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L'Inps riduce il numero degli uffici sul territorio

I chiarimenti in un documento dell'Istituto di Previdenza. La presenza di un'agenzia sarà giustificata dal combinato di tre fattori tra cui un minimo di popolazione residente di almeno 60mila abitanti.

L'Inps va verso un ridimensionamento del numero degli uffici territoriali. La circolare numero 96/2018 pubblicata la scorsa settimana illustra il nuovo regolamento sul decentramento territoriale, aggiornato a seguito della determinazione presidenziale numero 52/2018. Una rimodulazione giustificata, spiega l'Inps, da una nuova metodologia di valutazione dei costi/benefici che tiene conto del progressivo ricorso alla telematica per numerosi servizi anche se lascia intuire la chiusura di alcuni uffici sul territorio nazionale.

I nuovi criteri

I parametri sino ad oggi vigenti - individuati nella determina presidenziale numero 333/2011 e nella Circolare Inps 146/2011 - chiedono per il mantenimento di un'agenzia territoriale un minimo di popolazione residente di 28 mila abitanti ed un tasso di ipocopertura di almeno l'80% dei comuni/frazioni di competenza (era stabilito cioè che almeno l'80% dei comuni dovesse avere un'agenzia Inps nel raggio di 10 km).

La nuova determina in vigore da quest'anno prevede l'istituzione di un nuovo ufficio locale con criteri leggermente più restrittivi rispetto al passato. In particolre l'istituzione di una nuova agenzia sarà possibile se ricorrono almeno due dei seguenti tre parametri: 1) una popolazione residente superiore a 60 mila abitanti (più del doppio rispetto al vecchio parametro); 2) più di 10 impiegati assegnati alla sede; 3) un tasso di Ipercopertura - cioè il rapporto percentuale fra la popolazione residente nel bacino di utenza che raggiunge dal proprio Comune più di una Struttura dell’Istituto nella provincia, con mezzi propri, in un tempo pari o inferiore a 30 minuti, e il totale della popolazione residente nel medesimo bacino - inferiore al 60%.

La novità ha effetto anche sugli uffici territoriali già esistenti che dovranno essere chiusi in caso di difformità di almeno due dei predetti parametri. A tale fine la circolare chiede, quindi, ai direttori regionali e di coordinamento metropolitano di presentare, entro il 15 ottobre, una relazione sulle agenzie che non soddisfano almeno due dei parametri e che vanno chiuse o trasformate in Punti Inps.

Gli obiettivi

Il nuovo regolamento si basa, spiega l'Inps, su una metodologia di valutazione costi/benefici articolata su tre canoni operativi: a) individuazione del bacino di utenza, nonché d'accessibilità a strutture Inps, considerando le caratteristiche territoriali degli insediamenti abitativi e il sistema viario e dei trasporti; b) comparazione dei valori di stima del miglioramento dei livelli di funzionalità e qualità dei servizi conseguibili dalle agenzie; c) bilanciamento tra costi emergenti e costi cessanti per la riconfigurazione dell'assetto di servizio, anche tenendo conto delle possibilità di interazione e di erogazione dei servizi consentite dalla tecnologia. La presenza delle Agenzie sul territorio è altresì finalizzata alla creazione di valore e al mantenimento della prossimità all’utenza, assicurando funzioni di orientamento, consulenza ed erogazione di una gammaminima di servizi, denominata Nucleo Base di Servizi Standard (NBSS), presidiata dal gruppo di lavoro “Agenzia”, nel suo insieme.

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Documenti: Circolare Inps 96/2018

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