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Ncd: Alfano, problema e' Renzi fa troppe cose di centrodestra
Centrodestra: Berlusconi lancia piattaforma politica comune, ma niente cartelli
- Roma, 26 lug. - "Sono convinto che sia giunto il momento di riprendere, per gradi e nel rispetto delle storie di ciascuno, la strada per costruire non un cartello elettorale, che non servirebbe a nulla, ma una piattaforma politica comune in vista delle prossime scadenze elettorali". E' uno dei passaggi della lettera che Silvio Berlusconi, ha inviato ieri ai leader dei partiti del centrodestra e pubblicata da 'Il Giornale'. "Una semplice lettura dei piu' recenti risultati elettorali - scrive Belrusconi - e' sufficiente per cogliere un dato di assoluta evidenza: in Italia centrodestra e centrosinistra sono competitivi, e quindi e' possibile un bipolarismo maturo, di tipo europeo, solo se il centrodestra e' capace di darsi un assetto unitario. Per questo, come leader della forza piu' votata del centrodestra, sento fortemente la responsabilita' di proporvi una riflessione sul tema dell'unita' politica intorno ai valori che ci accomunano. L'evidenza dei numeri e' un presupposto logico, ma naturalmente non e' una ragione sufficiente. Guai anzi se pensassimo a riprendere la strada delle sommatorie numeriche, utili solo a sconfiggere l'avversario: uno strumento che spesso la sinistra ha utilizzato con i risultati che sappiamo, ma un errore che anche noi, per quanto in misura minore, abbiamo forse commesso in passato. Questa e', probabilmente, la ragione principale del fatto che - pur avendo realizzato tante cose importanti insieme - non siamo riusciti a compiere fino in fondo quel percorso riformatore che il Paese si aspettava da noi". "Negli ultimi anni - prosegue Berlusconi - il cammino politico del centrodestra in Italia ha visto prevalere le tendenze centrifughe. Non e' questa la sede per approfondirne le ragioni, ma credo di non sbagliarmi asserendo che siano state ragioni di metodo piu' che di merito. Non e' venuta meno cioe' la condivisione di valori fondanti, in nome della quale dal 1994 al 2006 abbiamo compiuto insieme un percorso importante, sia al governo che all'opposizione. Naturalmente oggi non si tratta di tornare al passato: la situazione e' profondamente mutata, diverse e piu' pressanti sono le attese degli elettori, e' cambiata l'offerta politica per effetto della nascita di un fenomeno distruttivo come Grillo, ma anche e soprattutto in conseguenza della diversa caratterizzazione che Renzi ha dato al maggior partito della sinistra italiana. Una caratterizzazione piu' moderna e dinamica nello stile e nel linguaggio, e quindi piu' in sintonia con le emozioni del Paese, ma non per questo piu' compatibile in prospettiva futura con la visione dell'uomo, della societa' e della politica che il centrodestra nel suo insieme rappresenta. Io credo che la nostra sia un'area politica tuttora maggioritaria nel Paese, una buona parte della quale si e' rifugiata nell'astensione. Le ragioni della disaffezione di una parte significativa dell'elettorato di centrodestra sono complesse, ma una delle principali e' certamente la nostra divisione, l'esasperazione dei particolarismi, le scelte di convenienza e la sensazione di debolezza e di confusione che ne deriva. Per questo mi rivolgo a Voi tutti: credo che abbiamo una responsabilita' comune nei confronti dell'Italia che rappresentiamo". "Sono convinto che sia giunto il momento di riprendere, per gradi e nel rispetto delle storie di ciascuno, la strada per costruire non un cartello elettorale, che non servirebbe a nulla, ma una piattaforma politica comune in vista delle prossime scadenze elettorali. So benissimo che fra noi ci sono delle differenze, anche significative, di linguaggio, di metodo e di contenuti. E' naturale che sia cosi': non siamo lo stesso partito e non immaginiamo di diventarlo. Tuttavia - aggiunge - queste differenze non escludono un minimo comun denominatore, che e' il nostro tratto distintivo rispetto alla sinistra: la centralita' della persona, dell'uomo, del cittadino rispetto allo Stato, la richiesta pressante di uno Stato piu' leggero e quindi anche piu' efficiente, che imponga meno tasse e meno burocrazia e garantisca piu' liberta'. Non e' poco, e' cio' su cui nelle grandi democrazie si distinguono destra e sinistra. Tutto il resto, contenuti specifici, linguaggi, insediamenti elettorali, e' importante ma viene dopo. E ancora dopo vengono le questioni di leadership, di candidature, di liste o di organigrammi. Questo e' il punto d'arrivo, non quello di partenza, di un percorso lungo e graduale, che abbiamo il dovere di intraprendere. Gli italiani, d'altronde, non vogliono formule, vogliono sentirsi dire, in modo pragmatico e credibile, cosa vogliamo fare, quando, come e con chi. Per questo vi rivolgo un appello: su questi temi possiamo ricominciare a lavorare insieme, perche' sono temi che appartengono a noi e sui quali la sinistra ha risposte molto diverse dalle nostre. Ricominciare senza rivendicare primogeniture, non da un accordo fra vertici di partiti, ma dal basso, dal territorio, fra la gente. Credo che la maggioranza degli italiani sara' pronta ad ascoltarci e a partecipare, se sapremo essere credibili". .
Alfano: costruire centrodestra nel rispetto di idee e democrazia
- Roma, 26 lug. - Per la ricostruzione del centrodestra si dovra' percorrere "una strada lunga e faticosa. Occorrera' garantire il rispetto delle opinioni di tutti e la democrazia al suo interno". Lo ha detto Angelino Alfano, leader di Ncd, all'assemblea nazionale del partito rispondendo alla lettera di Berlusconi. "Noi oggi ci incamminiamo e cominciamo a creare la grande aggregazione dei moderati italiani che parte" soprattutto "con chi ha condiviso con noi le riforme". "Non abbiamo nessuna voglia e nessuna tentazione di condividere per il futuro il nostro destino con la sinistra". Cosi' Angelino Alfano, durante l'assemblea nazionale di Ncd. Si deve creare, ha aggiunto, "un centrodestra del tutto diverso da quello del passato". "Leggendo i giornali di questa mattina ci rendiamo conto che chi doveva capire ha capito il senso di un gesto coraggioso e importante e ha scelto una strada del tutto diversa rispetto a quella che c'era il rischio che scegliesse".
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Decreto competitività, arriva l'ok del Senato. Ecco le novità
Con 159 sì e un solo no (nessun astenuto) il Senato ha votato la fiducia al governo sul dl competitività (Dl 91/2014) che contiene misure per il rilancio dell'economia e a favore delle imprese. Il provvedimento passerà adesso all'esame della Camera per la seconda lettura, dove si annunciano tempi stretti per via della chiusura dei lavori per la pausa estiva. Kamsin Il provvedimento che era stato varato dal Consiglio dei ministri del 13 giugno prevede, tra l'altro, la detassazione degli investimenti incrementali in beni strumentali, il taglia-bolletta elettrica per le Pmi, il rafforzamento dell'Ace per la patrimonializzazione d'impresa.
Tra le novità che sono passate nel corso dell'esame al Senato c'è un pacchetto per la liberalizzazione dell'attività d'impresa; la possibilità di usare i fondi sequestrati alla famiglia Riva per il risanamento ambientale dell'Ilva; la cancellazione della norma che ripristinava l'anatocismo (la capitalizzazione degli interessi); nuove modifiche su tempi e gestione del Sistri.
In sintesi ecco le novità:
Debiti Pa - A sorpresa, viene ridotta la proroga che era stata inizialmente concessa per la presentazione delle istanze di certificazione dei crediti: si passa al 31 agosto e non più 31 ottobre 2014 come previsto in origine. Inoltre a decorrere da 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto, potranno certificare i debiti anche le regioni commissariate o in piano di rientro sanitario.
Sistri - Il provvedimento prevede lo stop all'affidamento del Sistri, il Sistema di tracciabilità dei rifiuti, a Selex (Finmeccanica) dal 31 dicembre 2015 dall'altro la proroga del contratto fino alla stessa data, e avvio della procedura per nuova gara europea dal 30 giugno 2015.
Deregulation - Viene data attuazione a una norma, che risale al 2011, in base al quale tutte le attività di impresa sono libere e consentite salvo casi limite come vincoli comunitari, danni per la sicurezza, disposizioni indispensabili per la protezione della salute, dell'ambiente e del patrimonio culturale. Si stabilisce che, se gli attesi regolamenti attuativi non saranno emanati entro il 31 dicembre 2014, per l'esercizio di qualunque attività imprenditoriale, commerciale o artigianale si applicano, a scelta dell'imprenditore, la Scia (segnalazione di inizio di attività) o l'autocertificazione con controlli ex post. Viene dato disco verde anche a una norma per limitare i veti delle regioni all'apertura di nuovi esercizi commerciali. Arriva anche il potenziamento delle Agenzie per le imprese la cui attività potrà sostituire a tutti gli effetti i controlli e le attività delle Pa. Le stesse Agenzie potranno intervenire per velocizzare la conferenza di servizi.
Condhotel - Il provvedimento liberalizza inoltre i "condhotel", abitazioni in condominio dove sarà possibile usufruire dei servizi tipici dell'hotel. "Al fine di favorire investimento volti a favorire la riqualificazione degli esercizi alberghieri esistenti – si legge nel testo – lo Stato insieme agli enti locali dovranno definire le condizioni di esercizio". Si tratta di "esercizi alberghieri aperti al pubblico, a gestione unitaria, composti da una o più unità immobiliari ubicate nello stesso comune o da parti di esse, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto".
Opa - Il provvedimento introduce la doppia soglia Opa al 25% per le società quotate, escluse le Pmi (l'altra soglia rimane al 30%) che invece potranno scegliere di inserire nello statuto una soglia compresa tra il 20% e il 40%; inoltre anche norme sulle azioni a voto plurimo.
Spalma Incentivi - Arriva un nuovo spalma incentivi, per la riduzione del 10% delle bollette alle Pmi, con la riscrittura dell'articolo 26 (che lascia i saldi invariati con un risparmio che si aggira sugli 800 milioni) e l'introduzione di opzioni per gli incentivi e tre scaglioni di riduzione; inoltre c'è la possibilità di cedere quota dei diritti degli incentivi e una norma anti-contenziosi con accordi tra governo e banche, su cui si è anche apposta una clausola di salvaguardia. Vengono previste tre opzioni, di cui una automatica in caso non si opti per le altre due che prevede tre scaglioni di riduzione in base alla potenza degli impianti. In pista anche la possibilità di vendita all'asta di una quota fino all'80% degli incentivi a «primari operatori finanziari europei» dopo una verifica preventiva dell'Economia della compatibilità sui saldi di finanza pubblica.
Nuova Sabatini - Il decreto contiene un credito d'imposta per gli imprenditori che effettueranno, entro il 30 giugno 2015, investimenti (di importo unitario non inferiore a 10mila euro) in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato. Il credito è pari al 15% dell'incremento rispetto alla media degli investimenti nei 5 anni precedenti. La norma non è stata modificata in commissione al Senato. Mentre è stata approvata una corsia veloce per far scattare la garanzia statale sui finanziamenti agevolati della "nuova Sabatini".
Aiuto alla Crescita Economica - Nel provvedimento il governo ha inserito anche l'estensione del raggio d'azione dell'Ace (aiuto alla crescita economica) che incentiva la patrimonializzazione delle imprese. Nel caso di soggetti incapienti Ires, l'Ace potrà essere trasformata in un credito d'imposta sull'Irap. Quanto al rafforzamento dell'entità fiscale del beneficio, scatterà (per 3 anni) solo per le società che si quotano: un "super Ace" mediante incremento del 40% della variazione in aumento del capitale. Al Senato si è precisato che il super Ace vale anche per le società che si quotano su sistemi multilaterali di negoziazione quindi all'Aim.
Cassa depositi e prestiti - Per la Cassa depositi e prestiti scatterà l'equiparazione alle banche per quanto riguarda il trattamento fiscale, in particolare ai fini Ires, Irap, imposte di registro, di bollo e ipotecaria (risulterà dunque applicabile anche l'addizione dell'8,5% dell'aliquota Ires introdotta nel 2013).
Obbligo pubblicità quotidiani - E' stata abrogata la disposizione del decreto competitività che aveva cancellato l'obbligo di pubblicazione sui quotidiani nazionali delle informazioni riguardanti le società quotate in Borsa. Peraltro, un ulteriore emendamento approvato stabilisce che le società di gestione del risparmio (Sgr) avranno l'obbligo di convocare l'assemblea – oltre che sul proprio sito internet – anche su almeno due quotidiani a diffusione nazionale.
Tra le altre modifiche c'è il conferimento di poteri speciali al presidente della Regione Lazio e al sindaco di Roma per la gestione della crisi rifiuti, le multe per i trasgressori sui bioshopper; misure sull'Ilva per la quale viene introdotto il prestito ponte; c'è anche il rafforzamento del ruolo del subcommissario ad hoc per il Piano di risanamento e lo sblocco delle risorse della famiglia Riva poste sotto sequestro; resta lo stanziamento di 535 milioni a Poste Italiane di cui ben 410 milioni vengono reperiti riducendo la dote per i pagamenti 2014 della Pa.
Alcune novità riguardano pure l'agroalimentare per il quale si introduce la detrazione dell'affitto dei terreni per i giovani coltivatori (nella misura del 19% per gli under 35), incentivi all'assunzione di giovani, detrazioni Irap per ogni lavoratore assunto per almeno 3 anni e per 150 giorni l'anno; la previsione di un credito d'imposta del 40% (fino a 400mila euro d'investimento) per innovazione di prodotto e reti d'impresa dell'alimentare, e fino a 50mila euro di investimento per potenziare l'e-commerce. Ci sono poi semplificazioni su controlli e settore vinicolo, mutui a tasso zero per gli under 40 che producono o commerciano prodotti agricoli, possibilità di rafforzare controlli e sicurezza nella Terra dei Fuochi.
Zedde

