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Militari, In Gazzetta il nuovo contratto per il triennio 2016-2018

L'intesa raggiunta lo scorso 26 Gennaio 2018 riguarderà il rinnovo del contratto per più di 450mila lavoratori, tra Forze Armate, Arma dei Carabinieri, Guarda di Finanza, Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria. 

Il comparto difesa e sicurezza ha il suo schema sui rinnovi contrattuali per il triennio 2016-2018. Lo scorso 26 Gennaio 2018 Governo e parti sindacali hanno raggiunto l'accordo sul nuovo contratto di riferimento che coinvolgerà un totale di oltre 450mila lavoratori tra Polizia, Polizia Penitenziaria, Carabinieri, Gdf e Forze Armate (Marina, Aeronautica ed Esercito). Lo schema di contratto recepito in due Decreti del presidente della Repubblica ha preso la via della Gazzetta Ufficiale (GU 100/2018 del 2 Maggio 2018) ed è entrato in vigore ufficialmente il 17 Maggio 2018. L'accordo riguarda, dopo un'attesa di quasi dieci anni, sia la parte economica che quella normativa con alcuni adeguamenti ai nuovi principi introdotti dalla Riforma Madia del 2015 (Legge 124/2015).

La parte economica

Complessivamente i nuovi contratti portano in dote un aumento del tabellare a regime che oscilla tra i 70 ed i 100 euro al mese scaglionati in quattro livelli temporali (1° gennaio 2016, 1° gennaio 2017, 1° Ottobre 2017 e 1° gennaio 2018). Cifra che viene raggiunta in parte con i rinnovi annuali ed in parte con l'incremento dal 1° ottobre 2017 dei parametri stipendiali previsti con il decreto legislativo sul riordino delle carriere militari (art 45 Dlgs 95/2017). Cresce anche l'indennità pensionabile per le forze di polizia in una forchetta compresa tra i 45 e i 50 euro al mese (per le forze armate cresce l'importo aggiuntivo pensionabile in misura compresa tra i 41 e i 46 euro al mese). A questo si aggiungono gli arretrati maturati nel biennio 2016-2017 corrisposti una tantum in occasione della prima scadenza utile: circa 556 euro per le forze di polizia e 517 euro per le forze armate. Sempre sulla parte economica il nuovo contratto prevede il riconoscimento delle indennità di impiego operativo al personale assente per infermità o in licenza straordinaria, un aumento dell'assegno funzionale del personale con almeno 17 anni di servizio di 10 euro al mese e la rivalutazione dei compensi per il lavoro straordinario. 

I nuovi trattamenti stipendiali avranno effetto, come già disposto per gli altri comparti del pubblico impiego, anche sulle pensioni del personale cessato tra il 2016 ed il 2018 a cui dovrà essere, pertanto, ricalcolato l'assegno sulla base degli intero aumento a regime riconosciuto dal contratto 2016-2018 (qui ulteriori dettagli). Mentre ai fini dell'indennità di buonuscita saranno considerati solo gli scaglionamenti maturati al momento della cessazione del rapporto di lavoro. 

La parte normativa

Riguardo alla parte normativa il nuovo contratto recepisce diversi istituti di flessibilità introdotti con la Legge Madia e del Jobs Act. I permessi brevi (concessi ad esempio per espletare visite specialistiche, terapie o esami diagnostici) salgono ad un massimo di 54 ore annue dalle 36 ore attuali. Il dipendente che avrà usufruito delle ore di permesso dovrà recuperarle nel mese successivo. Il congedo parentale retribuito (45 giorni) sarà frazionabile entro il compimento del 6° anno del bambino, mentre il congedo ordinario non goduto nel corso dell'anno sarà fruibile nei 18 mesi successivi. Rideterminata l'indennità di compensazione in 8 euro (dai 5 euro previsti attualmente) mentre l'anticipo delle spese legali cresce a 5mila euro raddoppiando rispettio ai 2.500 euro attualmente previsti. 

Gli impegni del Governo

Il governo, inoltre, si impegnerà a proseguire i lavori per la “coda contrattuale”, che interesserà numerose materie e istituti tra cui il  trattamento di missione, con particolare riferimento a spese di pernottamento, diaria giornaliera, rimborso forfettario; la disciplina del recupero psico-fisico del personale impegnato in specifici servizi; l'introduzione di una disposizione che consenta, in caso di trasferimento con alloggio di servizio non disponibile, la possibilità di depositare le masserizie a spese dell’Amministrazione; il riassetto della disciplina dell’indennità per i servizi esterni, anche al fine di valorizzare le peculiarità di ogni singola Amministrazione previsione di nuove indennità connesse a particolari istituti e servizi peculiari delle Forze di polizia, nonché eventuale rivisitazione di quelle già esistenti; la previsione dell’istituzione di fondi per il sostegno del personale in relazione alle spese mediche.

Tra gli impegni assunti dal Governo c'è anche la rivalutazione di istituti retributivi per le forze speciali e per le forze di supporto alle operazioni speciali; introduzione di istituti retributivi nei confronti di “sensor operator”; rivalutazione delle indennità connesse al rischio (esempio: rischio radiologico; disattivazione degli ordigni esplosivi, operatori subacquei). 

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Documenti: DPR 40/2018 (Personale non Dirigente Forze Armate); DPR 39/2018 (Personale non Dirigente Forze di Polizia ad Ordinamento Civile e Militare).

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