostengono che le discussioni parlamentari sono inutili. Per questo lasciamo i lavori della capigruppo e non parteciperemo ai lavori d'aula". Tutto questo, ha infine attaccato Pini, nel silenzio della presidente: "La Boldrini ormai è totalmente nelle mani della maggioranza di governo".
Dalla conferenza dei capigruppo erano attese indicazioni concrete da parte dell'esecutivo sulle risorse da stanziare alla proposta di legge unificata in materia di esodati, la pdl 224, che sarà discussa a partire dal Lunedì' prossimo in Aula a Montecitorio.
Sul punto proprio l'onorevole Cesare Damiano ha avvertito il governo sulla necessità di sciogliere entro questa settimana il nodo relativo alle coperture: "il Governo questo lo deve sapere. Se non si troverà una strada per compiere un ulteriore passo avanti, c’è il rischio che esploda una vera e propria “questione previdenziale” e che venga meno la parola data dal Governo e dal Premier Matteo Renzi di voler risolvere il problema. La situazione di questi lavoratori rimasti senza alcun reddito è socialmente inaccettabile. Quello che è più grave è che le cinque “salvaguardie”, per un totale di 162.000 lavoratori, hanno a disposizione 11 miliardi di euro che corrono il rischio di non essere totalmente utilizzati. Trattandosi di un Fondo esclusivamente destinato agli “esodati”, chiediamo che le cifre non spese nella seconda salvaguardia vengano utilizzate per allargare la platea dei lavoratori che possono andare in pensione con le regole ante-Fornero. Infatti, dei 55.000 lavoratori previsti, meno di 20.000 beneficeranno della tutela. Vorrei che anche il ministro Padoan fosse informato dello stato dell’arte per poter agire di conseguenza" ha detto Damiano.
Zedde
Esodati, Damiano: Renzi faccia passi avanti come promesso
Lunedì, 16 Giugno 2014La prima salvaguardia di lavoratori “esodati” ha utilizzato tutte le risorse stanziate e raggiunto il numero delle 65.000 persone previste. Kamsin La seconda salvaguardia ci risulta che abbia coinvolto meno di 20.000 persone a fronte delle 55.000 previste. Questo vuol dire che c’e’ un “risparmio” di circa 2 miliardi di euro, parte del quale puo’ essere utilizzato per salvare altri lavoratori rimasti senza reddito a seguito di una “riforma” delle pensioni del Governo Monti sbagliata e socialmente iniqua.
E' quanto afferma il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, Cesare Damiano in una nota diffusa dall'Ansa. "Abbiamo chiesto al Governo una risposta tempestiva che faccia fare un altro passo avanti verso la soluzione del problema, come aveva a suo tempo promesso Matteo Renzi. Il tempo stringe e non ci sono piu’ alibi".
Intanto dal prossimo 23 Giugno sarà in discussione alla Camera la pdl 224. Si tratta un progetto di legge che, in sostanza, estende la salvaguardia in favore dei lavoratori che fruiscono della mobilità sulla base di accordi sindacali stipulati entro il 2011 che maturino i requisiti per la pensione entro 2 anni dal termine dell'indennità di mobilità; gli autorizzati ai volontari che abbiano presentato domanda entro il 31 gennaio 2012 che maturino la decorrenza del trattamento entro il 2018; i lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro (unilateralmente o con accordi) che maturano il requisito per la pensione entro il 6 dicembre 2014.
Novità importanti anche per i lavoratori precoci che, se il progetto di legge fosse approvato, vedrebbero sparire la penalizzazione sino al 31.12.2017. Il provvedimento prevede inoltre una parziale proroga dell'opzione donna; il riconoscimento dei benefici agli autorizzati ai volontari prima del 20 luglio 2007 e in favore dei "lavoratori quindicenni"; l'estensione del regime eccezionale previsto dall'articolo 24, comma 15-bis del Dl 201/2011 (pensione a 64 anni) anche ai lavoratori dipendenti del pubblico impiego; il riconoscimento di una specificità per il personale ferroviario viaggiante, di macchina e di manovra. Sul progetto tuttavia sono stati espressi pesanti dubbi dalla Ragioneria generale dello Stato.
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Esodati, Damiano: entro questa settimana si trovi la soluzione
Domenica, 15 Giugno 2014Entro la prossima settimana va trovata con il Governo una soluzione sul tema degli “esodati”. La Commissione lavoro della Camera ha presentato una proposta di legge unificata, condivisa da tutti i partiti (la pdl 224), che verrà discussa dall’Aula a partire dal prossimo 23 giugno. Kamsin E' quanto ha ricordato l'onorevole Cesare Damiano che pressa il governo sull'urgenza della soluzione al fenomeno "esodati".
"È evidente l’urgenza del problema sul quale si era anche speso il Premier Matteo Renzi. Il ministro Poletti oggi (ieri ndr) ha giustamente sottolineato il dramma di chi rimane senza lavoro e senza reddito e deve aspettare molti anni per poter andare in pensione. Questo problema è sorto nel lontano dicembre 2011 con la “riforma” Fornero. I dati relativi alle “salvaguardie” ci dicono che una parte degli 11 miliardi accantonati non verrà tutta spesa perché le coperture sono sovrastimate.
A scanso di equivoci sottolineiamo ancora una volta che quelle risorse debbono essere tutte utilizzate per gli “esodati” e che gli eventuali risparmi possono essere impiegati per tutelare almeno una parte di coloro che fino ad oggi sono stati esclusi dalle salvaguardie. Al Governo ed al PD chiediamo coerenza: all’Assemblea nazionale del partito è stato approvato un ordine del giorno che chiede di risolvere questo problema. Se vogliamo essere l’Italia del “fare”, è giunta sia l’occasione che il momento".
Zedde

