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Sfida x Giorgione e utenti del forum. Esiste un modo per pagare meno contributi volontari?
- fab63
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Vediamo se si può ricondurre tutto alla "ragione" e tirar fuori qualcosa di costruttivo dalla discussione.
Cerco di modificare la questione iniziale per renderla meno "sospetta".
Diciamo che un lavoratore è arrivato a 58 anni con uno stipendio di 3000 euro e che perda improvvisamente il lavoro.
A quel punto gli scattano due anni di Naspi, durante i quali prenderà al massimo 1500 euro al mese a scalare (in tutto arriverà a circa 24000 euro nei due anni) e avrà il pagamento dei contributi da parte dell'inps
In quei due anni, il nostro lavoratore avrà dovuto intaccare i suoi risparmi perchè una media di 1000 euro al mese di sussidio saranno insufficienti a mantenere lo standard di vita di uno che guadagnava il triplo, anche se costui stringesse la cinghia su tutto.
Comunque, terminati i due anni, il nostro disoccupato si trova a 60 anni senza sussidi, senza lavoro e senza contributi con la prospettiva:
1) di dover aspettare i 67 anni prima di percepire la pensione
2) di versare i contributi volontari per i "pochi" anni che lo separano dal raggiungimento dei requisiti
3) di trovare un altro impiego per continuare la sua contribuzione
4) eventuali e varie che non mi vengono in mente.
E' evidente che la strada 1) sarebbe molto pesante da condurre: il nostro disoccupato dovrebbe vivre per 7 anni senza alcuna entrata e dunque mi chiedo come riuscirebbe a farlo (se non infrangendo la legge, tanto cara a molti, svolgendo lavori in nero)
E' altrettanto evidente che sarebbe molto difficile percorrere anche la strada 2) poichè versare dei contributi volontati calcolati sulla base dell'ultimo stipendio da 3000 euro, sarebbe molto difficile da parte di un senza reddito che oltre ai soldi per vivere dovrebbe tirar fuori anche quelli per l'Inps
La strada più conveniente sarebbe ovviamente quella di reimpiegarsi. Se il nostro disoccupato ci riuscisse, sarebbe bello che il nuovo impiego (reale) gli consegnasse uno stipendio anche più alto dei vecchi 3000 euro al mese e dei contributi anche maggiori. Ma siccome purtroppo nel mondo reale non succede... costui, se è fortunato e trova un nuovo lavoro, dovrà accontentarsi di molto meno.
Nonostante ciò TUTTI sappiamo che trovare un lavoro a 60 anni non è cosa semplice e di qui la domanda:
anzichè cercare un lavoro, è possibile "costruirselo" un lavoro?
Per esempio... apro un negozio e verso i contributi da commerciante.
Oppure, apro un negozio a mio figlio e mi faccio assumere come coadiuvante
Oppure apro una partita iva come consulente e pago l'inps al minimo (perchè non so se avrò le consulenze e i relativi redditi)
Oppure, come avevo scritto, vado a fare il collaboratore domestico da un parente (genitori/figli): l'inps consente esplicitamente questa attività con circolari precise.
Per la "coscienza di ciascuno", il lavoro verrebbe svolto regolarmente e non sarebbe "per finta".
Messa così ha più senso o per qualcuno sembra ancora "una insopportabile frode"?
Esistono altre opzioni?
A me un topic del genere mi sembrerebbe utile e non da "chiudere"...
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- adrobe
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Come si permette lei di scrivere questo ?!?!
Quando qualcuno cita dati di fatto reali che non le piacciono, risponde offendendolo?
Ma mi faccia il piacere lei!
E poi ho anche scritto che la disposizione del 1971 è stata confermata ed è ancora vigente...ma lei legge solo ciò che vuole leggere!
La prossima volta studi la Legge prima di scrivere corbellerie.
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- sfiore
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Poi cita una legge del 1971, ma quante leggi in materia di pensioni sono cambiate ?
E non ha pensato che proprio perché sono state stravolte, magari nei meandri ce ne fosse una che permetteva una legale riduzione della contribuzione volontaria ?
Che magari un utente o lo stesso Giorgione, ne fossero a conoscenza e rendeva partecipi tutti noi ?
Chiudo l'argomento avvertendola che non risponderò ad ulteriori commenti e come diceva il grande Totò, "ma mi faccia il piacere.....
P.S. Secondo me ha travisato anche ciò che voleva dire fab63.
Saluti.
adrobe ha scritto:
sfiore ha scritto: Egr. Adrobe,
Se avesse letto l'introduzione, che riporto:
"In breve la mia situazione dovrei pagare 130 settimane a 410€ di contributi volontari 53 K€ per accedere alla pensione, considerando che l'INPS secondo me a torto non permette il pagamento di contribuzioni minime (che sarebbero calcolati col metodo contributivo), c'è un'alternativa ovviamente legale per rendere meno esorbitante il pagamento dei contributi ?"
.....Forse, ci avrebbe risparmiato un'inutile commento e una sterile morale, che dipende appunto dalla " sensibilità " personale, per usare un'eufemismo.
Evidentemente Lei crede sia giusto far pagare i contributi in base all'ultima retribuzione e che chiedere un consiglio "se c'è un modo legale per pagarne meno", porti il paese a essere una Repubblica della banane.
Bene, visto che ha trovato la soluzione, nel caso dovesse candidarsi mi avvisi, non Le farò mancare il mio voto.
Egregio sfiore,
io avevo ben letto il suo post iniziale, ma è forse lei che non sa che da oltre 45 anni esiste una norma di Legge, il DPR 1432/1971, confermata da successive disposizioni, che stabilisce che il versamento dei contributi volontari sia calcolato sulla base dell'ultima retribuzione effettivamente percepita.
Quindi non è che io creda che crede sia giusto far pagare i contributi in base all'ultima retribuzione o che sia un'iniziativa dell'INPS: semplicemente lo impone la Legge.
Laddove, per dolo o per errore, l'INPS abbia omesso di applicare questa norma, è stata successivamente condannata dalla Corte Costituzionale, come per esempio può verificare da questa sentenza:
www.gazzettaufficiale.it/atto/corte_cost...rt.idSottoArticolo=0
Forse, se lo avesse saputo, avrebbe evitato di aprire una discussione che è una esplicita richiesta di consigli per eludere la Legge. Ovvio che pochi utenti di questo rispettabilissimo forum le avrebbero risposto...
E, se avesse visto bene, non ho risposto a lei, ma all'utente fab63 che aveva trovato l'escamotage per aggirare la legge, e che chiedeva insistentemente pareri sul suggerimento da lui indicato. E' a lui dunque che può dare il suo preziosissimo voto.
Saluti
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- fab63
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Non si capisce perchè, infatti, un disoccupato senza reddito, dovrebbe essere costretto a continuare a versare contributi altissimi e non invece quelli minimi... ovviamente ottenendo in cambio un calcolo svantaggioso sull'importo della pensione.
Altro che frode, mi sembra solo buonsenso.
E se questa è una repubblica delle banane, gran parte delle ragioni risiedono in regole e regolamenti assurdi e cavillosi e in una burocrazia cieca e sorda e nonostante questo vessatoria.
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- fab63
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adrobe ha scritto:
fab63 ha scritto: Chiedo scusa ma ri-uppo l discussione:
possibile che nessuno sappia dare un parere?
La soluzione ci "sarebbe" e l'avete già trovata.
Sta poi alla sensibilità e coscienza del singolo individuo il mettere in pratica un "finto" rapporto di lavoro.
Ci sono i finti rapporti di lavoro, i finti incidenti automobilistici, le finte timbrature del cartellino, i finti infortuni...ecc ecc
E' questo che contraddistingue l'essere un Paese civile da una Repubblica delle banane.
ricoc ha scritto: Chiudere questo argomento
Immaginavo questo epilogo, ma non ne capisco il motivo.
Intanto c'è una bella differenza tra "fingere un incidente, una timbratura e un infortunio" e "fingere", se così volgiamo dire, un rapporto di lavoro.
Nel primo caso si "ruba": all'assicurazione, al datore di lavoro, all'Inail...
Nel secondo caso i contributi SI PAGANO e l'eventuale pensione che ne scaturirebbe, essendo calcolata con metodo contributivo, sarebbe proporzionale a quanto versato... e dunque NON SI RUBEREBBE proprio un bel nulla, ma si continuerebbe a fare esattamente quello che si era sempre fatto ovvero LAVORARE per PAGARE CONTRIBUTI.
Se da fastidio l'idea che il lavoro possa essere "fittizio"... beh... posso modificare la mia idea dicendo:
anzichè versare esorbitanti contributi volontari per i pochi anni che mancano a raggiungere i requisiti per la pensione, sarebbe opportuno cercare un altro lavoro e siccome il lavoro ad una certa età non è facile trovarlo, forse... per esempio... si potrebbe fare il badande presso i propri genitori anziani regolando il tutto con un normale contratto di lavoro CONSENTITO sia dalla legge che dall'INPS.
Va meglio così?
Magari si potrebbe aprire una partita iva e versare i 3500 euro all'anno di contribuzione minima, ma qualcuno dovrebbe dirci se poi le contribuzioni si possono ricongiungere.
Altrimenti pagate 60mila euro per 2 anni di contributi... e pure i "puristi" (secondo me a sproposito) saranno contenti.
QUanto all'insistenza, chiedo scusa ma non mi sembrava di essere stato particolarmente insistente... normalmente frequento forum dove le risposte (a decine) arrivano in tempo reale e non dopo settimane, ma sono contento che comunque qualcosa si sia mosso.
Sempre senza polemica e con il miglior intento propositivo.
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- adrobe
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sfiore ha scritto: Egr. Adrobe,
Se avesse letto l'introduzione, che riporto:
"In breve la mia situazione dovrei pagare 130 settimane a 410€ di contributi volontari 53 K€ per accedere alla pensione, considerando che l'INPS secondo me a torto non permette il pagamento di contribuzioni minime (che sarebbero calcolati col metodo contributivo), c'è un'alternativa ovviamente legale per rendere meno esorbitante il pagamento dei contributi ?"
.....Forse, ci avrebbe risparmiato un'inutile commento e una sterile morale, che dipende appunto dalla " sensibilità " personale, per usare un'eufemismo.
Evidentemente Lei crede sia giusto far pagare i contributi in base all'ultima retribuzione e che chiedere un consiglio "se c'è un modo legale per pagarne meno", porti il paese a essere una Repubblica della banane.
Bene, visto che ha trovato la soluzione, nel caso dovesse candidarsi mi avvisi, non Le farò mancare il mio voto.
Egregio sfiore,
io avevo ben letto il suo post iniziale, ma è forse lei che non sa che da oltre 45 anni esiste una norma di Legge, il DPR 1432/1971, confermata da successive disposizioni, che stabilisce che il versamento dei contributi volontari sia calcolato sulla base dell'ultima retribuzione effettivamente percepita.
Quindi non è che io creda che crede sia giusto far pagare i contributi in base all'ultima retribuzione o che sia un'iniziativa dell'INPS: semplicemente lo impone la Legge.
Laddove, per dolo o per errore, l'INPS abbia omesso di applicare questa norma, è stata successivamente condannata dalla Corte Costituzionale, come per esempio può verificare da questa sentenza:
www.gazzettaufficiale.it/atto/corte_cost...rt.idSottoArticolo=0
Forse, se lo avesse saputo, avrebbe evitato di aprire una discussione che è una esplicita richiesta di consigli per eludere la Legge. Ovvio che pochi utenti di questo rispettabilissimo forum le avrebbero risposto...
E, se avesse visto bene, non ho risposto a lei, ma all'utente fab63 che aveva trovato l'escamotage per aggirare la legge, e che chiedeva insistentemente pareri sul suggerimento da lui indicato. E' a lui dunque che può dare il suo preziosissimo voto.
Saluti
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