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Le Casse di previdenza possono introdurre riforme, per la salvaguardia dell'equilibrio finanziario di lungo termine, senza rispettare in modo integrale il principio del pro rata, che comunque deve essere tenuto presente. Kamsin È quanto ha stabilito il tribunale di Milano in una recente sentenza che afferma, per la prima volta la possibilità, dopo la legge di Stabilità per il 2014, di approvare misure che incidono sulle prestazioni già maturate fino a quel momento, se sono giustificate dalla tenuta dei conti, così come recita l'articolo 1, comma 488 della legge 147/2013, con una norma di interpretazione autentica.

La legge 147/2013 ha dato il via libera alla possibilità per le Casse di temperare un principio, quello del pro rata, che non consente di modificare in senso peggiorativo le prestazioni previdenziali maturate dagli assicurati con valore retroattivo. Negli ultimi anni infatti le delibere delle Casse Private hanno progressivamente ridotto gli assegni, senza cristallizzare, con il sistema delle quote, la pensione raggiunta fino al momento della riforma; un comportamento questo che si è però scontrato con la Suprema Corte che ha sempre negato la legittimità di tali delibere (si veda ad esempio da ultimo l'ordinanza 3828/2012). 

Ora la recente legge 147/2013 ha provato a porre rimedio stabilendo, che le delibere di queste Casse sono legittime anche se non tengono conto del rispetto del pro rata purchè adottate al solo fine di garantire l'equilibrio del sistema nel lungo periodo. La decisione del Tribunale di Milano dovrà tuttavia essere confermata dalle giurisdizioni di livello superiore, in particolare dalla Cassazione tiene a precisare Luigi Pagliuca:  «Ho sempre confidato che alla fine potesse prevalere il buonsenso nell'interpretazione di una norma che il legislatore ha voluto precisare una prima volta con la legge Finanziaria del 2007 e infine con l'ultima legge di Stabilità. Una Cassa di previdenza, dove le risorse economiche non sono infinite, deve poter tutelare i diritti di tutti i suoi iscritti e futuri pensionati. Ho fiducia che anche la Cassazione, accogliendo questo principio, consolidato nei giudici di merito, possa mutare orientamento».

Zedde

- Roma, 15 lug. - Adottare linee guida "per l'avvio di un circuito stabile e collaborativo" tra Anac, Prefetture ed enti locali "per la prevenzione dei fenomeni di corruzione e l'attuazione della trasparenza amministrativa". E' l'oggetto del protocollo d'intesa siglato oggi dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, e dal presidente dell'Autorita' nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone.

Il quale ha parlato di un "rafforzamento dei rapporti tra Autorita' e prefetti, al fine di fornire ausilio agli enti locali che hanno grande difficolta' ad attuare la legge 190 anticorruzione".

Infatti le linee guida sono pensate per indirizzare l'azione dei prefetti a supporto dell'Anac e degli enti locali sul versante dei piani anticorruzione e della trasparenza, e per una prima applicazione delle disposizioni contenute nel decreto legge n.90/2014 anche con riguardo ai protocolli di legalita' in materia di appalti.

Cantone ha ricordato la norma sul commissariamento "che consente al prefetto di intervenire per proseguire la realizzazione dell'opera pubblica evitando che il soggetto corruttore possa ottenere vantaggi economici dell'appalto illecitamente assegnato". Quindi ha evidenziato che il protocollo chiarisce alcuni punti come quelli che riguardano "il prefetto territorialmente competente a intervenire su un determinato appalto, le modalita' di supporto agli enti locali", gia' previsto nella legge Severino, e "i protocolli di legalita' da sottoscrivere tra stazione appaltante e prefetto, con l'obbligo di risolvere il contratto in presenza di fatti corruttivi emersi in seguito a procedimenti giudiziari".

Il ministro Alfano ha annunciato che gli obiettivi sono quelli di "fermare in tempo i ladri e non bloccare le opere pubbliche", e ha poi aggiunto: "una gara truccata e' un attentato alla libera concorrenza e all'equilibrio del mercato, e quindi la prevenzione difende il bene del funzionamento del mercato senza il doping della corruzione". .

- Roma, 15 lug. - Silvio Berlusconi e' arrivato nella sede romana di Forza Italia per l'assemblea dei gruppi parlamentari, dedicata alle riforme.

L'accordo siglato con Matteo Renzi va rispettato. E' deciso Silvio Berlusconi quando parla con i suoi della necessita' di rispettare il patto del Nazareno sulle riforme, secondo quanto si apprende, durante la riunione dei gruppi.

Loda il capogruppo al Senato Paaolo Romani per aver tenuto sull'accordo a Palazzo Madama, ma, si apprende, ha parole di lode anche per Renato Brunetta, presidente dei deputati, per l'opposizione condotta sul fronte delle misure economiche. Forza Italia deve restare unita, avrebbe ancora detto Berlusconi che avrebbe anche invitato i suoi ad evitare di aprire il dibattito.

Secondo quanto si apprende, il Movimento 5 Stelle rispondera' al Pd chiedendo di incontrarsi giovedi'. "E' il nostro ultimatum", riferisce una fonte autorevole di M5S. In questo momento, Beppe Grillo insieme a Luigi Di Maio, Danilo Toninelli e i capigruppo stanno preparando negli uffici dell'M5S al Senato la risposta da dare al Pd per l'incontro si riforme e legge elettorale. Da fonti M5s viene confermato inoltre che Grillo non andra' all'incontro con il PD e che i 5 stelle non hanno in mente iniziative "clamorose" sul fronte dell'ostruzionismo.

- Roma, 15 lug. - "Ci stiamo giocando la democrazia. La gente non ha la percezione di cio' che sta accadendo e l'informazione e' corresponsabile di questo processo: la perdita della democrazia". Cosi' Beppe Grillo, conversando con i cronisti nelle buvette del Senato, e' tornato ad attaccare l'informazione. E rivolgendosi ai giornalisti ha ribadito: "E mi dispiace, voi perderete il lavoro". Quindi giustifica la sua presenza in Senao: "Io non vengo a dettare la linea, ma vengo a salutare i parlamentari e a rassicurarli perche' sono depressi dal momento che ormai non prendete nemmeno in considerazione le loro proposte". .
- Roma, 15 lug. - Secondo quanto si apprende, il Movimento 5 Stelle rispondera' al Pd chiedendo di incontrarsi giovedi'. "E' il nostro ultimatum", riferisce una fonte autorevole di M5S. In questo momento, Beppe Grillo insieme a Luigi Di Maio, Danilo Toninelli e i capigruppo stanno preparando negli uffici dell'M5S al Senato la risposta da dare al Pd per l'incontro su riforme e legge elettorale. sim
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