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- Roma, 16 lug. - Sono non meno di 7830 gli emendamenti al ddl sulle Riforme Costituzionali, secondo quanto si apprende a Palazzo Madama. Di questi circa seimila arrivano da Sel. In Aula e' in corso la discussione generale e sono previste 17 ore ancora di dibattito. Venerdi' non ci sara' seduta per via del Cosac, l'incontro dei presidenti delle commissioni competenti in materia di affari europei dei Parlamenti nazionali dell'Ue. L'inizio delle votazioni, c'e' chi osserva, sembra , dunque, scivolare all'inizio della prossima settimana. .

Il consiglio regionale della Lombardia ha dato ieri il disco verde alla proposta di referendum per l'abrogazione dell'articolo 24 della legge Fornero sulle pensioni, iniziativa capeggiata da Lega Nord, Forza Italia e M5S. Kamsin L'obiettivo del Referendum è di reintrodurre la pensione di anzianità con il vecchio meccanismo delle quote costituite da un minimo di età anagrafica e contributiva. La maggioranza di centrodestra e il Movimento 5 Stelle si sono schierati compatti a favore della proposta. Negli interventi in Aula le forze politiche hanno ribadito l'urgenza di intervenire per «riparare i danni prodotti» dalla Riforma del 2011 e di «mandare un segnale forte al governo» per una legge «ingiusta ed iniqua che ha colpito lavoratori e fasce deboli della popolazione».

Per Enrico Brambilla capogruppo del Partito democratico e Roberto Bruni del Patto civico, la proposta di referendum invece «rappresenta solo una mossa propagandistica con limiti tra l'altro anche dal punto di vista costituzionale e giuridico». La proposta di referendum approvata dalla Lombardia, come previsto dalla Costituzione, per andare al vaglio dell'Alta corte per l'ammissibilità dovrà essere approvata da altri quattro consigli regionali.

Zedde

Il governo avrebbe confermato, nel disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione (il cd. Repubblica Semplice), la proroga del regime sperimentale donna oltre il 31 Dicembre 2015, data della sua scadenza naturale. Kamsin Si tratta questa di una misura che, se confermata (attualmente il testo è ancora sotto forma di bozza), introdurrebbe nell'ordinamento un elemento di flessibilità nuovo in grado di temperare, almeno in parte, le rigidità delle attuali regole di pensionamento. Vediamo dunque quali sono le regole vigenti e cosa potrebbe cambiare a breve.

Le regole vigenti - La riforma del governo Monti, il Dl 201/2011, ha confermato quanto stabilito dall’articolo 1, comma 9, della legge n.243 del 23 agosto 2004. Questa norma prevede a favore delle lavoratrici dipendenti, appartenenti sia al settore privato che a quello pubblico, e per le lavoratrici autonome, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2015, la possibilità di conseguire il diritto alla pensione di anzianità, liquidata però secondo le regole di calcolo del sistema contributivo. Per esercitare questa opzione le lavoratrici devono avere almeno 35 anni di anzianità contributiva ed un'età di 57 anni o superiore per le lavoratrici dipendenti, 58 per quelle autonome. Questi ultimi requisiti vanno adeguati alla speranza di vita (tre mesi dal 1° gennaio 2013). Inoltre dato che, ai sensi della Circolare Inps 35/2012 la decorrenza della pensione deve scattare entro il 31 dicembre 2015, la domanda va presentata in tempo utile considerando le finestre di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 mesi per quelle autonome. In altri termini i requisiti 57 anni e 3 mesi e 35 di contributi dovranno essere perfezionati, quindi, entro novembre 2014, mentre, attualmente, la scadenza per le autonome è già stata superata. 

La proroga dell'opzione -  Il comma 3 dell'articolo 11 del ddl delega di riforma della Pa interviene, sulla disciplina sopra esposta, in senso estensivo su due lati, temporale e quantitativo. In primo luogo  proroga il regime temporalmente sino al 31 dicembre 2018 concedendo quindi tre anni in piu' rispetto alle regole attuali. Dall'altro ammette all'opzione anche i lavoratori uomini, sia dipendenti che autonomi, con un intervento che pone fine ad una discriminazione al contrario che ha visto sino ad oggi penalizzati i lavoratori uomini.
I requisiti per l'accesso e quelli di decorrenza resterebbero intatti, fatti salvi gli adeguamenti alla speranza di vita. Pertanto sino al 2015 i requisiti sono pari a 57 anni e 3 mesi (58 e 3 mesi per gli autonomi) e 35 di contributi; mentre dal 2016 e sino alla sua nuova scadenza, il 2018 per l'appunto, diventano 57 anni e 7 mesi (58 anni e 7 mesi per gli autonomi), per effetto dello scatto dell'aspettativa di vita in programma dal 1° gennaio 2016 (si stima un incremento ulteriore di 4 mesi). Resterebbero confermate le finestre mobili con un differimento dell'erogazione della rendita previdenziale pari a 12 mesi per i dipendenti e 18 mesi per gli autonomi.

I tempi per il via libera definitivo del progetto non saranno tuttavia brevi. Il ddl delega inizierà il suo iter parlamentare solo da Settembre e quindi la misura, se sarà confermata dall'esecutivo, vedrà la luce in autunno.

Zedde

- Roma, 15 lug. - Matteo Renzi chiede gli 'straordinari' ai suoi parlamentari. Sulle riforme, prima di tutto. Il risultato storico e' a portata di mano, arrivera' gia' la prossima settimana con un voto al Senato atteso da trent'anni, spiega. Nessuna paura dell'ostruzionismo che si e' materializzato con la valanga di emendamenti presentata dall'opposizione (seimila solo da Sel).

Renzi sottolinea che non c'e' un minuto da perdere, che se non si riesce a cambiare si tradsce se stessi prima ancora che quegli italiani che hanno investito il Pd di una grande responsabilita' e una opportunita', prima ancora che di una vittoria: fare quelle riforme che consentiranno al Paese di cambiare marcia. In questo senso, i 'Mille Giorni', non sono un pretesto per prendere tempo, come qualcuno ha paventato. Tutt'altro: sono una "cornice" da portare in Europa per dimostrare che l'Italia fa sul serio. "Sono rimasto colpito dal grado di pregiudizio che c'e' al Parlamento Europeo nei nostri confronti", ha confessato.

Il tutto alla vigilia della partita europea sulle nomine. Domani il premier sara' a Bruxelles per la chiusura del puzzle, preceduta da un giro di telefonate con Merkel, Hollande e Van Rmpuy a cui ha confermato che l'Italia e' interessata all'alto commissario per la Politica estera e la sicurezza comune. Il nome rimane quello di Federica Mogherini, il mnistro degli Esteri Italiana. Alle riforme, Renzi lega anche la sua disponibilita' alla 'gestione collegiale' del partito lanciata subito dopo la vittoria alle europee.

"Sono pronto a governare il partito anche con chi non la pensa come me. Ma a condizione che sui tempi e sull'urgenza la pensiamo come gli italiani: non c'e' un minuto da perdere e l'ansia riformatrice nasce da questo", ha spiegato. I dati economici, ha aggiunto, disegnano una situazione in cui "ci sono elementi di speranza. Alcuni segnali fanno presagire una ripresa imminente, altri ci fanno capire che la ripresa e' ancora difficile da raggiungere: il 40% ci inchioda ad ascoltare il cassaintegrato, il pensionato che non ce la fa ad andare avanti con quelle cifre. Siamo noi, in questo momento, i depositari della speranza", avverte.

'Straordinari', Renzi li chiede anche nell'attivita' di lavoro sul territorio. Per dare l'esempio, il segretario del Pd si impegna in prima persona in un tour da dieci tappe in altrettanti luoghi simbolo d'Italia, da Secondigliano a Terimini Imerese: "Tra agosto e settembre visitero' dieci realta' peculiari. Napoli, con Bagnoli, Pompei, Secondigliano e Scampia. Saro' tra Reggio e Gioia Tauro; a L'Aquila a Piombino, nel Sulcis e a Olbia, a Gela, a Termini Imerese, a Taranto e a Reggio Emilia", ha annunciato.

Ai suoi parlamentari Renzi chiede di rinunciare o accorciare le ferie estive: da qui al 31 luglio ci sara' da lavorare al pacchetto infrastrutture. Per agosto, l'invito e' di andare nelle localita' di vacanza a incontrare i cittadini, le famiglie su quello che il presidente del Consiglio considera un tema chiave: la scuola. In mezzo, ci sara' il tempo di rinnovare la segreteria e di riunire la direzione: la data fissata e' il 24 luglio, ma potrebbe essere spostata in avanti, dopo il voto del Senato sulle riforme. Tempi stretti che si contrappongono a quelli lunghi della legislatura: si vota nel 2018, assicura Renzi aggiungendo alla promessa l'appuntamento del prossimo congresso, nel 2017.

 

 

- Roma, 15 lug. - Matteo Renzi chiede gli 'straordinari' ai suoi parlamentari. Sulle riforme, prima di tutto. Il risultato storico e' a portata di mano, arrivera' gia' la prossima settimana con un voto al Senato atteso da trent'anni, spiega. Nessuna paura dell'ostruzionismo che si e' materializzato con la valanga di emendamenti presentata dall'opposizione (seimila solo da sel). Renzi sottolinea che non c'e' un minuto da perdere, che se non si riesce a cambiare si tradsce se stessi prima ancora che quegli italiani che hanno investito il Pd di una grande responsabilita' e una opportunita', prima ancora che di una vittoria: fare quelle riforme che consentiranno al Paese di cambiare marcia. In questo senso, i 'Mille Giorni', non sono un pretesto per prendere tempo, come qualcuno ha paventato. Tutt'altro: sono una "cornice" da portare in Europa per dimostrare che l'Italia fa sul serio. "Sono rimasto colpito dal grado di pregiudizio che c'e' al Parlamento Europeo nei nostri confronti", ha confessato. Il tutto alla vigilia della partita europea sulle nomine. Domani il premier sara' a Bruxelles per la chiusura del puzzle, preceduta da un giro di telefonate con Merkel, Hollande e Van Rmpuy a cui ha confermato che l'Italia e' interessata all'alto commissario per la Politica estera e la sicurezza comune. Il nome rimane quello di Federica Mogherini, il mnistro degli Esteri Italiana. Alle riforme, Renzi lega anche la sua disponibilita' alla 'gestione collegiale' del partito lanciata subito dopo la vittoria alle europee. "Sono pronto a governare il partito anche con chi non la pensa come me. Ma a condizione che sui tempi e sull'urgenza la pensiamo come gli italiani: non c'e' un minuto da perdere e l'ansia riformatrice nasce da questo", ha spiegato. I dati economici, ha aggiunto, disegnano una situazione in cui "ci sono elementi di speranza. Alcuni segnali fanno presagire una ripresa imminente, altri ci fanno capire che la ripresa e' ancora difficile da raggiungere: il 40% ci inchioda ad ascoltare il cassaintegrato, il pensionato che non ce la fa ad andare avanti con quelle cifre. Siamo noi, in questo momento, i depositari della speranza", avverte. 'Straordinari', Renzi li chiede anche nell'attivita' di lavoro sul territorio. Per dare l'esempio, il segretario del Pd si impegna in prima persona in un tour da dieci tappe in altrettanti luoghi simbolo d'Italia, da Secondigliano a Terimini Imerese: "Tra agosto e settembre visitero' dieci realta' peculiari. Napoli, con Bagnoli, Pompei, Secondigliano e Scampia. Saro' tra Reggio e Gioia Tauro; a L'Aquila a Piombino, nel Sulcis e a Olbia, a Gela, a Termini Imerese, a Taranto e a Reggio Emilia", ha annunciato. Ai suoi parlamentari Renzi chiede di rinunciare o accorciare le ferie estive: da qui al 31 luglio ci sara' da lavorare al pacchetto infrastrutture. Per agosto, l'invito e' di andare nelle localita' di vacanza a incontrare i cittadini, le famiglie su quello che il presidente del Consiglio considera un tema chiave: la scuola. In mezzo, ci sara' il tempo di rinnovare la segreteria e di riunire la direzione: la data fissata e' il 24 luglio, ma potrebbe essere spostata in avanti, dopo il voto del Senato sulle riforme. Tempi stretti che si contrappongono a quelli lunghi della legislatura: si vota nel 2018, assicura Renzi aggiungendo alla promessa l'appuntamento del prossimo congresso, nel 2017. Mol .

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