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Pensioni, Niente sospensione dell'assegno per i residenti all'estero

Le indicazioni in un documento dell'Inps. L'Istituto non sospenderà il pagamento della pensione per i residenti all'estero interessati nella cd. prima fase dell'accertamento dell'esistenza in vita che non abbiano riscosso personalmente la pensione entro il 19 marzo 2020.

Niente sospensione del pagamento della pensione per gli italiani residenti in Africa, Oceania ed Europa che - a causa del diffondersi del contagio da COVID-19 - non siano riusciti a fornire prova dell'esistenza in vita entro il 19 marzo 2020. Ne da' notizia l'Inps con il messaggio numero 1418/2020 pubblicato ieri dall'ente di previdenza ad integrazione delle istruzioni già fornite con il messaggio numero 1249/2020.

Le indicazioni questa volta coinvolgono i pensionati coinvolti nella prima fase della campagna di accertamento dell’esistenza in vita, riferita agli anni 2019 e 2020, per i pensionati residenti in Africa, Oceania ed Europa avviata dal mese di Ottobre 2019 dall'Inps in collaborazione con Citibank. La campagna si sostanzia nell’invio ai pensionati INPS residenti nelle suddette aree geografiche, di una modulistica da compilare e da far avallare da un "testimone accettabile" (quale un rappresentante di un ufficio consolare o di un'Autorità locale legittimata a tale adempimento) e da restituire alla banca entro il 13 febbraio 2020. Per i casi in cui il processo di accertamento dell’esistenza in vita non è stato completato entro il suddetto termine, Citibank avrebbe effettuato il pagamento della sola rata di marzo 2020 in contanti attraverso Western Union nei confronti del pensionato il quale, presentandosi personalmente allo sportello, avrebbe fornito la prova dell'esistenza in vita. In caso di mancata riscossione personale o di mancata produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 marzo 2020, il pagamento delle pensioni sarebbe stato sospeso a partire dalla rata di aprile 2020. 

Detto ciò Citibank, alcuni Patronati e Uffici consolari hanno rappresentato che spesso i pensionati sono impossibilitati a recarsi da “testimoni accettabili” o nelle locali agenzie di Western Union (in alcuni casi addirittura chiuse) per la riscossione della rata di marzo, che costituisce valida prova dell’esistenza in vita. In particolare, è stato evidenziato che, a causa del diffondersi del contagio da COVID-19, in diversi Paesi interessati dalla prima fase dell’accertamento sono state imposte restrizioni alla libertà di movimento dei cittadini ivi residenti, specialmente se di età avanzata, che non permettono a costoro di completare il processo di verifica con le consuete modalità.

Di conseguenza l'Inps informa che, in accordo con la Banca, è stato deciso di non sospendere i pagamenti a partire dalla prossima rata di aprile e di includere i pensionati che non sono riusciti a completare il processo di verifica tra i soggetti che saranno interessati dalla seconda fase dell’accertamento generalizzato dell’esistenza in vita che sarà avviata presumibilmente ad agosto 2020.

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