Statali, nel 2014 calano le assenze per malattia

Lunedì, 02 Febbraio 2015
Complessivamente le assenze per malattia sono state il 5% in meno rispetto al dicembre 2013 e quelle per altri motivi si sono ridotte del 2,9%. Sono diminuite anche le assenze per malattia superiori ai dieci giorni (1,7%).

Kamsin Calano le assenze nelle Pubbliche Amministrazioni. Secondo gli ultimi dati del monitoraggio mensile effettuato dal ministero della Pubblica amministrazione, lanciato dall'allora ministro Brunetta,  il 2014 è stato un anno di minori assenze rispetto agli anni precedenti nelle oltre 4mila amministrazioni pubbliche controllate.

Il calo è stato generalizzato in tutti e dodici i mesi, per fino in periodi sensibili come dicembre. Non sono neppure mancate contrazioni a doppia cifra. E il numero medio di giorni di malattia per dipendente, facendo una media annua, starebbe ormai poco sopra i dieci giorni. Anche sul territorio il calo tocca tutte le aree (Nord Est 4,5%, Nord Ovest 3,4%, Centro 5,4%, Sud e Isole 5,8%). Sono pochi i settori della pubblica amministrazione che fanno eccezione, con ribassi che vanno dai ministeri (7,0%, inclusa la presidenza del Consiglio) alle asl (6,2%), passando per i Comuni (2,3%). In controtendenza risultano invece gli enti di previdenza (+20,4%). Insomma gli statali si sono ammalati di meno e hanno chiesto minori permessi e congedi. Complessivamente le assenze per malattia sono state il 5% in meno rispetto al dicembre 2013 e quelle per altri motivi si sono ridotte del 2,9%. Sono diminuite anche le assenze per malattia superiori ai dieci giorni (1,7%).

Intanto sulle assenze per malattia si profila una nuova stretta. Nel disegno di legge per la riforma della pubblica amministrazione è stato presentato un emendamento per realizzare un polo unico della medicina fiscale, dando all'Inps la piena competenza sui controlli (oggi nel pubblico impiego le verifiche sono invece condotte dalle asl). E a breve, forse già in settimana, ma più probabilmente la prossima, si dovrebbe già cominciare a votare sul provvedimento, al suo primo passaggio in Parlamento. L'obiettivo è fare entrare in vigore le nuove regole entro la primavera. Per cui i furbetti sono avvisati.

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