Redazione

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- Roma, 8 ago. - Prima via libera per le riforme volute da Matteo Renzi e concordate con Silvio Berlusconi: al Senato il voto finale segna il disco verde con 183 voti a favore. Maggioranza netta, quindi, ma non piena rispetto alla somma dei voti che i partiti favorevoli alla revisione della Costituzione avrebbero potuto esibire. Ne mancano parecchi da Forza Italia, non pochi dal Pd. L'ultima giornata di discussione vede sparare le ultime salve da parte degli scontenti: Sel, dissidenti del Pd e dissenzienti di FI.

Arriva il Senato dei 100, cosi' cambia la Costituzione

Secondo i primi calcoli, nel Partito Democratico sono in 16, in Forza Italia addirittura 19. Il Movimento 5 Stelle non partecipa, come anche Sel, alla votazione. Ma, comunque, il pacchetto riformista passa l'esame e gia' a settembre sara' incardinato alla Camera, dove il percorso sara' con ogni probabilita' piu' agibile di quanto non sia stato a Palazzo Madama. Quella di oggi, infatti, e' la prima lettura del primo ramo del Parlamento. A norma di Costituzione, seguira' la prima della Camera, la seconda del Senato, la seconda della Camera. Prima di dichiarare esperito l'iter si dovra' aspettare qualche mese.

La principale riforma riguarda il Senato: ridotto a 100 membri, rappresentanti delle regioni, e con limitate capacita' di intervento nel cuore del dibattito politico. Cambia anche l'istituto referendario: sia per natura (potra' essere anche propositivo e di indirizzo), sia per modalita' di presentazione e svolgimento. Alla fine gioisce Matteo Renzi, reduce da un paio di giorni abbastanza difficili. "Ci vorra' tempo, sara' difficile, ci saranno intoppi. Ma nessuno potra' piu' fermare il cambiamento iniziato oggi" twitta felice. E, per far capire che non si scherza, arriva la notizia che, sempre al Senato, la riforma della legge elettorale verra' esaminata gia' a partire dal 3 settembre. Secondo le priorita' concordate al Nazareno.

- Roma, 8 ago. - "Draghi ha licenziato il terzo cameriere, dopo Monti e Letta e' l'ora Renzie". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog . E in bella evidenza pubblica un fotomontaggio con Matteo Renzi, Francesco Schettino e, sullo sfondo, Maria Elena Boschi dal titolo: 'Renzie e Schettino indivisi a Berlino #VacanzeSerene' a indicare "l'Italia che va ...ma dove va?". "Renzie non ha fatto abbastanza velocemente i compiti (servizietti?) a casa che gli erano stati assegnati. Certo e' un cameriere servizievole, ma non abbastanza efficiente. E allora il calcio nel culo, prima degli italiani, glielo ha anticipato Draghi per conto della finanza, di chi vuole la garanzia che gli investimenti nelle imprese italiane comprate in questi mesi per un pezzo di pane e la quota di debito pubblico non vengano perduti", scrive ancora. "Dopo le dichiarazioni di Draghi di ieri in cui auspica una diminuzione di sovranita' nazionale e un'accelerazione delle riforme e' del tutto chiaro che e' lui il vero capo del Governo - si legge nel post - Un banchiere mai eletto da nessuno... che detta ordini al signor Napolitano che esegue prontamente nominando a destra e a sinistra tizio e caio senza passare dalle elezioni in funzione dell'obbedienza cieca e assoluta ai voleri della Troika e al trionfo della finanza sugli Stati sociali e sulle Costituzioni nate dalla guerra contro il nazifascismo e ormai considerate obsolete, come ricordato dalla JP Morgan".aghi licenzia Renzi cameriere poco efficiente (3)= "Perche' Renzie non si occupa del taglio dei costi della politica, dello smantellamento della burocrazia, della legge anticorruzione, del conflitto di interessi, e della messa in pratica della spending review di Cottarell, retrocesso sprezzantemente a 'commercialista' da un condannato in primo grado per danno erariale? - si legge ancora sul blog di Grillo - Tutte misure che farebbero ripartire l'economia insieme alla restituzione dei crediti alle imprese, promessi e mai erogati". "La risposta e' che questi tizi, dal signor Napolitano in giu', stanno preparandosi alle barricate prima del default riducendo ogni interstizio in cui la volonta' popolare si possa esprimere. Che altro e' infatti la riforma del Senato, se non la sostanziale abolizione di un controllo parlamentare sul governo e sul processo legislativo da parte del cittadini? Atto difensivo prima di prendere misure straordinarie che metterebbero a rischio l'ordine pubblico come la chiusura delle banche o il contingentamento delle pensioni. Questi stanno scherzando con il fuoco. Il Parlamento e' sovrano, e' l'espressione del Popolo, il Governo e' soggetto al Parlamento e non a banchieri, piduisti o camerieri assunti a progetto per i lavori sporchi divorati dall'ambizione. Renzie e Schettino indivisi a Berlino. E' l'Italia che va.... ma dove va?", conclude. .
- Roma, 8 ago. - Il Senato ha approvato in prima lettura il ddl Boschi sulle riforle Costituzionali. I si' sono stati 183. Le opposizioni e i dissidenti del Pd non hanno partecipato al voto. "E' un primo passaggio". Cosi' il ministro delle riforme, Maria Elena Boschi, prima del voto finale del Senato. Il ministro ha ringraziato, tra l'altro, anche la struttura del Senato, "a partire dal presidente Pietro Grasso che - ha sottolineato - ha svolto il suo ruolo in modo equilibrato" e ha ricoperto al meglio la sua funzione "di garanzia". .
- Roma, 8 ago. - "E' stato un passaggio importante e impegnativo, non e' mai venuta meno la determinazione". Cosi' Maria Eleena Boschi commenta il primo ok al suo ddl. "Siamo tutti soddisfatti - dice dopo il voto del Senato -. E' un primo segnale della voglia di cambiamento e della capacita' di rispettare gli impegni presi con i cittadini".
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