Bernardo Diaz

Bernardo Diaz

Bernardo Diaz, dottore commercialista collabora con PensioniOggi.it dal novembre del 2015.  

Il Gruppo Sel presenta una proposta di legge alla Camera per tutelare i lavoratori che assistono da oltre dieci anni familiari disabili con oltre il 100% di invalidità.

Kamsin Introdurre, per il triennio 2015-2017, in via sperimentale la possibilità di accedere alla pensione con 60 anni e 20 anni di contributi per i lavoratori sia del settore privato che del settore pubblico che si sono dedicati ad assistere in via continuativa un familiare disabile al 100% per almeno dieci anni. E' quanto prevede il ddl 2918 (vai al testo del disegno di legge) a firma dei deputati Melilla e Nicchi di Sinistra Ecologia e Libertà depositato ieri in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati.

Tra gli obiettivi del ddl c'è l'introduzione di un'apposita tutela previdenziale per quei lavoratori che si prendono cura 24 ore su 24 di un familiare gravemente disabile, i cosiddetti caregiver, una figura che - fanno notare i firmatari - non è adeguatamente ricompensata e riconosciuta nonostante rappresenti un tassello fondamentale nel tessuto sociale dell'intera comunità. Del resto - ricordano da Sel - oltre agli oneri psicologici di chi sostiene l'onere della cura di un disabile, si aggiunge, molto spesso, anche la difficoltà economica derivante dall'esigenza di dover provvedere con propri mezzi alla copertura della spesa per l'aiuto di persone esterne al nucleo familiare, laddove i servizi socio-assistenziali non riescono a coprire in toto le pressanti esigenze richieste dal caso specifico. Per i motivi esposti - concludono i promotori del provvedimento - non è pertanto più eludibile introdurre nel nostro sistema giuridico alcune nuove disposizioni che consentano il pensionamento anticipato per coloro che assistono familiari gravemente disabili, aventi cioè una invalidità non inferiore al 100 per cento, con necessità, quindi, di assistenza continua poiché non in grado di compiere i normali atti quotidiani della vita.

Nel ddl si precisa, inoltre, che il diritto al pensionamento anticipato può essere goduto da un solo familiare (coniuge, persona stabilmente convivente, genitore, fratello, sorella o figlio) che abbia convissuto con la persona per almeno dieci anni per ciascuna persona disabile presente all'interno del nucleo familiare. Il beneficio, inoltre, sarebbe riconosciuto a condizione che il familiare disabile non sia stato ricoverato a tempo pieno in modo continuativo in un istituto specializzato, nei dieci anni, ovvero non risulti stabilmente ricoverato a tempo pieno, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, in un istituto specializzato. Le coperture, pari a circa 750 milioni di euro sino al 2023, sono individuate ricorrendo ad un aumento dell'accisa su birra, prodotti alcolici intermedi e alcool etilico. 

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E' stato approvato l'emendamento che affida all'Inps il controllo sulle assenze dei pubblici dipendenti. Via libera anche alla riforma della responsabilità disciplinare dei dipendenti pubblici.

Kamsin Ok al passaggio delle visite fiscali dalle Asl all'Inps per garantire maggiore efficienza dei controlli. E' stato approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato l'emendamento del relatore Giorgio Pagliari (Pd) 13.500 che attribuisce al Governo la delega per riorganizzare "le funzioni in materia di accertamento medico-legale sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici, al fine di garantire l'effettività del controllo, con attribuzione della relativa competenza all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale". 

Con l'emendamento passa anche la delega al Governo per la semplificazione delle norme in materia di valutazione dei dipendenti pubblici, di riconoscimento del merito e  di premialità, nonché dei relativi soggetti e delle relative procedure. In particolare si prevede l'introduzione di norme in materia di responsabilità disciplinare "finalizzate ad accelerare, rendere concreto e certo nei tempi di espletamento e di conclusione l'esercizio dell'azione disciplinare".

Disabili: maggiori tutele per il rispetto delle quote di riserva

Passa anche un emendamento presentato dai Senatori Morra e Maturani (13.43) per garantire una piu' efficace adempimento degli obblighi di inserimento al lavoro di persone con disabilità come disposte dalla legge 68/1999 (le cd. quote di riserva). Si prevede in particolare la nomina, da parte delle pubbliche amministrazioni con più di 200 dipendenti, di un responsabile dei processi di inserimento dei disabili e l'obbligo di trasmissione annuale da parte delle pubbliche amministrazioni ai Ministeri della semplificazione e della pubblica amministrazione e del lavoro e delle politiche sociali oltre che al Centro per l'impiego territorialmente competente, della comunicazione relativa alle scoperture di posti riservati ai lavoratori disabili, e successiva dichiarazione relativa a tempi e modalità di copertura della quota di riserva prevista dalla normativa vigente. 

Concorsi: valorizzati anche coloro che hanno avuto rapporti di lavoro flessibile

Nelle procedure concorsuali pubbliche saranno previsti, poi, meccanismi di "valutazione finalizzati a valorizzare l'esperienza professionale acquisita da coloro che hanno avuto rapporti di lavoro flessibile con le amministrazioni pubbliche, con esclusione, in ogni caso, dei servizi prestati presso uffici di diretta collaborazione degli organi politici e ferma restando, comunque, la garanzia di un adeguato accesso dall'esterno".

Sempre sui i concorsi passa un emendamento che prevede "la predisposizione di strumenti volti a garantire l'effettiva segretezza dei temi d'esame fino allo svolgimento delle relative prove, di misure di pubblicità sui temi di concorso e di forme di preselezione dei componenti delle commissioni".

Segretari Comunali: Pagliari conferma l'abolizione

Partita rinviata invece sulla riforma della dirigenza e sui segretari comunali. Il relatore, pur essendo disponibile ad approvare alcune modifiche, ha comunque confermato la volontà di abolire la figura attribuendo a un dirigente il compito di controllo della legalità dell'azione amministrativa e prevedendo che coloro attualmente iscritti all'albo nazionale dei segretari comunali siano inseriti nelle fasce professionali A e B del ruolo unico della dirigenza degli enti locali. Verrebbe previsto, inoltre, l'obbligo per gli enti locali di nominare comunque un dirigente apicale con compiti di attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività amministrativa e controllo della legalità dell'azione amministrativa. Nel caso dei comuni di minori dimensioni, la funzione di direzione apicale dovrà essere svolta in forma associata. Inoltre, in sede di prima applicazione del decreto attuativo, e per un periodo non superiore a tre anni, l'incarico dovrà essere conferito ai segretari comunali già iscritti nel relativo albo, senza nuovi oneri per la finanza pubblica. 

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Nessuna sanzione sino al 31 Marzo per chi non ha versato l'Imu sui terreni agricoli entro la scadenza del 10 febbraio. Confermate le regole di esenzione per i terreni totalmente montani.

Kamsin Ai contribuenti che devono ancora versare l’Imu 2014 sui terreni resta poco più di una settimana per effettuare il pagamento senza incappare in sanzioni e interessi. Per regolarizzare la propria posizione, infatti, c’è tempo fino al prossimo 31 marzo secondo una norma contenuta nella legge di conversione del decreto legge 4/2015 approvato la scorsa settimana in via definitiva dal Parlamento. Non ci sarà dunque nessuna sanzione o interessi nel caso in cui il contribuente non abbia rispettato la data del 10 febbraio a condizione che lo stesso sia effettuato entro il termine del 31 marzo 2015.

Per quanto riguarda il versamento, ricordiamo innanzitutto chi è tenuto a presentarsi alla cassa. Al riguardo, il provvedimento ha abbandonato il criterio altimetrico introdotto dal dm 28 novembre 2014, che aveva suddiviso i comuni in tre fasce (fino a 280 metri, fra 281 e 600 metri e oltre i 600 metri) in base all’altitudine del centro. Il nuovo regime, invece, modula le esenzioni a seconda che gli enti siano riconosciuti come totalmente o parzialmente montani, tassando sempre e comunque i terreni ubicati in municipi non montani. Per capire quale caso si rientra occorre accedere al sito dell’Istat e verificare il codice riportato nella colonna «R» rubricata «comune montano», che potrà essere «T» (totalmente montano), «P» (parzialmente montano), «NM» (non montano).

Nel primo caso (comuni totalmente montani), l’Imu non è dovuta (e, se versata nel 2014, può essere chiesta a rimborso). Nel secondo caso (comuni parzialmente montani), sono esenti solo i terreni afferenti a coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agri- cola (Iap). L’esenzione spetta anche nel caso di concessione degli stessi terreni in comodato o in affitto ad altri coltivatori diretti e Iap, purché il concedente abbia egli stesso la medesima qualifica. Nel terzo caso (comuni non montani), tutti i terreni sono assoggettati al prelievo.

Per il 2014, tuttavia, restano valide tutte le esenzioni previste dal dm di novembre, anche se non confermate dal provvedimento successivo. Quindi non devono versare l’Imu 2014: a) i terreni agricoli (anche non coltivati) ubicati i comuni con altitudine superiore a 600 metri (anche se non inclusi nell’elenco Istat); b) i terreni agricoli (anche non coltivati) posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali ubicati i comuni con altitudine tra 281 e 600 metri (anche se non inclusi nell’elenco Istat); c) i terreni agricoli (anche non coltivati) concessi in comodato o in affitto a coltivatori diretti e a imprenditori agricoli professionali ubicati i comuni con altitudine tra 281 e 600 metri (anche se non inclusi nell’elenco Istat).

Le regole per la determinazione dell'imposta. Non sono invece mutate le regole per la determinazione di quanto si deve pagare. La base imponibile si ottiene applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25%, un moltiplicatore pari a 130, che scende a 75 per i coltivatori diretti e gli Iap. A favore di questi ultimi, inoltre, è prevista una franchigia di 6 mila euro e una riduzione per scaglioni sull’eccedenza fino a 32 mila euro. Quanto all’aliquota, infine, per il 2014 si applica quella «di base» stabilita dalla legge (7,6 per mille), salvo che l’ente non abbia approvato una specifi caaliquota per i terreni. La stessa aliquota dovrà essere utilizzata per calcolare l’acconto 2015, mentre per il saldo si dovrà tenere conto delle eventuali decisioni assunte dai sindaci nei prossimi mesi.

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Il disegno di legge delega di riforma della pubblica amministrazione concluderà il suo iter in commissione Affari costituzionali questa settimana.

Kamsin Riprenderà domani la discussione in Commissione Affari Costituzionali del Senato del ddl 1577 sulla riforma della pubblica amministrazione. L'obiettivo della Commissione è chiudere l'esame entro questa settimana e quindi presentare il provvedimento dal 31 Marzo in Aula per l'avvio della votazione finale. Sul piatto però restano ancora diversi nodi da sciogliere, a partire dalla riforma della dirigenza pubblica (con la discussa abolizione della figura del segretario comunale) e il passaggio delle visite fiscali dalle Asl all'Inps per garantire maggiore efficienza dei controlli. Da confermare anche la revisione delle camere di commercio, la semplificazione delle norme che portano al licenziamento dei dipendenti, il riordino delle partecipazioni societarie delle pubbliche amministrazioni.

Sulla Dirigenza pubblica il Governo punta ad introdurre i ruoli unificati e coordinati, accomunati da requisiti omogenei di accesso e da procedure analoghe di reclutamento, basati sul principio del merito e della formazione continua nonché su quello della piena mobilità tra i ruoli. La valutazione del dirigente vedrà il "superamento degli automatismi nel percorso di carriera" e il suo aggancio al merito in esito di una specifica valutazione dei risultati conseguiti.

A cambiare sarà anche l'accesso alla dirigenza con l'introduzione del cd. corso-concorso e la retribuzione del dirigente che sarà collegata al tipo di incarico ottenuto e dipenderà dal raggiungimento di specifici obiettivi fissati sia per l'intera amministrazione, sia per il singolo dirigente. 

In questo contesto il Governo intende confermare la soppressione delle figure dei segretari comunali e provinciali - con l'inserimento degli attuali nel ruolo unico dei dirigenti degli enti locali - e la facoltà, per gli enti locali privi di figure dirigenziali, di nominare un dirigente apicale (in sostituzione del segretario comunale), con l'obbligo per i comuni con meno di 5.000 abitanti di gestire quest'eventuale funzione di direzione apicale.

Ma nel mirino della Riforma ci sono anche i dipendenti pubblici "normali" per i quali il provvedimento ha in serbo due novità. Da un lato c'è la riorganizzazione delle funzioni in materia di accertamento medico-legale sulle assenze dal servizio  per malattia dei dipendenti pubblici, al fine di garantire l'effettività del controllo, con attribuzione della relativa competenza all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale; dall'altro ci sarà una revisione delle norme in materia di responsabilità disciplinare finalizzata ad accelerare, rendere concreto e certo nei tempi di espletamento e di conclusione l'esercizio dell'azione disciplinare ed il licenziamento del dipendente. 

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L'istituto di previdenza ha precisato che il nuovo sgravio contributivo per chi assume stabilmente è compatibile con gli altri incentivi alle assunzioni di natura economica.

Kamsin Il nuovo esonero contributivo introdotto dalla legge di stabilità 2015 è compatibile con gli altri incentivi alle assunzioni che assumano natura economica (e non invece di sconto contributivo). Lo ha precisato l'Inps con la Circolare 17/2015. Occhio dunque a verificare la natura dei benefici di cui intende fruire perchè la precisazione consentirà di abbinare - anche se per un periodo limitato di tempo - l'agevolazione fino a 8.060 euro all'anno riservata ai contratti a tempo indeterminato stipulati nel 2015 con altri incentivi già presenti nel sistema per agevolare il reinserimento di alcune categorie di lavoratori.

Nello specifico i datori di lavoro possono usufruire del nuovo bonus in combinazione con:

1) l'incentivo portato in dote dai lavoratori beneficiari dell'Aspi, che consiste nel 50% dell'indennità che sarebbe spettata al lavoratore se non fosse stato assunto, per la durata residua del trattamento (l'agevolazione rimarrà in vigore anche con il superamento dell'Aspi a favore della Naspi, in attuazione del jobs act);

2)  l'incentivo per chi assume iscritti alla Garanzia Giovani (programma che dura un anno);

3) il bonus per chi assume iscritti alle liste di mobilità, pari al 50% dell'indennità che sarebbe spettata al lavoratore per il residuo periodo di diritto al trattamento;

 4) il bonus riferito ai giovani lavoratori agricoli (legge 116/2014);

5) gli incentivi previsti per particolari categorie di lavoratori disabili e per l'assunzione di giovani genitori (l'incentivo è pari a euro 5.000,00 fruibili, dal datore di lavoro, in quote mensili non superiori alla misura della retribuzione lorda, per un massimo di cinque lavoratori.).

Il datore dovrà curare gli adempimenti indicati per ciascuna agevolazione e vagliare le condizioni previste dalle diverse misure: il cumulo con il bonus per chi assume percettori dell'Aspi è subordinato, ad esempio, al rispetto delle regole "de minimis" e al fatto che l'assunzione non derivi da un obbligo di legge o di Ccnl.

E' invece possibile cumulare solo parzialmente il beneficio con il cosiddetto «bonus Letta» (quello riservato ai giovani svantaggiati con meno di 29 anni di età ai sensi del Dl 76/2013).  Quest'ultimo potrà essere usato solo per l'eventuale quota di contribuzione mensile eccedente il tetto di 671,66 euro previsto per l'esonero contributivo (euro 8.060,00/12).

Difatti, nel concorso di altri regime agevolati, l’ammontare del bonus letta non può comunque superare l’importo dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per cui, unitamente allo sgravio contributivo triennale, il citato incentivo per l’assunzione di giovani entro i 29 anni di età opererebbe solo con riferimento all’eventuale quota di contribuzione a carico del datore di lavoro superiore alla soglia mensile di euro 671,66. Per esempio, sussistendo le condizioni per la fruizione di ambedue i predetti incentivi, a fronte di contributi previdenziali a carico del datore di lavoro pari, nel mese, a euro 800,00, il datore di lavoro fruisce dell’esonero contributivo ex Legge di stabilità 2015 per un importo massimo pari a euro 671,66 e dell’incentivo sperimentale ex d.l. n. 76/2013 per un importo pari a euro 128,34, corrispondenti alla differenza fra l’importo dei contributi previdenziali (euro 800,00) e quello dell’esonero fruito per effetto della misura in oggetto (671,66).

Il bonus, invece, non è cumulabile con l’incentivo per l’assunzione di lavoratori con più di 50 anni di età disoccupati da oltre dodici mesi e di donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi ovvero prive di impiego da almeno sei mesi e appartenenti a particolari aree, di cui all’art. 4, commi 8 e seguenti, della legge n. 92/2012.

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